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Oggi: 07 Gen, 2026

Pensione, da gennaio torna la soluzione a 63 anni e 5 mesi

Via libera anche nel 2026 per la pensione a 63 anni e 5 mesi di età, ecco come funziona l'anno venturo l'Ape sociale.
7 giorni fa
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pensione 63 anni e 5 mesi
Foto © Investireoggi

Confermata perché è una misura molto favorevole e indirizzata a soggetti con difficoltà evidenti sotto diversi profili. Parliamo dell’anticipo pensionistico che accompagna i lavoratori fino al raggiungimento della pensione vera e propria. L’Ape sociale è una misura particolarmente vantaggiosa e, soprattutto, dal 1° gennaio 2026 diventa una delle pochissime alternative alle pensioni ordinarie.

Cerchi un’alternativa ai 67 anni di età della pensione di vecchiaia? Non sei riuscito a superare i 40 anni di contributi e sei fuori dal perimetro di Quota 41 precoci e della pensione anticipata ordinaria? Ecco allora che la soluzione dell’accompagnamento alla pensione a partire dai 63 anni e 5 mesi di età diventa un’opportunità da cogliere.

L’Ape sociale è l’unica misura sopravvissuta tra quelle che sarebbero dovute scadere il 31 dicembre 2025, misure temporanee, sperimentali e non strutturali. Una sorte diversa rispetto a Quota 103 e Opzione Donna. Proprio per questo è fondamentale comprendere come funziona e come si sfrutta. Ecco, quindi, la soluzione utile per la pensione a 63 anni e 5 mesi di età.

La pensione a 63 anni e 5 mesi per il 2026 via libera

Per poter accedere all’Ape sociale nel 2026 come disoccupati, è necessario aver interrotto il lavoro in modo involontario, a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o per qualsiasi altro motivo indipendente dalla volontà del lavoratore. I disoccupati rappresentano infatti una delle principali categorie destinatarie della misura e, negli anni, sono stati tra coloro che ne hanno beneficiato maggiormente.

Dal punto di vista contributivo, l’Ape sociale richiede 30 anni di contributi. Anche nel 2026, per i disoccupati sarà obbligatorio aver fruito integralmente della NASpI per tutti i mesi spettanti prima di poter presentare la domanda di anticipo pensionistico.

La misura, infatti, non è cumulabile con la NASpI. Di conseguenza, il lavoratore deve prima perdere involontariamente l’occupazione, poi richiedere l’indennità di disoccupazione e solo al termine del periodo di copertura della NASpI potrà presentare la domanda di Ape sociale.

Per gli invalidi necessario il giusto grado di disabilità certificata

Per accedere all’Ape sociale come invalidi, è necessario essere preventivamente riconosciuti tali da una commissione medica per l’invalidità civile dell’INPS. Anche in questo caso, l’accesso è possibile a 63 anni e 5 mesi di età e con 30 anni di contributi.

Occorre quindi sostenere la visita medico-legale e ottenere, nel verbale finale, un grado di invalidità pari almeno al 74%. Solo a queste condizioni è possibile ottenere il via libera all’anticipo pensionistico anche nel 2026.

La pensione a 63 anni e 5 mesi come caregiver nel 2026

Quando si parla di caregiver, si fa riferimento a chi assiste un familiare con disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104. Ai fini dell’Ape sociale, però, il familiare assistito deve rientrare in una specifica cerchia: coniuge, genitore, oppure parente o affine fino al secondo grado.

Per questi ultimi, l’accesso alla misura è consentito solo se il soggetto assistito non ha genitori o coniuge in grado di prestare assistenza, oppure se questi sono a loro volta invalidi o troppo anziani per svolgere il ruolo di caregiver.

Va inoltre ricordato che, per ottenere l’Ape sociale come caregiver a 63 anni e 5 mesi di età con 30 anni di contributi, è necessario che il richiedente e il familiare disabile risultino conviventi da almeno sei mesi prima della presentazione della domanda.

Lavoro troppo pesante? Ecco come anticipare nel 2026

L’ultima categoria che nel 2026 potrà accedere alla pensione con 63 anni e 5 mesi di età è quella degli addetti ai lavori gravosi. In questo caso, però, il requisito contributivo sale a 36 anni, e non a 30.

Rientrano in questa categoria i lavoratori che svolgono una delle 15 attività gravose originariamente individuate per l’Ape sociale. È necessario aver svolto l’attività gravosa per almeno sette degli ultimi dieci anni di carriera, oppure, in alternativa, per almeno sei degli ultimi sette anni.

Anche nel 2026, dunque, per chi svolge un lavoro fisicamente o psicologicamente pesante, l’Ape sociale resta una delle poche e concrete possibilità di anticipo pensionistico.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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