Obbligazioni emergenti in dollari con rendimenti fin sopra il 12%

Ci sono obbligazioni emergenti denominate in dollari a offrire rendimenti sopra il 12% su scadenze brevi e sopra l'11% su altre lunghe

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Obbligazioni emergenti super redditizie

Se siete amanti del brivido e volete mettervi in cerca di rendimenti medio-alti per alzare la redditività del vostro portafoglio, esistono alcune obbligazioni emergenti che farebbero per voi. Sono denominate in dollari, per cui esibiscono un rischio di cambio relativamente basso, ma allo stesso tempo hanno rating molto bassi, per cui possono definirsi “spazzatura”. Parliamo dei titoli del debito del Ghana, seconda economia dell’Africa occidentale con un PIL di circa 75 miliardi di dollari, ma pari a soli 2.500 dollari pro-capite. Quest’anno, è atteso in crescita del 5,8% dopo il -0,4% accusato nel 2020.

I prezzi di queste obbligazioni emergenti sono in caduta negli ultimi tempi, in linea con il trend globale, ma anche per effetto di dinamiche specifiche. Questa settimana, il governo ha ammesso che il deficit statale sarà superiore al 10,6% del PIL stimato in precedenza, attestandosi all’11,7%. Ma ha assicurato che scenderà al 7,4% nel 2022. Tra l’altro, il ministro delle Finanze, Ken Ofori-Atta, ha fatto presente che cercherà il più possibile di evitare emissioni di Eurobond, dati gli alti costi e gli spread crescenti.

Obbligazioni emergenti “high yield”

Con ogni probabilità, Accra si finanzierà principalmente ricorrendo ad accordi bilaterali e collocamenti sindacati. Il suo bond in dollari con scadenza 2061 e cedola 8,75% (ISIN: XS2115147287) è crollato sotto 80 centesimi dagli oltre 103 di inizio anno. Offre attualmente un rendimento annuo lordo dell’11,30%. Male anche le altre obbligazioni emergenti, scadenza 2025 e zero coupon (ISIN: XS2325742166). La loro quotazione è implosa dai circa 78 centesimi all’emissione di primavera ai 69 attuali, corrispondenti a un rendimento in area 12,40%.

E dire che suscitò clamore sui mercati la prima emissione africana zero coupon, chiaramente avvenuta a forte sconto sul prezzo per via dell’assenza di cedola.

Parliamo di titoli di stato con rating B- per S&P, B per Fitch e B3 per Moody’s. Nel tentativo di migliorare le finanze, il governo imporrà un’imposta dell’1,75% su tutte le transazioni elettroniche, incluse quelle che avvengono tramite il telefonino. Al contempo, i pedaggi stradali saranno eliminati su tutto il territorio nazionale. Resta il fatto che il debito pubblico a settembre è lievitato al 77,5% del PIL. Dunque, obbligazioni emergenti sì redditizie, ma anche ad alto rischio default. I conti pubblici ghanesi sono malmessi e la crescita economica dipende strettamente dalle esportazioni di cacao, oro e greggio.

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