Intesa San Paolo lancia bond decennale per 2 miliardi

La nuova obbligazione in dollari offre una cedola fissa di oltre il 5%. Taglio minimo negoziabile 200.000 USD

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La nuova obbligazione in dollari offre una cedola fissa di oltre il 5%. Taglio minimo negoziabile 200.000 USD

Intesa Sanpaolo torna sul mercato obbligazionario americano. Ca’ de Sass ha infatti lanciato un’emissione obbligazionaria benchmark subordinata di tipo “Tier 2” per 2 miliardi di dollari, destinata esclusivamente ai mercati americano e canadese. Lo riferisce un comunicato della banca, in cui si specifica che il rendimento a scadenza è pari al 5,017%, corrispondente ad un premio di 240 punti base sopra il rendimento del titolo di Stato Usa di pari scadenza. La quota destinata al mercato canadese è stata collocata nelle province dell’Ontario e del Quebec sulla base delle esenzioni applicabili ai collocamenti iniziali riservati ai soli investitori professionali (private placement).   Obbligazioni Intesa San Paolo 5,017% in dollari 2024   [fumettoforumright]Si tratta, per la precisione, di un bond a tasso fisso a 10 anni emesso a valere sul Programma U.S.$ Medium Term Notes di Intesa Sanpaolo. La cedola semestrale, pagabile in via posticipata il 26 giugno ed il 26 dicembre di ogni anno a partire dal 26 dicembre 2014 fino a scadenza, è pari a 5,017% per anno. Il prezzo di riofferta è stato fissato in 100. Il collocamento è stato gestito da Banca Imi, Barclays Capital, Goldman Sachs, JP Morgan Securities, Morgan Stanley e Wells Fargo Securities. La data di regolamento è prevista per il 26 giugno 2014. Il taglio minimo è di 200 mila usd e 1.000 usd aggiuntivi. I rating assegnati al debito a lungo termine senior di Intesa Sanpaolo sono: Baa2 da Moody’s, BBB da Standard & Poor’s, e BBB+ da Fitch.   Intesa San Paolo, buoni i conti del primo trimestre 2014   Intesa Sanpaolo batte le attese nel primo trimestre grazie a una buona dinamica di margine di interesse e commissioni e a fronte di accantonamenti su rischi creditizi drasticamente ridotti rispetto al quarto trimestre e poco inferiori a quanto fatto un anno prima. I primi tre mesi della banca hanno visto un utile netto di 503 milioni di euro, il più elevato degli ultimi otto trimestri, con un incremento del 64,4% rispetto a un anno prima. “I risultati presentati – ha commentato il Ceo Carlo Messina dopo l’annuncio dei conti – mostrano i primi segnali positivi di un contesto economico e della nostra attività in miglioramento, mentre assistiamo a un’ulteriore conferma della capacità di Intesa Sanpaolo di rafforzare la propria posizione come una delle banche più solide al mondo”. Nel trimestre sono stati effettuati accantonamenti su rischi creditizi per 1,077 miliardi, in netto calo rispetto al quarto trimestre 2013 (poco sopra 3 miliardi) e poco sotto i 1,158 miliardi di un anno prima. Il livello di copertura dei crediti deteriorati sale al 46,7% a fine marzo dal 46% di fine 2013, mentre quello delle sofferenze sale al 62,9% dal 62,5%. I flussi di crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis sono scesi a 1,5 miliardi (-58% rispetto al trimestre precedente). Dal punto di vista patrimoniale il Common Equity ratio secondo Basilea 3 a regime è al 12,6% ed è equivalente a 9 miliardi di euro di capitale in eccesso e a circa 12 miliardi di buffer di capitale per l’Aqr senza tener conto del beneficio derivante dalla rivalutazione della quota in Banca d’Italia.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni bancarie, Intesa Sanpaolo, Bond in dollari USA, Ratings