Telecom Italia, nuovo bond da 1 mld fra polemiche e possibile aumento di capitale

Collocate con successo nuove obbligazioni a 7 anni con rendimento al 5%. Ma la società è a caccia di altri 5 miliardi per sostenere debito e rating. I maggiori soci litigano fra loro, che ne sarà di Telco?

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Collocate con successo nuove obbligazioni a 7 anni con rendimento al 5%. Ma la società è a caccia di altri 5 miliardi per sostenere debito e rating. I maggiori soci litigano fra loro, che ne sarà di Telco?

Telecom Italia piazza con successo sul mercato un nuovo bond senior e raccoglie 1 miliardo di euro senza problemi. L’operazione di finanza ordinaria rientra nel programma Euro Medium Term Notes da 20 miliardi approvata dal Cda e il rendimento ottenuto è stato migliore delle attese attestandosi poco sopra il 5% per sette anni di durata. A contribuire efficacemente al successo del collocamento sono le voci che danno ormai per certo un aumento di capitale da 3 miliardi di euro del colosso telefonico italiano a supporto del fardello debitorio da 28 e rotti miliardi che gravita sulle attività del gruppo.

 

Aumento capitale Telecom Italia e altri rumors

Ieri, dalla riunione informale degli azionisti di Telecom riunitisi al cospetto del presidente Franco Bernabé, è trapelato  di tutto e di più sul futuro di Telecom Italia, da un aumento di capitale da 5 miliardi (3 non basterebbero) alla cessione di una quota rilevante delle azioni ai cinesi di Hutchinson Wampoa, compresa l’idea di procedere alla vendita di Tim Brasil per consentire alla spagnola Telefonica di lanciare poi un’Opa su Telecom a sconto  sul titolo in borsa e senza il vincolo dell’antitrust. Rumors a parte, una cosa pare ormai scontata: il patto di sindacato dei soci Telco (e forse anche la carriera di Bernabé) è al tramonto con Mediobanca, Intesa e Generali pronti a lasciare Telco, la società che controlla Telecom Italia con oltre il 24%. Del resto il vecchio salotto buono che finora ha spremuto i dividendi di Telecom, non è disposto a scucire altri soldi per restare in sella insieme ai soci di Telefonica, soprattutto in previsione di uno spin off della rete.

 

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Obbligazioni Telecom Italia 4,875% 2020 in dettaglio

 

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Il nuovo bond Telecom Italia scadenza 25 settembre 2020 e cedola al 4,875% (Isin XS0974375130) è stato prezzato ieri  98,966, per un rendimento effettivo lordo del  5,054%.

Il rendimento del titolo era stato fissato in tarda mattinata a 330 punti base sopra il tasso midswap, dopo una prima indicazione in un range compreso tra 340 e 350 punti base. Secondo quanto riportato da Reuters, gli ordini si sono attestati a circa 5 miliardi di euro e hanno visto il coinvolgimento di numerosi investitori istituzionali europei, soprattutto inglesi e tedeschi, oltre che italiani. Le banche che hanno guidato il collocamento sono state Unicredit, Deutsche Bank e Rbs, cui si sono affiancati come ‘joint bookrunner’ Bbva, Mitsubishi, Santander e Smbc. Il titolo sarà presto quotato sulla borsa del Lussemburgo e sarà negoziabile per tagli da 100.000 euro nominali con multipli aggiuntivi di 1.000. Secondo un’analisi di mercato Reuters, condotta interpolando le quotazioni dei bond Telecom Italia con le scadenze più vicine a quella appena lanciata (gennaio 2020 e febbraio 2022), emerge un fair value per l’emissione di circa 304 punti base sopra il tasso midswap, quindi, sulla base del rendimento fissato, un premio di circa 26 punti base. La concessione, si nota, può essere spiegata con il rating di Telecom Italia, appena sopra il livello junk (Baa3 per Moody’s e BBB- per S&P e Fitch), e col fatto che il bond del gruppo ha trovato la concorrenza di un’emissione di pari durata della svizzera Swisscom (da 500 milioni di euro), che invece gode di un merito di credito più elevato. Tuttavia – segnalano gli operatori – la relativa scarsità di offerta delle ultime settimane di corporate bond “investment grade”  sul mercato periferico ha sicuramente contribuito a sostenere l’interesse per l’emissione di Telecom Italia (l’ultima emissione senior sui mercati periferici è il bond 2025 di Eni dello scorso 5 settembre ).

 

Rating Telecom Italia non più al sicuro: analisti pronti a declassare il debito a junk

 

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In attesa di riuscire a risolvere i tanti dossier caldi che interessano Telecom Italia e i piani alti di Telco in questo delicato periodo, analisi e investitori restano alla finestra. Un’attesa che però non sembra volgere all’ottimismo, poiché i conti semestrali del gruppo non erano incoraggianti. La gallina dalle uova d’oro rimane ormai solo Tim Brasil che sostiene le quotazioni azionarie di Telecom Italia. Per il resto – osservano gli analisti – senza massicci investimenti nella fibra ottica, per i quali l’Italia è rimasta indietro rispetto agli altri paesi europei, i margini del gruppo saranno sempre più risicati in futuro, mentre il debito da oltre 28 miliardi che non cala si mangerà gli utili. In questo contesto, senza un rafforzamento patrimoniale, non sarà più possibile fare investimenti, anche perché – osservano gli analisti – la concorrenza sulla telefonia mobile è agguerrita, mentre i ricavi da telefonia fissa sono in continuo deterioramento e non sarà certo il prossimo aumento del canone a salvare i conti del gruppo. S&P e Moody’s lo scorso mese di agosto hanno confermato il rating appena sopra il livello junk, ma hanno messo Telecom Italia in negative watch, cioè sotto osservazione per un possibile downgrade. Se ciò dovesse avvenire, i rendimenti dei bond schizzerebbero ben oltre il 5,5% medio perché gli istituzionali venderebbero. [fumettoforumright]Tuttavia, per ora, il mercato sembra accreditare favorevolmente l’ipotesi di un aumento di capitale da 3-5 miliardi di euro per tamponare le emergenze, come dimostrato dall’impennata del prezzo del bond Telecom Italia Finance 7,75% 2033, da molti analisti considerato il vero e proprio termometro indicatore dello stato di salute delle finanze societarie. Nel giro di poche sedute l’obbligazione trentennale ha messo su 6 punti portandosi da 103 a 109 e schiacciando il rendimento finale lordo sotto il 7% (vedi grafico), cosa che ha anche permesso a Telecom di collocare con successo il recente prestito obbligazionario al 2020.

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