Dopo ben 18 mesi di trattative, si è conclusa la tormentata vicenda della ristrutturazione del mostruoso debito di Seat Pagine Gialle che ha visto la società a un passo dal portare i libri in tribunale (Seat Pagine Gialle conclude la ristrutturazione del debito).

Un complesso piano di trasformazione e riscadenzamento del debito fino al 2017 che ha coinvolto banche, obbligazionisti, fondi di investimento e società di revisione e di consulenza. In sostanza, come ampiamente descritto in precedenti articoli editi da Investireoggi, il debito da 2,7 miliardi di euro che aleggiava come una spada di Damocle sui conti del gruppo delle directories è stato ridotto di circa il 50%.

1.300 milioni di euro, caricati sul groppo della compagnia nel 2004, quando i fondi di private equity acquisirono Seat PG con una certa disinvoltura confidando nella crescita infinita del settore new economy attraverso i canali telematici (internet), sono stati letteralmente trasformati in 14 miliardi di azioni. Con il consenso di più del 75% degli obbligazionisti Lighthouse Internazional S.A., la società veicolo lussemburghese che aveva emesso le obbligazioni per permettere ai fondi di acquisire Seat PG, il debito subordinato è stato letteralmente cancellato. Agli ex bondholders sono state assegnate azioni della nuova compagnia (Local Internet Company) più 65 milioni di nuove obbligazioni garantite dalla stessa società che maturano un interesse del 10,50% fino al 2017 (Isin: XS0825838666) e andranno di pari passo con quelle già in circolazione per 750 milioni di euro, sul mercato da circa due anni fa. Il debito è stato così ridotto a circa 1,5 miliardi di euro e consentirà a Seat PG di proseguire verso lo sviluppo del nuovo modello di business via web. Più precisamente, come si apprende da un comunicato diffuso dalla stessa società in queste ore, la ristrutturazione consentirà a Seat di proseguire la propria evoluzione verso un modello di business orientato al digitale, continuando ad essere una delle più importanti e interessanti realtà del panorama industriale italiano.

 

Cedole arretrate Seat Pagine Gialle 10,50% 2017 in pagamento il 6 settembre

 

Buone notizie per i portatori di obbligazioni Seat Pagine Gialle 10,50% 2017, finite in default tecnico lo scorso mese di Febbraio a seguito della sospensione del pagamento della cedola semestrale in maturazione il 31 Gennaio. La società – come riporta una nota diffusa in queste ore – ha infatti disposto il pagamento a favore del paying agent degli ammontari dovuti a titolo di interessi relativamente alle obbligazioni  “€550,000,000 10½% Senior Secured Notes due 2017” (ISIN XS0482702395 e ISIN XS0482720025) e “€200,000,000 10½% Senior Secured Notes due 2017” (ISIN XS0546483834 e ISIN XS0546484303). Il pagamento degli interessi verrà effettuato dall’agente pagatore a beneficio dei titolari di tali obbligazioni, con record date 6 settembre 2012. In altre parole, gli obbligazionisti riceveranno a breve le cedole maturate e non corrisposte alle dovute scadenze, oltre agli interessi fino ad oggi. I bond tornano quindi a trattare “cum rateo” che verrà calcolato a partire dal 1 agosto 2012. Il prezzo dei titoli in circolazione, ai quali bisogna aggiungere 65 milioni di altri titoli rinvenenti dal piano di ristrutturazione delle obbligazioni Lighthouse 8% 2014, è attualmente intorno al 70% del nominale scontando ancora l’incertezza economica legata alla realizzazione del piano industriale triennale approvato da Seat PG fino al 2015 e l’attesa per la rassegnazione di un rating da parte delle agenzie internazionali che avevano posto la società in SD (selective default) dopo la sospensione del pagamento degli interessi. Il rendimento dei bond high yield è infatti superiore al 20%.

 

Conto salato per i piccoli azionisti Seat PG che in 8 anni hanno perso tutto 

Non bisogna dimenticare che Seat PG paga comunque oggi, a distanza di anni, il peccato originale di una montagna di debiti (3,5 miliardi nel 2004) scaricati a cuor leggero sulla società. Grazie alla distribuzione di un dividendo straordinario con i soldi raccolti dall’emissione del bond Lighthouse International, che gli organi di vigilanza avrebbero dovuto bloccare, gli allora azionisti di maggioranza (Cvc; Bc Partner, Permira e Investitori associati) abbassarono notevolmente il prezzo di carico delle azioni Seat PG appena acquistate.

A pagare il maggior tributo sull’altare sacrificale sono stati i piccoli azionisti che hanno visto letteralmente polverizzarsi  i prezzi delle proprie azioni che sul mercato valgono oggi meno di 1 centesimo (vedi grafico sopra) contro i 2 euro di otto anni fa. Un’altra triste vicenda che resterà ben impressa nelle pagine più nere della finanza italiana.