Il rendimento del BTp Futura 2033 s’è alzato sul mercato secondario

Il BTp Futura 2033 ha visto salire il suo rendimento alla scadenza nelle prime sedute dalla quotazione sul MoT di Borsa Italiana.

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BTp Futura 2033

Il quarto BTp Futura, scadenza 16 novembre 2033 (ISIN: IT0005466344), è negoziabile sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana. Sappiamo che il collocamento, avvenuto nel corso della seconda settimana di novembre, non sia stato un successo, riscuotendo ordini per appena 3,27 miliardi di euro. Ieri, la quotazione del titolo è stata in area 99,70 centesimi. A questi prezzi, il rendimento del bond è salito a circa 1,29%. Al suo debutto, il titolo offriva l’1,267%.

Il lieve rialzo del rendimento è stato dovuto a due elementi. Il primo è chiaramente la discesa della quotazione sotto la pari. Chi ha comprato il BTp Futura 2033 sul mercato, nelle scorse ore lo ha pagato un po’ meno del suo valore nominale. La differenza costituisce un rendimento extra rispetto alla cedola. E poi c’è proprio il fattore cedola ad avere influito sul rendimento. Poiché essa cresce negli anni, passando dallo 0,75% del primo quadriennio all’1,70% dell’ultimo, con il passare dei giorni e dei mesi si riduce il peso della prima cedola nel computo del tasso medio ponderato offerto nell’arco dei dodici anni. E, dunque, il peso delle cedole più alte aumenta.

BTp Futura e specchietto per le allodole del premio fedeltà

L’eventuale discesa drastica del BTp Futura in area 95 centesimi consentirebbe ai nuovi obbligazionisti di acquistare il titolo a un rendimento pari al massimo a cui potranno mai aspirare coloro che hanno prenotato il bond in fase di collocamento. I secondi avranno diritto, infatti, a un doppio premio fedeltà nel caso in cui mantenessero il titolo in portafoglio fino alla scadenza e pari a un massimo del 6% del capitale investito, ossia lo 0,50% su base annua.

E già a una quotazione a circa 99 centesimi, il BTp Futura frutterebbe più del massimo che incasserebbe un obbligazionista cassettista dopo i primi otto anni grazie all’acconto del 40% sul primo premio fedeltà.

In un certo senso, rischiano di avere ragione coloro che aspetteranno di comprare il titolo sul mercato secondario, anziché quanti abbiano fatto atto di fede prenotandolo in fase di collocamento e pensando di avere fatto un affare.

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