BTp green 2035 sotto la pari sul mercato, confronto con emissione BEI

Il BTp green del Tesoro con scadenza aprile 2035 (ISIN: IT0005508590) è sceso sotto la pari sul mercato secondario dopo il collocamento

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BTp green 2035

Nei giorni scorsi, il Tesoro ha tenuto un collocamento sindacato per offrire al mercato un secondo BTp green, stavolta con scadenza 30 aprile 2035 (ISIN: IT0005508590). Il titolo ha attirato ordini per 40 miliardi, a fronte dei quali l’importo offerto è stato di 6 miliardi. La cedola lorda è stata fissata al 4% annuo, decisamente superiore all’1,50% del primo bond “verde”, emesso solamente un anno e mezzo fa e, per giunta, con scadenza nel 2045. Il boom dei rendimenti ha reso necessario, quindi, aumentare il tasso d’interesse e accorciare al contempo la durata dell’obbligazione.

BTp green 2035, cedola piena a ottobre

La quotazione del BTp green 2035 sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana è avvenuta subito dopo il collocamento e ha confermato le criticità del momento per i bond. Il prezzo è sceso sotto la pari e, anzi, anche sotto i 99,734 centesimi dell’emissione. Ancora a metà settimana, stava a 99,43 centesimi, pur in rialzo dai 99 centesimi della prima seduta.

In termini di rendimento, il BTp green 2035 offre così intorno al 4,10% lordo. A proposito, staccherà la sua prima cedola semestrale il 30 ottobre prossimo. La buona notizia per i sottoscrittori è che sarà una cedola “piena”, in quanto la data di godimento è stata fissata allo scorso 30 aprile 2022. Cosa significa? Il Tesoro riconoscerà gli interessi ai possessori come se detenessero il bond dalla fine dell’aprile scorso. Invece, al massimo lo avranno acquistato in sede di collocamento nei giorni passati. E, dunque, il primo pagamento sarà del 2% (la metà del 4%) rispetto al capitale nominale.

Green bond BEI quasi zero coupon

Per chi volesse puntare su un’alternativa al BTp green di pari durata, esiste un’emissione della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) in scadenza il 15 novembre 2035 (ISIN: XS2194790262).

Ma il titolo, che fu emesso nell’estate di due anni fa, quando i rendimenti di mercato erano perlopiù negativi, offre una cedola di appena 0,01%. Praticamente, nulla. Ed è per questo che la quotazione è sprofondata a meno di 72 centesimi, corrispondente a un rendimento lordo annuo del 2,56%.

Il green bond BEI si mostra di un qualche interesse per quanti volessero inserire in portafoglio un asset di elevata qualità. L’emittente è un ente sovranazionale con rating tripla A, per cui presenta un rischio di credito teorico sostanzialmente nullo. D’altra parte, risulta possibile speculare al rialzo sul prezzo nel medio termine, scontando un calo dei rendimenti, magari a seguito della disinflazione perseguita dalla BCE. Il punto è che difficilmente il green bond BEI tornerà presto alla pari. Data la cedola praticamente nulla, significherebbe offrire un rendimento zero per un titolo della durata ultra-decennale. E solo in condizioni monetarie ultra-espansive ciò accadrebbe. Non sembra il caso da qui al prossimo futuro.

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