Obbligazioni convertibili strumento di protezione dall’inflazione

Le obbligazioni convertibili possono rivelarsi un buono strumento per tutelare il capitale dall'inflazione. Ecco un esempio pratico.

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Obbligazioni convertibili contro l'inflazione

Mentre scopriamo che il dato dell’inflazione italiana a dicembre è salito al 3,9%, da mesi la necessità di proteggersi dalla perdita del potere d’acquisto è diventato un sentimento diffuso tra gli investitori. E il problema si pone particolarmente sul comparto obbligazionario, così avido di rendimenti. Una soluzione alternativa all’assunzione di maggiori rischi potrebbe consistere nel puntare sulle obbligazioni convertibili.

Si tratta di titoli a reddito fisso, che staccano cedole periodiche a favore del possessore. Queste sono tipicamente più basse di quelle erogate dai bond ordinari, in quanto l’obbligazionista può beneficiare dell’eventuale ascesa del titolo azionario della società emittente. Infatti, le obbligazioni convertibili assegnano al titolare il diritto di impossessarsi – alla scadenza o dopo un certo periodo di tempo dall’emissione – delle azioni della stesse società emittente a un dato tasso di conversione.

Ad esempio, se fisso a 50 euro il prezzo di conversione e alla scadenza dei cinque anni le azioni risultano salite a 70 euro, in qualità di possessore di obbligazioni convertibili il mio creditore avrà tutta la convenienza ad esercitare la conversione. In questo modo, avrà ottenuto di un guadagno del 40%, potendo rivendere anche all’istante le azioni al più alto prezzo di mercato. Spalmato sui 5 anni, il rendimento annuo composto lordo sarebbe del 7%. Esso si andrebbe ad aggiungere alla cedola nel frattempo incassata.

Obbligazioni convertibili, alti rendimenti in tempi di tassi a zero

Le azioni sono un asset class più redditizia nelle fasi di reflazione. Le obbligazioni convertibili, i cui prezzi seguono nella sostanza l’andamento delle azioni, garantirebbero all’investitore rischi contenuti e rendimenti potenzialmente elevati. Non tutte sono, però, uguali. Con il rialzo dei tassi atteso in tutto il mondo avanzato, le società ad alto tasso di crescita in borsa dovrebbero soffrirne le conseguenze, mentre le società pro-cicliche, legate alle materie prime, all’energia, alle costruzioni e via dicendo, risulterebbero beneficiate dalla ripresa dell’economia globale in corso già dal 2021.

Tanto per farvi capire le potenzialità delle obbligazioni convertibili, vi presentiamo l’iShares Convertible Bond ETF. Il fondo investe in 348 titoli dalla “duration” media di appena 1,38 anni e cedola media dello 0,98% (A proposito, la bassa “duration” è una caratteristica delle obbligazioni convertibili e questo riduce la volatilità dei prezzi nelle fasi avverse). Tra i titoli in portafoglio, quelli di Palo Alto Networks, Dish Network Corp, Sea Ltd e Liberty Media Corp. Nell’ultimo anno, il fondo ha reso oltre il 28%. Il rendimento sale all’85% in tre anni e al 142% in cinque anni. Altro che inflazione, altro che rendimenti reali negativi dei bond ordinari!

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