Nuove obbligazioni JP Morgan 2024 in euro ai raggi X

Il bond JP Morgan (XS1456422135) è negoziabile su ExtraMOT per importi minimi di 100.000 euro

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Il bond JP Morgan (XS1456422135) è negoziabile su ExtraMOT per importi minimi di 100.000 euro

JP Morgan Chase & Co. colloca nuovi bond in euro sul mercato. La banca d’affari americana con sede a New York che serve più di 90 milioni di clienti in tutto il mondo, ha emesso lo scorso mese di luglio un nuovo titolo obbligazionario per 2 miliardi di euro. Il bond senior unsecured JP Morgan Chase & Co. (codice ISIN XS1456422135) è callable e corrisponde una cedola annuale a tasso fisso del 0,625% per otto anni. Il titolo è negoziabile, oltre che sulla borsa del Lussemburgo, anche sul mercato regolamentato ExtraMOT di Borsa Italiana per tagli minimi di 100.000 euro e multipli analoghi. Emesso al prezzo di 99,27, il bond di JP Morgan andrà a rimborso per intero a 100 il 25 gennaio 2024, salvo possibilità di richiamo anticipato secondo quanto previsto dal prospetto informativo. Il prezzo è attualmente 101 per un rendimento a scadenza di appena 0,50%, ma si tratta di una obbligazione che gode di credenziali superiori a quelle dei titoli di stato italiani. Il rating di JP Morgan Chase & Co. è A3 per Moody’s, A per Standard & Poor’s e A+ per Fitch.

Jp Morgan, profitti in calo ma oltre le attese

JP Morgan Chase & Co. ha chiuso il secondo trimestre con profitti superiori alle attese per quanto in leggero calo rispetto all’anno scorso e nonostante il contesto operativo caratterizzato da bassi tassi di interesse anche con un sorprendente aumento dei ricavi. Nel dettaglio la maggior banca statunitense per attivi di bilancio ha registrato nei tre mesi al 30 giugno un utile netto di 6,2 miliardi di dollari, in leggero calo rispetto ai 6,29 miliardi del pari periodo dell’anno scorso. L’utile per azione, anche grazie ai programmi di buy-back, e’ migliorato da 1,54 dollari a 1,55 dollari, ampiamente al di sopra degli 1,43 dollari attesi dal consenso degli analisti.

Bene anche i ricavi, saliti da 24,53 miliardi a 25,21 miliardi e risultati, anche in questo caso, ampiamente superiori alle attese poste a 24,16 miliardi. I costi operativi sono inoltre scesi da 14,5 miliardi a 13,64 miliardi.

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