Obbligazioni Goldman Sachs in euro, ecco cos’è successo dall’emissione di dicembre

Le obbligazioni in euro "callable" di Goldman Sachs sono state emesse a dicembre. Ecco com'è andata finora sul mercato secondario.

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Obbligazioni Goldman Sachs in euro

A dicembre, Goldman Sachs ha emesso obbligazioni “callable” a 10 anni in euro (ISIN: XS1610658467) per l’importo di 80 milioni. Il bond offre cedola fissa lorda dell’1%, che al netto della tassazione scende allo 0,74%. A partire dal secondo anno, cioè dal 17 dicembre 2023, la banca si riserva la facoltà di esercitare il diritto di rimborso anticipato fino alla scadenza e al 100% del valore nominale.

In pratica, l’obbligazionista sa con certezza che per i primi due anni le obbligazioni Goldman Sachs gli offriranno un tasso d’interesse dell’1% e senza possibilità che il titolo gli sia rimborsato in anticipo. Successivamente, perde questa certezza. Quando potrebbe verificarsi l’esercizio della call? Con ogni probabilità, quando la banca avrà modo di rifinanziarsi sui mercati a tassi ancora più bassi. In quel caso, le sarà conveniente emettere un nuovo bond e con i capitali raccolti annullare quello di cui discutiamo.

Obbligazioni Goldman Sachs ed esercizio della call

Ieri, sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana le obbligazioni Goldman Sachs esibivano una quotazione di 99 centesimi. Dall’emissione, quindi, hanno perso l’1%. Una buona notizia per chi avesse intenzione di acquistarle adesso. Le potranno inserire in portafoglio a prezzi minori e ottenendo rendimenti maggiori alla scadenza. In effetti, il rendimento lordo ieri risultava salito all’1,15%.

Ora, qualcuno eccepirà che il rimborso anticipato costituisce un rischio di reinvestimento del capitale. Vero, in teoria. Nella pratica, queste obbligazioni Goldman Sachs diverrebbero ben più redditizie nel caso di esercizio della call. In effetti, supponiamo che la banca rimborsi il titolo esattamente alla scadenza dei due anni. Tra 23 mesi, otterremmo un capitale pari a 100, pur avendolo pagato 99. Il nostro rendimento da qui ad allora sarà stato superiore all’1,50% lordo annuo.

Se il rimborso avvenisse, per ipotesi, tra cinque anni, il rendimento lordo risulterebbe di oltre l’1,20%. Per il resto, il rischio di credito è molto basso, dati i rating assegnati dalle principali agenzie al debito dell’emittente: BBB+ per S&P, A per Fitch e A2 per Moody’s.

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