Buoni fruttiferi postali 3 x 2, tasso d’interesse da sogno di questi tempi

Buoni fruttiferi postali 3 x 2, vediamo le principali caratteristiche con attenzione particolare al tasso d'interesse garantito, che di questi tempi risulta fin troppo appetibile.

di , pubblicato il
Buoni fruttiferi postali 3 x 2, vediamo le principali caratteristiche con attenzione particolare al tasso d'interesse garantito, che di questi tempi risulta fin troppo appetibile.

Torniamo a parlare di Buoni fruttiferi postali, stavolta per analizzare le caratteristiche salienti della versione “3 x 2”. Come sapete, questi strumenti di impiego dei risparmi sono abbastanza semplici e alla portata di tutte le famiglie italiane. Formalmente, risultano emessi dalla Casa depositi e prestiti e collocati sul mercato da Poste Italiane, tramite la fitta rete di sportelli di cui dispone su tutto il territorio nazionale.

Nello specifico, i Buoni fruttiferi postali 3 x 2 sono un investimento di medio periodo, la cui durata massima è di 6 anni. Essi garantiscono un tasso d’interesse fisso dello 0,35% all’anno per i primi 3 anni, ma nel caso in cui si volesse disinvestire anticipatamente, verrebbe restituito il solo capitale.

Buoni fruttiferi postali 3 x 4: qual è il vero rendimento e confronto con i BTp

Successivamente al terzo anno, il disinvestimento prevede la corresponsione non solo del capitale, bensì pure degli interessi maturati fino al terzo anno. Dal quarto al sesto anno, poi, il tasso d’interesse lievita allo 0,90%. Che cosa significa? Al termine del periodo di investimento, si avrà diritto alla restituzione del capitale e alla liquidazione degli interessi, pari allo 0,90% all’anno e moltiplicati per tutti i 6 anni. Altro aspetto da mettere in rilievo – così come abbiamo avuto occasione di notare con il Buono fruttifero ordinario – è che si applica la capitalizzazione composta degli interessi, vale a dire che questi a loro volta producono altri interessi.

Confronto con BTp e Bfp ordinario

Facciamo un esempio: investo 1.000 euro in Buoni fruttiferi postali 3 x 2 e dopo 3 anni decido di disinvestire. Mi sarà corrisposto un importo lordo pari a 1.010,54 euro e che al netto dell’imposta del 12,50% sugli interessi, sarà di 1.009,22 euro. Questo stesso importo mi sarà corrisposto fino al sesto anno, scattato il quale gli interessi maturati saliranno a 55,23 euro lordi, cioè a 48,33 euro netti. A conti fatti, il rendimento medio annuo lordo risulta inferiore a quello degli omologhi BTp, che oggi per un triennale offrono ancora più dello 0,50% e per una scadenza a 6 anni arrivano all’1,17%. E c’è un rischio, ovvero che se desidero disinvestire prima del primo o del secondo triennio, otterrò rispettivamente zero interessi e interessi annui lordi di appena lo 0,35%.

Tuttavia, rispetto ai BTp si ha qui il vantaggio che il capitale rimborsato sarà sempre integrale, mentre i titoli di stato scontano la volatilità delle quotazioni sul mercato secondario, per cui al maggiore rendimento teorico alla scadenza corrisponde anche un rischio legato al disinvestimento anticipato. Se, poi, il confronto lo ponessimo con gli interessi accreditati sui conti correnti o deposito delle banche, ancora meglio: le banche non offrono più interessi, se non marginalmente, sui risparmi; qui, si ha la possibilità di parcheggiare liquidità a rischi nulli e guadagnandoci persino qualcosa, anche se al di sotto del tasso d’inflazione, un problema che affligge un po’ tutto il mercato obbligazionario, a dire il vero.

Per concludere, investendo oggi in Buoni fruttiferi 3 x 2 a 6 anni ottengo con certezza un tasso d’interesse dello 0,90% all’anno, inferiore all’1,15-1,20% garantitomi dal BTp di pari durata, ma con la differenza che ho sempre la certezza della restituzione integrale del capitale, quale che sia la data di disinvestimento. In effetti, questo prodotto punta a vincolare la liquidità del risparmiatore, contrariamente al Buono fruttifero ordinario, che garantisce l’accredito degli interessi a ogni anno trascorso, per quanto nettamente inferiori a quelli del 3 x 2 (0,05% per i primi 5 anni).

Il Buono fruttifero postale ordinario rende meno dei BTp, ma ecco i punti di forza

[email protected] 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,

10
Lascia una recensione

avatar
6 Comment threads
4 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
9 Comment authors
giuseppeDnsFrancoGiuliovalter Recent comment authors
  Subscribe  
più nuovi più vecchi più votati
Notificami
Sonia
Ospite
Sonia

Perché nessuno parla dei bolli applicati annualmente e detratti all’atto del rimborso?

Luigi
Ospite
Luigi

Brava Sonia! Sono anni che lo ripeto anch’io.,
evidentemente approfittano delle persone più deboli, ingannandole con promesse incomplete.

giuseppe
Ospite
giuseppe

Vi siete dimenticati dello 0.20 di bollo su 1000 euro. Alla fine sono 2 euro all’anno x 6 = 12 euro in meno.

luca minniti
Ospite
luca minniti

e se tieni conto della svalutazione dell euro per i prossimi 6 anni,che ce compri,i bruscolini?

luca minniti
Ospite
luca minniti

oggi come oggi conviene tenerli nascosti in casa come una volta.Stiamo rischiando di andare verso il prelievo forzato

Giacomo
Ospite
Giacomo

Ma vi rendete conto dei titoli che scrivete? Tasso da sogno????!? E dopo 6 anni ti danno 48,33 € di interessi con un investimento iniziale di 1000€!?!? Soldi necessariamente bloccati per 6 anni che trascorso questo periodo si svalutano il doppio di quanto ti restituiscono di interessi… Ma dai.. fareste bene a non farli certi articoli

Dns
Ospite
Dns

Sperano di fregare qualche idiota con questi titoloni ridicoli.. probabilmente è un articolo finanziato…

valter
Ospite
valter

poi alla scadenza? inventano scuse per non darti il pattuito come stanno facendo con i vecchi buoni cartacei ? tenetevi il tasso da sogno che io mi tengo i miei risparmi

Giulio
Ospite
Giulio

Avete tutti ragione ci stanno prendendo per il c…come sempre. Ma che pensano che siamo tutti cretini?

Franco
Ospite
Franco

Boh,vale veramente la pena di fare tanti calcoli e congetture per 4 spiccioli buoni per un panino o poco più?In definitiva dato sempre il rischio presente quando i danari non sono più in mano nostra e considerando pure che l’ente citato nel passato recente (se mal non ricordo) ha pure variato i parametri di certi suoi prodotti durante la vita degli stessi e ovviamente a danno dei sottoscrittori forse è meglio lasciar perdere e orizzontarsi verso altre soluzioni.In ogni caso il classico “materasso” appare sicuramente più tranquillo e sicuro.