Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 15 Feb, 2026

Pensioni 2026 senza opzione donna: ecco però le alternative favorevoli per le lavoratrici

Anche senza opzione donna per le lavoratrici numerosi vantaggi sulle pensioni nel 2026: ecco quelli più noti.
1 mese fa
2 minuti di lettura
pensioni 62 anni
Foto © Licenza Creative Commons

Dopo tantissimi anni in cui le lavoratrici in Italia hanno potuto sfruttare un canale di pensionamento anticipato molto favorevole come Opzione Donna, il 2026 si è aperto con una novità negativa. Si parla, naturalmente, della chiusura di Opzione Donna, che non è stata più confermata dal Governo, come invece era accaduto per diversi anni consecutivi.

Si trattava di una misura nata come sperimentale e rimasta tale, nonostante in molti ne auspicassero la trasformazione in strumento strutturale. E invece, come dicevamo, il Governo Meloni ha deciso di mettervi fine. Per le donne viene quindi meno un canale di pensionamento anticipato particolarmente vantaggioso.

Va però detto che, a prescindere da questa chiusura, per le lavoratrici restano comunque diversi canali di uscita più favorevoli rispetto a quelli previsti per gli uomini.

Le pensioni 2026 sono dunque orfane di Opzione Donna, ma non mancano alcune agevolazioni specifiche per le lavoratrici.

Pensioni 2026 senza Opzione Donna: ecco però le alternative favorevoli per le lavoratrici

Sarà anche un vantaggio minimo, ma un anno in meno di contributi è pur sempre un anno in meno. Nelle pensioni anticipate ordinarie, per le donne resta infatti uno sconto contributivo importante: se un uomo deve raggiungere 42 anni e 10 mesi di contributi per andare in pensione senza limiti anagrafici, una donna può farlo con 41 anni e 10 mesi.

Questo anticipo si riflette anche sugli scivoli e sui prepensionamenti, come l’isopensione, misura che prevede accordi tra datori di lavoro e sindacati per accompagnare alla pensione chi si trova fino a sette anni dalla pensione di vecchiaia o anticipata. In questo caso, alle lavoratrici possono bastare 34 anni e 10 mesi di contributi, contro i 35 anni e 10 mesi richiesti agli uomini.

Opzione Donna addio, ma per le donne soluzioni possibili ce ne sono

Il sistema previdenziale è ormai orfano di Opzione Donna, ma non mancano altre possibilità. Ad esempio, le donne con un’invalidità pensionabile pari almeno all’80% possono lasciare il lavoro già a 56 anni di età. Un’opzione che non esiste per gli uomini, i quali, anche con la stessa percentuale di invalidità, devono attendere almeno i 61 anni.

La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità pensionabile risulta quindi particolarmente vantaggiosa per le lavoratrici. Esistono poi benefici anche per quanto riguarda la pensione anticipata contributiva. Non cambia l’età di uscita (sempre 64 anni) né il requisito contributivo (20 anni), ma varia l’importo minimo della pensione da raggiungere.

Per le lavoratrici con primo contributo versato dopo il 31 dicembre 1995, la soglia è più bassa se hanno avuto figli:

  • 2,6 volte l’assegno sociale per chi ha avuto due o più figli;
  • 2,8 volte l’assegno sociale per chi ha avuto un solo figlio.

Contro le 3 volte l’assegno sociale richieste alle donne senza figli e a tutti gli uomini.

Anche vantaggi sul calcolo della pensione per le lavoratrici

Le donne lavoratrici madri possono beneficiare anche di un calcolo più favorevole dell’importo della pensione. Per chi ha iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995, la presenza di figli consente di utilizzare coefficienti di trasformazione più vantaggiosi.

Con uno o due figli, il coefficiente applicato è quello relativo a un anno di età in più. Questo significa che:

  • uscendo a 64 anni con la pensione anticipata contributiva, il calcolo avviene con il coefficiente dei 65 anni;
  • uscendo a 67 anni con la pensione di vecchiaia, il coefficiente è quello dei 68 anni.

Con almeno tre figli, il vantaggio raddoppia: il coefficiente utilizzato è quello di due anni in più, sia per le pensioni anticipate contributive sia per la vecchiaia.

Infine, esiste anche un taglio diretto dell’età di uscita, valido sia per la pensione di vecchiaia sia per la pensione anticipata contributiva. Anche in questo caso parliamo di donne, lavoratrici e madri prive di contributi al 31 dicembre 1995. Ogni figlio consente una riduzione di 4 mesi sull’età pensionabile, fino a un massimo di 16 mesi per chi ha avuto almeno quattro figli.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

Fine sostegno BCE ai nostri BTp
Articolo precedente

BCE taglia il cordone: i BTP restano da soli con lo spread ai minimi dal 2008

deleghe inps
Articolo seguente

Deleghe INPS per artigiani, commercianti e gestione separata: arriva la gestione centralizzata