L’Olanda nazionalizza SNS Reaal e i bond vanno a zero

Il governo salva la quarta banca del paese dal fallimento confiscando le obbligazioni subordinate. Investitori e obbligazionisti hanno perso tutto, ma non la speranza di vincere un ricorso internazionale

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Il governo salva la quarta banca del paese dal fallimento confiscando le obbligazioni subordinate. Investitori e obbligazionisti hanno perso tutto, ma non la speranza di vincere un ricorso internazionale

Con un colpo di mano, l’Olanda ha nazionalizzato il quarto gruppo bancario del paese. Qualcuno l’aveva previsto da tempo, qualcun altro pensava e sperava che altri istituti di credito del calibro di Rabobank, Ing Groep o Abm Amro potessero accorrere in aiuto del gruppo bancario e assicurativo Sns Reaal, sommerso da 2,3 miliardi di perdite sul settore immobiliare, ma nessuno era disposto a mettere dei soldi in un istituto sull’orlo dell’insolvenza.

Alla fine è prevalsa la linea dura del governo olandese e, in extremis, per evitare il fallimento di Sns Reaal di fronte alla continua fuga dei risparmiatori, ha disposto la nazionalizzazione totale del gruppo. La storica banca – come annunciato dal Ministro delle Finanze Jeroen Dijsselbloem – sarà salvata con una iniezione di capitali pari a 3,7 miliardi di euro, tanti quanti ne sono occorsi finora all’Italia per tenere a galla il Monte dei Paschi di Siena (3,9 miliardi di Monti bond) che forse è messo peggio. In sostanza, quindi, i contribuenti olandesi dovranno sborsare più soldi in tasse quest’anno, ma – come ha affermato Dijsselbloem – anche i privati pagheranno per gli errori e gli sbagli commessi in passato da banchieri disinvolti. L’esecutivo ha già imposto una tassa da un miliardo di euro da far pagare all’intero sistema bancario olandese, nessuno escluso, anche per punire la riluttanza degli altri istituti di credito, a suo tempo aiutati dallo Stato, a intervenire in soccorso di Sns Reaal.

 

SNS Reaal sarà ricapitalizzata dallo Stato per 3,7 miliardi, ma rischia di scomparire

 

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L’intero consiglio di amministrazione si è subito dimesso e lo Stato subentrerà con mezzi freschi per 3,7 miliardi di euro fornendo altresì prestiti per 6,1 miliardi allo scopo di assicurare tutte le ordinarie operazioni dell’istituto e salvaguardando contemporaneamente i risparmi di milioni di clienti quantificabili in oltre 36 miliardi di euro e che negli ultimi mesi stavano prendendo la via della fuga all’estero. Solo nelle ultime due settimane – secondo fonti governative – erano stati prelevati dai depositi ben 2,5 miliardi di euro. Contestualmente saranno effettuate svalutazioni sugli attivi immobiliari per oltre 700 milioni di euro e, in un secondo momento, verrà ceduta la divisione assicurativa per ammortizzare nel tempo il resto delle perdite.

Ma a contribuire al salvataggio di Sns Reaal saranno anche gli obbligazionisti subordinati per circa un miliardo di euro i cui titoli detenuti in portafoglio verranno letteralmente espropriati e tolti dalla circolazione fra pochi giorni. Quello che succederà dopo, non è ancora dato sapere, ma è molto probabile che Sns Reaal subirà pesanti tagli di rating da parte delle agenzie internazionali – osserva un analista – così come lo Stato olandese andrà inesorabilmente verso la perdita della AAA, giudizio che esperti e investitori non condividevano già da diverso tempo. La nazionalizzazione, tra l’altro, assesta un duro colpo alle finanze olandesi proprio mentre il paese fatica a rispettare i parametri di bilancio previsti da Bruxelles. Nel corso del 2013 il deficit olandese aumenterà dello 0,6% a causa del salvataggio, e potrebbero essere richiesti tagli di spesa addizionali per rimanere con un deficit al di sotto della soglia del 3%.

 

Obbligazioni estere: i bond SNS Bank subordinati non valgono più nulla

 

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SNS Reaal alla borsa di Amsterdam

Per coloro che avevano investito in obbligazioni Sns Reaal o Sns Bank si tratta di una doccia fredda equiparabile (non per dimensioni) al crack dell’americana Lehman Brothers nel 2008. Dalla sera alla mattina i detentori di bond subordinati si sono ritrovati con il valore dei titoli in portafoglio compresi fra il 5 e il 10% del valore nominale, ma presto spariranno dai dossier titoli delle banche non appena l’Olanda li ritirerà dal mercato (tempo di varare apposito decreto). Obbligazioni come  la Sns Bank NV 6.25% 2020 Lower Tier 2 che fino al giorno prima quotavano 80, sono crollate a 9, così come i titoli perpetui emessi ai tempi dello scoppio della bolla immobiliare che ora valgono indicativamente il 5% del nominale. Un colpo di mano in piena regola – commenta un trader – che ha messo in ginocchio migliaia di investitori, anche italiani, ma soprattutto fondi d’investimento internazionali che avevano in pancia obbligazioni della banca e della holding e che ora rischiano di non rivedere più un centesimo di quanto investito.

Una doccia gelata che mina seriamente la fiducia di un sistema bancario ritenuto fino a pochi anni fa uno dei più solidi e affidabili al mondo. Tutti pensavano che in qualche modo la banca sarebbe stata salvata e forse qualche compratore straniero si era anche fatto avanti, ma a condizioni che l’Olanda non avrebbe potuto accettare perché troppo penalizzanti.

 

Obbligazionisti pronti a fare ricorso per ottenere un congruo risarcimento

 

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In Italia, Adusbef, associazioni dei consumatori e obbligazionisti si stanno intanto organizzando per proporre causa allo stato olandese contro l’ingiusto esproprio dei bond, ma la strada sembra alquanto impervia. Il tempo è limitatissimo – spiega un avvocato –  e ci sono solo 10 giorni di tempo, come era stato comunicato in una nota a seguito della nazionalizzazione della banca. E poi c’è l’impasse legislativa. Il governo olandese ha sfruttato magistralmente una nuova legge bancaria che permette di espropriare azionisti e investitori di debito subordinato. La legge – prosegue il legale – entrata in vigore lo scorso anno con l’obiettivo di dare allo Stato più ampi poteri d’intervento negli affari di istituti in crisi e proteggere i correntisti, sembra sia stata fatta apposta per nazionalizzare Sns Reaal. Per cui diventa difficile se non impossibile vincere una causa contro uno stato che ha applicato alla lettera una norma approvata dal parlamento e promulgata dal Re. Più plausibile, invece, attendere il magro corrispettivo che lo Stato olandese riconoscerà ai detentori delle obbligazioni (si parla di pochi centesimi) quale indennizzo per l’esproprio,oltre agli interessi maturati fino al 31 gennaio, e poi proporre ricorso per ottenere un congruo indennizzo, anche in azioni. Tuttavia, nulla sarà lasciato al caso e valide iniziative stanno per essere intraprese attraverso il forum di Investireoggi (Forum – ricorso SNS Reaal contro lo stato olandese – discussione in tempo reale) al quale si può liberamente accedere e prendrvi parte, previa iscrizione, per conoscere l’evolversi della situazione e per organizzare ogni opportuna azione legale per tentare di recuperare i capitali investiti e ingiustamente espropriati da un paese democratico appartenente all’Unione Europea.

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