Coinbase alza a $2 miliardi l’offerta per i suoi bond a 7 e 10 anni

Coinbase ha aumentato da 1,5 a 2 miliardi di dollari l'offerta con l'emissione di un bond in doppia tranche. Ottima la reazione del mercato.

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Bond Coinbase a 2 miliardi di dollari

Coinbase ha aumentato da 1,5 a 2 miliardi di dollari l’offerta relativa all’emissione di un bond in doppia tranche. La decisione della società è arrivata dopo avere riscontrato una risposta molto positiva da parte del mercato. Le richieste degli investitori sono state pari a 7 miliardi. A questo punto, l’emittente ha portato a 1 miliardo ciascuno l’importo di entrambe le tranche.

Sono due le scadenze offerte: 1 ottobre 2028 e 1 ottobre 2031. La prima di 7 anni ha cedola fissa del 3,375%, la seconda a 10 anni del 3,625%. In questo casi, l’entità del tasso è stata abbassata rispetto alla guidance iniziale. Questi bond Coinbase sono “spazzatura”, possedendo giudizi bassi da parte delle agenzie di rating: BB+ per S&P e Ba1 per Moody’s. Ciò significa che il rischio teorico a carico dell’obbligazionista sarebbe elevato.

Coinbase è la principale piattaforma di trading delle “criptovalute” nel mondo. La sua IPO risale a pochi mesi fa. Da allora, il prezzo delle azioni è sceso e dall’inizio dell’anno perde il 25%. Ad ogni modo, la società ha maturato nel secondo trimestre ricavi per 2 miliardi, in crescita annuale del 1.040%.

Bond Coinbase, rischi non solo legali

I bond Coinbase devono essere considerati come un modo per accrescere la “yield” del portafoglio, ma andando incontro a rischi, anzitutto, di natura legale. La SEC aveva avvertito la società che l’avrebbe sottoposta a controlli rigorosi nel caso in cui avrebbe offerto prodotti di debito. Tuttavia, lo stesso fatto che Coinbase abbia reagito offrendo sul mercato obbligazioni in due scadenze, sarebbe un indizio che non ritenga di avere alcunché da temere.

Facendo un confronto con i Treasuries, troviamo che il rendimento extra offerto dai bond Coinbase risulta per entrambe le tranche in area 230 punti base o 2,30%.

Ma questo spread è indicativo proprio dell’alto rischio a cui si va incontro con l’investimento. La piattaforma deriva i suoi ricavi dalle commissioni imposte sul trading di “criptovalute” volatili come Bitcoin ed Ethereum e fissate proprio in rapporto ai prezzi esitati. Al di là dei rischi prettamente legali, lo stesso business ad oggi si mostra incerto in un orizzonte temporale medio-lungo. D’altra parte, la crescente diffusione di questi asset nei portafogli di fondi e società allevia i timori più cupi.

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