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Oggi: 17 Giu, 2026

Pagamenti elettronici, non cambia l’obbligo POS ma cambiano i costi

Pagamenti elettronici meno cari e più trasparenti: il nuovo accordo può cambiare il peso delle commissioni POS per gli esercenti.
17 Giugno 2026
pagamenti elettronici
Foto © Investireoggi

Il nuovo accordo sui pagamenti elettronici punta a rendere meno pesanti i costi del POS per negozi, bar, ristoranti, artigiani e piccole attività. La novità non cambia gli obblighi già previsti dalla legge, ma prova a intervenire su un tema molto concreto: le commissioni applicate quando il cliente paga con carta o altri strumenti digitali, soprattutto per importi bassi.

Pagamenti elettronici: cosa prevede il nuovo accordo

Il 15 giugno 2026 è stata annunciata la firma di un nuovo Protocollo d’intesa dedicato al contenimento dei costi legati agli incassi digitali. L’intesa si inserisce nel lavoro avviato nel 2023 presso il Tavolo permanente sulle transazioni elettroniche del Dipartimento del Tesoro.

All’accordo partecipano banche, prestatori di servizi di pagamento, società finanziarie e principali associazioni di categoria del commercio, dell’artigianato e della ristorazione. L’obiettivo è favorire condizioni economiche più chiare e più convenienti per gli esercenti.

Il punto centrale riguarda i piccoli incassi. Le offerte dovranno guardare con particolare attenzione alle operazioni fino a 30 euro, con un focus ancora più marcato su quelle fino a 10 euro. Proprio queste somme ridotte sono spesso considerate meno convenienti dagli operatori, perché la commissione può incidere in modo più evidente sul margine finale.

L’intesa non è da confondersi con la novità sull’obbligo di accettare pagamenti elettronici.

Chi può beneficiare delle nuove condizioni

Le misure sono pensate prima di tutto per le attività con ricavi annui fino a 400.000 euro. Si tratta della fascia in cui rientrano molte piccole imprese, negozi di vicinato, pubblici esercizi, laboratori artigiani e attività familiari.

Il Protocollo, però, apre anche a soluzioni rivolte a soggetti con volume d’affari superiore, almeno fino a 750.000 euro.

Questo aspetto amplia la platea dei possibili beneficiari e può rendere più interessante il confronto tra le diverse proposte presenti sul mercato.

Non si tratta di uno sconto automatico imposto per legge. Gli operatori aderenti assumono un impegno volontario a proporre offerte più favorevoli. Per questo motivo sarà importante valutare con attenzione le singole condizioni: canone del terminale, percentuali applicate, costi fissi, durata delle promozioni e prezzo finale al termine del periodo agevolato.

In pratica, i pagamenti elettronici restano soggetti a contratti commerciali tra esercenti e fornitori del servizio, ma il nuovo schema punta a rendere più facile scegliere l’offerta meno onerosa.

Obbligo POS e riferimenti normativi da ricordare

Dal punto di vista fiscale e operativo, l’accordo non elimina l’obbligo di accettare pagamenti elettronici. Il riferimento principale resta l’art. 15, comma 4, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221. Tale norma ha previsto l’obbligo, per chi vende prodotti o presta servizi, anche professionali, di accettare pagamenti tramite carte.

Sul piano sanzionatorio, rileva l’articolo 18 del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito dalla legge 29 giugno 2022, n. 79. In caso di mancata accettazione di un pagamento elettronico, è prevista una sanzione pari a 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione rifiutata.

Il Protocollo non introduce un tetto legale alle commissioni. Non stabilisce neppure la gratuità del POS.

La sua funzione è diversa: spingere il mercato verso maggiore concorrenza, condizioni più leggibili e costi più sostenibili, soprattutto nei casi in cui il valore dello scontrino è basso.

Per gli esercenti, quindi, i pagamenti elettronici continuano a essere un adempimento collegato alla normale attività commerciale, ma con nuove possibilità di confronto tra operatori.

Pagamenti elettronici: più trasparenza sulle offerte POS

Una delle novità più utili riguarda il modo in cui le condizioni economiche dovranno essere presentate. Gli aderenti dovranno usare uno schema uniforme, così da rendere più semplice il paragone tra le varie proposte.

Questo significa che le informazioni principali dovranno essere esposte in modo chiaro: costi mensili, commissioni in percentuale, eventuali importi fissi per operazione, durata degli sconti e condizioni applicate dopo la fine delle promozioni. Una maggiore trasparenza può aiutare le imprese a non fermarsi al primo prezzo pubblicizzato, ma a verificare il costo reale nel tempo.

Le offerte saranno pubblicate sui siti dei soggetti aderenti e trasmesse al CNEL, chiamato a raccogliere e rendere disponibili le condizioni economiche. L’effetto atteso è simile a quello di una vetrina pubblica, utile per confrontare in modo rapido le soluzioni disponibili.

Il nuovo accordo sui pagamenti elettronici non rivoluziona, pertanto, la disciplina fiscale, ma può incidere sulla gestione quotidiana degli incassi. Per le piccole attività, il vantaggio principale potrebbe arrivare da commissioni più leggere sui piccoli importi e da informazioni finalmente più semplici da leggere.

Riassumendo

  • I pagamenti elettronici avranno offerte POS più chiare e meno costose.
  • Il nuovo accordo punta soprattutto a ridurre i costi sui piccoli importi.
  • Le misure interessano principalmente attività con ricavi fino a 400.000 euro.
  • Previsti vantaggi anche per operatori con fatturato fino a 750.000 euro.
  • L’obbligo POS resta valido, con le sanzioni già previste dalla legge.
  • Le offerte saranno confrontabili grazie a schemi uniformi e pubblicazione tramite CNEL.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.