Il Tesoro emetterà un CcTeu con scadenza 15 aprile 2029, ecco le caratteristiche salienti

L'emissione punterebbe ad allungare la durata media del debito pubblico italiano e presenta peculiarità in fatto di cedola

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CcTeu 15 aprile 2029

Ieri, il Tesoro ha annunciato l’emissione di un CcTeu con scadenza 15 aprile 2029 nella giornata ieri. L’operazione avverrà “nel prossimo futuro sulla base delle condizioni del mercato”, si legge sul sito del Ministero di economia e finanze. L’espressione generalmente è indicativa di un’emissione imminente, anche dal giorno successivo. Il mandato è stato affidato a BNP Paribas, Citigroup, Monte Paschi di Siena e Unicredit.

Il CcTeu si distingue già per la scadenza più lunga dei predecessori. In effetti, stiamo parlando di un bond della durata iniziale di quasi 8 anni. Si tratta di certificati di credito del Tesoro con cedola indicizzata all’Euribor a 6 mesi. Per questo, la cedola viene corrisposta su base semestrale. Andando a verificare l’andamento dei CcTeu sinora emessi e in circolazione sul mercato secondario, riscontriamo che la scadenza aprile 2024 offre un rendimento lordo dello 0,27%, chiaramente al netto dell’Euribor a 6 mesi. Il dato si confronta con il -0,15% offerto dal BTp di pari durata. Lo spread negativo di 42 punti base o -0,42% corrisponde all’Euribor a 6 mesi medio atteso nell’arco del prossimo triennio dal mercato.

Il CcTeu aprile 2025, invece, offre un rendimento lordo dello 0,385%, molto più alto dello 0,01% del BTp di pari durata. In questo caso, lo spread è negativo e di circa 37 punti base o -0,37%. Significa che da qui al prossimo quadriennio, il mercato si attenderebbe un Euribor a 6 mesi medio in area -0,37%. Infine, il CcTeu aprile 2026 offre lo 0,44% contro lo 0,17% dell’omologo BTp. Qui, lo spread è del -0,27%.

Oggi, l’Euribor a 6 mesi si attesta al -0,51%. Da qui al breve e medio termine, molto probabilmente sosterà in area negativa. Nel medio-lungo periodo, invece, risalirebbe sopra lo zero.

Ad oggi, tuttavia, il mercato nutre aspettative pessimistiche. Stando al trend segnalato dai CcTeu più longevi, dovremmo attenderci che da qui alla primavera del 2029 sarà intorno allo 0%. E dati i rendimenti a 8 anni inferiori allo 0,60%, immaginiamo che nel caso di un’emissione zero coupon, il pricing esiterebbe un rendimento positivo di quasi 60 punti base. Di fatto, comprare CcTeu significa scommettere sull’andamento dell’Euribor, cioè del costo del denaro a breve nell’Eurozona a cui sono agganciati moltissimi mutui a tasso variabile. Indirettamente, si scommette nella ripresa economica dell’area. Più sarà forte, maggiore il rialzo tendenziale dei tassi. Viceversa, un’economia asfittica lascerebbe i tassi molto bassi.

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