Bond Goldman Sachs 2024 e 2031, buona l’accoglienza sul mercato secondario

Obbligazioni in dollari e "callable" della banca d'affari americana a 3 e 10 anni. Il mercato le accoglie con favore.

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Bond Goldman Sachs 2024 e 2031

Alla fine di marzo, Goldman Sachs ha emesso bond in dollari USA in due tranche con scadenza rispettivamente al 31 marzo 2024 (ISIN: XS1970502255) e al 31 marzo 2031 (ISIN: XS1970502339). Gli importi sono stati di 95 milioni per ciascuna tranche. Da inizio aprile, i due titoli risultano negoziati sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana. Dall’andamento delle prime sedute, possiamo affermare che l’accoglienza tra gli investitori sia stata positiva.

Il bond Goldman Sachs 2024 e cedola fissa 0,6% aveva chiuso la prima seduta a una quotazione di 99,50 e si è portato sulla fine della scorsa settimana in area 99,60. Questo significa anche che l’acquirente otterrebbe un rendimento appena superiore a quello offerto dal tasso d’interesse netto dello 0,44%. Ricordiamo come sia questa tranche che quella più lunga siano “callable”, cioè potranno essere riacquistati dalla banca dopo due anni dalla data di emissione e, quindi, in anticipo rispetto alle rispettive scadenze.

L’altro bond Goldman Sachs, in scadenza nel 2031 e con cedola 2,5%, risulta essere salito da una quotazione iniziale di 99 a una di 99,41 centesimi. Poiché continua a sostare di poco sotto la pari, anche in questo caso il suo rendimento per l’acquirente sarebbe superiore a quello offerto dalla cedola. Ai valori di venerdì scorso, sarebbe del 2,57% lordo, cioè l’1,90% netto.

Bond Goldman Sachs: perché tassi alti?

Basso il rischio di credito dei due bond Goldman Sachs. L’emittente vanta rating medio-alti: BBB+ per S&P, A per Fitch e A3 per Moody’s. Il fatto che la banca offra tassi allettanti per un periodo come questo, dunque, non è sintomatico di alcun rischio di controparte. Semmai, dipende dalla valuta di denominazione dei due titoli: il dollaro.

Va da sé che l’investitore non americano si esporrebbe a un rischio di cambio per il caso in cui il dollaro s’indebolisse contro l’euro entro la scadenza o la previa data di disinvestimento o rimborso anticipato.

Altro fattore di cui tenere conto all’atto dell’investimento è la liquidità scarsa di entrambi i bond Goldman Sachs. Scarni gli scambi potenziali sul mercato secondario, ragione per cui potrebbe risultare meno facile del previsto disinvestire al momento giusto. Infine, nel caso di rimborso anticipato, andremmo incontro a un rischio di disinvestimento. Esso si ha per la possibile incapacità dell’obbligazionista di impiegare il capitale in un asset altrettanto remunerativo.

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