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Pensione anticipata ordinaria: in che anno devi aver iniziato a lavorare per andarci nel 2026

Pensione anticipata ordinaria 2026: ecco da quale anno bisogna aver iniziato a lavorare, e cosa cambia se nella carriera ci sono interruzioni.
17 Marzo 2026
pensione anticipata
Foto © Investireoggi

Nel 2026 la pensione anticipata ordinaria continua a rappresentare la strada di uscita dal lavoro che non dipende dall’età anagrafica, ma dagli anni di contributi versati. Per gli uomini il requisito è pari a 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne servono 41 anni e 10 mesi di contributi.

È questo il punto centrale da cui partire per capire quando una persona può andare in pensione oggi. Non conta, dunque, aver compiuto una determinata età, ma aver accumulato nel corso della vita lavorativa il monte contributivo richiesto dalla normativa.

Da qui nasce anche una domanda molto frequente: in che anno bisogna aver iniziato a lavorare per riuscire a raggiungere nel 2026 i contributi necessari per la pensione anticipata ordinaria? La risposta si può ricavare con un semplice calcolo, ipotizzando una carriera lavorativa continua, cioè senza interruzioni.

Va, comunque, ricordato che una volta raggiunto il requisito contributivo, la pensione non decorre subito: esiste infatti una finestra di attesa. Ma, per capire da quando bisogna aver iniziato a lavorare, ciò che conta innanzitutto è il momento in cui si perfezionano i contributi richiesti.

Pensione anticipata ordinaria nel 2026: l’inizio del lavoro se si è uomini

Per un uomo che intende andare in pensione anticipata ordinaria nel 2026, bisogna ragionare sul requisito dei 42 anni e 10 mesi di contributi. Se questo traguardo viene raggiunto nel corso del 2026, l’inizio della carriera lavorativa, ipotizzando continuità assoluta, deve collocarsi tra marzo 1983 e febbraio 1984.

Facciamo qualche esempio pratico. Se il lavoratore perfeziona i 42 anni e 10 mesi di contributi a gennaio 2026, significa che ha iniziato a lavorare a marzo 1983. Se, invece, raggiunge il requisito a dicembre 2026, il primo contributo utile risale a febbraio 1984.

In sostanza, per gli uomini il riferimento è quasi sempre l’anno 1983, oppure l’inizio del 1984, a seconda del mese esatto in cui si arriva al traguardo contributivo. Questo tipo di conteggio è utile soprattutto per dare un orientamento generale. Chi oggi si chiede se può centrare la pensione anticipata ordinaria nel 2026 deve guardare al proprio estratto conto contributivo e verificare se i versamenti partono proprio da quel periodo, oppure se sono più recenti.

Si ricorda che i requisiti per il pensionamento cambiano dal 2027. Quando, serviranno per gli uomini 42 anni e 11 mesi di contributi. Dal 2028 si cambierà ancora: occorreranno per gli uomini 43 anni e 1 mese di contributi.

Quando bisogna aver iniziato a lavorare se si è donne

Per le donne il ragionamento è identico, ma il requisito contributivo richiesto è più basso di un anno: servono oggi, infatti, 41 anni e 10 mesi di contributi. Di conseguenza, se una lavoratrice raggiunge il diritto alla pensione anticipata ordinaria nel 2026, l’inizio del lavoro continuativo deve collocarsi tra marzo 1984 e febbraio 1985.

Anche qui gli esempi aiutano a capire meglio. Se il requisito viene perfezionato a gennaio 2026, l’inizio della carriera risale a marzo 1984. Se invece la maturazione avviene a dicembre 2026, allora il primo contributo utile è stato versato a febbraio 1985.

In pratica, per una donna che riesce ad andare in pensione anticipata ordinaria nel 2026, l’anno da tenere come riferimento è il 1984, con possibile slittamento ai primi mesi del 1985.

Anche in questo caso si tratta di una simulazione basata sull’ipotesi di lavoro senza pause. È un criterio utile per orientarsi, ma non significa che la lavoratrice debba necessariamente aver lavorato senza mai fermarsi.

Come per gli uomini, anche per le donne, nel 2027 ci sarà un incremento di 1 mese sui requisiti e di ulteriori 2 mesi dal 2028.

Pensione anticipata ordinaria nel 2026 con interruzioni nel lavoro

Qui è fondamentale chiarire un aspetto: la pensione anticipata ordinaria non richiede una carriera ininterrotta. La continuità lavorativa serve solo come base teorica per fare il conteggio dell’anno di inizio attività. Quello che conta davvero è aver raggiunto il numero di contributi richiesto.

Se però nel corso della carriera ci sono stati periodi senza lavoro e senza contributi utili, il momento in cui si sarebbe dovuto iniziare a lavorare va spostato più indietro, o bisogna aspettare di maturare i requisiti continuando a lavorare.

La regola, quindi, è piuttosto semplice: ogni periodo non coperto da contributi sposta in avanti il traguardo pensionistico oppure obbliga a essere entrati prima nel mondo del lavoro. Per questo motivo, quando si fanno i conti sulla pensione anticipata ordinaria, non basta guardare solo all’anno di inizio attività, ma bisogna sempre verificare quanti contributi risultano effettivamente accreditati.

Riassumendo

  • Pensione anticipata ordinaria 2026: conta solo il requisito contributivo, non l’età anagrafica.
  • Gli uomini devono raggiungere 42 anni e 10 mesi di contributi.
  • Le donne devono raggiungere 41 anni e 10 mesi di contributi.
  • Senza interruzioni, gli uomini devono aver iniziato tra 1983 e 1984.
  • Senza interruzioni, le donne devono aver iniziato tra 1984 e 1985.
  • Eventuali buchi contributivi spostano più indietro l’inizio utile del lavoro o la necessità di continuare a lavorare.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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