Investire in bond macedoni rende più del 4%

Le obbligazioni della Macedonia sono meno sicure di quelle italiane, ma il paese ha i conti in ordine e un pil in forte crescita

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Le obbligazioni della Macedonia sono meno sicure di quelle italiane, ma il paese ha i conti in ordine e un pil in forte crescita

Il rendimento dei titoli di stato macedoni è tornato sopra il 4%. Dopo essersi apprezzati vertiginosamente nei primi 4 mesi dell’anno sull’onda lunga del quantitative easing lanciato dalla BCE, i bond macedoni sono tornati a scambiare sotto la pari. Skopie è presente sul mercato dei capitali con due emissioni in euro per complessivi 650 milioni, una delle quali, la più piccola (150 milioni) andrà in scadenza fra sei mesi e offre un rendimento di poco inferiore al 3%. L’altra, invece, emessa un anno fa, andrà a rimborso nel 2021 e offre uno yield del 4,2%.   Obbligazioni Macedonia 3,95% 2021   Le obbligazioni macedoni con scadenza 2021 (XS1087984164) sono state prezzate 98,365% a favore di investitori istituzionali e qualificati, hanno durata decennale e staccano una cedola annuale fissa del 3,95% il 17 luglio. Sono negoziabili presso la borsa di Dublino per importi minimi di 100.000 euro e, al momento, garantiscono un ritorno sull’investimento del 4,21% essendo le quotazioni del bond sotto la pari, vicino al rpezzo di emissione. Il rating della Macedonia è BB+ secondo l’agenzia internazionale Fitch e sta appena un gradino sotto a quello dell’Italia i cui BTP di pari scadenza rendono oggi 1,25%. Il regime fiscale sui rendimenti è analogo a quello dei BTP (12,50%) essendo la Macedonia un paese “white list” e quindi escluso dalla maggiorazione delle imposte sulle obbligazioni introdotta due anni fa. [fumettoforumright]   Macedonia, debito basso e Pil in crescita di oltre il 3% i maggiori punti di forza   Secondo gli analisti di Fitch, che mantengono un out look stabile sul debito macedone, Skopje ha tutte le carte in regola per distinguersi nel panorama economico europeo. Il Pil è atteso in crescita del 3% nel 2015 e l’anno scorso era salito del 3%, tre punti sopra la media dell’Unione Europea.

Per un paese di così modeste dimensioni che occupa un territorio di appena 10 mila chilometri quadrati, e con una popolazione di poco più di 2 milioni di persone – si legge sulle colonne di Forbes – la Macedonia viaggia ben al di sopra del suo peso in termini di forza economica, potenziale di investimento e prospettive di sviluppo, grazie al settore delle costruzioni e all’export. L’inflazione è al 2,8% e non dovrebbe superare il 3% nei prossimi anni, il deficit era al 3,5% del Pil nel 2014 con l’obiettivo di scendere al 3% quest’anno grazie agli investimenti pubblici. Il debito statale è al 28% del Pil, fra i più bassi del mondo. Punto fondamentale dello sviluppo della Macedonia è la lunga serie di accordi di libero scambio siglati negli ultimi anni da Skopje con l’Ue, l’Accordo centroeuropeo di libero scambio (Cefta) e partner regionali come la Turchia e l’Ucraina che garantiscono al paese l’accesso a un mercato di oltre 650 milioni di clienti.

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