Fiat incrementa bond con scadenza 2022

La size dell’obbligazione Fiat Finance & Trade 4,75% potrebbe salire a 1.000 milioni. Il rendimento sfiora il 4% lordo

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La size dell’obbligazione Fiat Finance & Trade 4,75% potrebbe salire a 1.000 milioni. Il rendimento sfiora il 4% lordo

Fiat è pronta a immettere nuove obbligazioni sul mercato. Dopo la pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni e dopo che il diritto di recesso non ha superato la barriera dei 500 milioni di euro, dando di fatto via libera alla fusione Fiat-Chrysler, il Lingotto approfitta del rialzo delle quotazioni sul mercato dei bond per fare nuova provvista. Il gruppo automobilistico ha intenzione di procedere, subordinatamente alle condizioni di mercato, alla riapertura del prestito obbligazionario di 850 milioni di euro con cedola fissa del 4,75% e scadenza luglio 2022 (XS1088515207 ), emesso il 15 luglio scorso dalla controllata Fiat Finance & Trade nell’ambito del programma di Global Medium Term Notes garantito dalla capogruppo. Lo si apprende da una nota dove si spiega che i termini finali della riapertura saranno definiti al momento del pricing, in base alle condizioni di mercato. Le indicazioni di mercato indicano che la size potrebbe essere almeno di 150-200 milioni di euro. In caso di riapertura, Fiat Finance & Trade richiederà la quotazione dei nuovi titoli emessi, nonché l’ammissione alle contrattazioni presso il mercato regolamentato irlandese (Irish Stock Exchange).   Obbligazioni Fiat, il giudizio degli analisti   [fumettoforumright]Il bond Fiat Finance & Trade 4,75% 2022 scambi al momento 104,50 per un rendimento lordo del 3,90% a scadenza. Le quotazioni appaiono abbastanza tirate in relazione al rating dell’emittente (BB- per S&P) – osservano i traders – poiché Fiat beneficia in questo momento delle newsflow positive che riguardano la fusione con l’americana Chrysler e dal giudizio degli analisti. Gli analisti di Banca Imi notano come Chrysler Group ad agosto negli Usa abbia decisamente sovraperformato il mercato (+20% contro +5%) e come i volumi da inizio anno siano saliti del 14%, dunque al di sopra del +9% previsto dalla stessa Banca Imi per l’intero 2014. “In termini di sentiment di mercato, i dati di agosto danno maggior credibilità e visibilità alla guidance per l’intero anno, che è stata confermata in occasione della semestrale. Evidenziamo inoltre la solida performance mensile di Chrysler in Canada e il miglioramento della quota di mercato di Fca in Brasile”. Infine, Imi cita la notizia che il diritto di recesso connesso alla fusione propedeutica alla nascita del gruppo Fiat Chrysler Automobiles è stato esercitato per azioni pari a un controvalore di 463,6 milioni euro, dunque al di sotto della soglia limite di 500 milioni fissata quale condizione sospensiva del progetto di fusione.   Fiat, soglia diritto di recesso mancata per 36 milioni   Il diritto di recesso connesso alla fusione tra Fiat in Fiat Investments NV, propedeutica alla nascita del gruppo Fiat Chrysler Automobiles, e’ stato esercitato per 60 milioni di azioni circa e precisamente per 60.002.027 titoli, al valore di liquidazione di 7,727 euro. Lo riferisce in una nota il Lingotto, precisando che il diritto di recesso e’ stato esercitato per un controvalore di 463.635.662,63 euro, al di sotto della soglia limite di 500 milioni fissata quale condizione sospensiva del progetto di fusione approvato dall’assemblea dei soci del 1 agosto. Nella nota si ricorda inoltre che le azioni oggetto di recesso, come stabilito dalla normative italiana, devono essere offerte in opzione agli azionisti Fiat che non hanno esercitato il diritto di recesso al valore di liquidazione. L’offerta rimarrà aperta da domani al 6 ottobre prossimo.

Il Lingotto ribadisce inoltre come l’efficacia della fusione, prevista intorno alla metà di ottobre, e, conseguentemente, il pagamento del valore di liquidazione sono subordinati all’avveramento di alcune condizioni sospensive tra cui una soglia massima di 500 milioni di euro per l’esborso a carico della società per i recessi, nell’ipotesi di mancato collocamento sul mercato delle azioni oggetto di recesso, e per le eventuali opposizioni dei creditori.

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