Obbligazioni perpetue: American Express paga interessi del 5%

Fra i bond subordinati senza scadenza, quelli di American Express offrono rendimenti interessanti. E’ anche occasione per investire in dollari

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Fra i bond subordinati senza scadenza, quelli di American Express offrono rendimenti interessanti. E’ anche occasione per investire in dollari

American Express torna sul mercato dei bond. Il gruppo bancario titolare del noto brand di carte di credito ha lanciato recentemente un bond in dollari senza scadenza offrendo ai sottoscrittori un rendimento che sfiora il 5% all’anno. Il collocamento dell’obbligazione internazionale è stato curato da un pool di banche internazionali (Citigroup, Credit Suisse, RBC Capital Markets, Wells Fargo e Barclays Capital) che hanno venduto i titoli per 850 milioni di dollari al prezzo di 99,76% per un rendimento lordo finale pari al 4,954%.   Obbligazioni perpetue American Express 4,90%   La nuova obbligazione in dollari (US025816BL21) si aggiunge alle altre 30 emissioni di American Express quotate sul mercato per un controvalore nominale, fra bond domestici e internazionali, di oltre 30 miliardi. Il bond, negoziabile per tagli minimi di 1.000 dollari Otc (over the counter), offre una cedola fissa del 4,90% pagabile su base semestrale il 15 marzo e 15 settembre fino al 2020. Dopo di che, se il bond non verrà richiamato dall’emittente (call redemption), maturerà interessi variabili indicizzati al libor trimestrale maggiorato del 3,285%. L’obbligazione è subordinata junior e ha rating non investment grade BB+, tre gradini sotto il family rating di American Express (BBB+).   American Express, i ricavi salgono del 11%   [fumettoforumright]American Express ha chiuso il quarto trimestre con profitti in crescita dell’11% grazie all’aumento delle spese dei titolari delle sue carte e dei finanziamenti. In particolare la società ha messo a segno nel trimestre un utile netto di 1,45 miliardi di dollari, contro gli 1,31 miliardi di un anno fa. I proventi operativi sono inoltre saliti del 6,6% a 9,11 miliardi grazie anche alla plusvalenza per la vendita di Concur Technologies. Per quanto la crescita dei proventi sia ancora una volta lontana dal target di aumento dell’8% indicato dal management, ha comunque consentito di battere le attese del consenso ferme a 8,53 miliardi.

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