Bond emergenti, crollo dopo l’annuncio della sospensione dei pagamenti

Bond emergenti travolti da un ennesimo terremoto sull'annuncio del Ghana che sospenderà i pagamenti relativi al debito estero.

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Bond emergenti del Ghana in crollo verticale

Ancora un altro brutto colpo per il mercato dei bond emergenti, che con la pandemia ha assistito alla moltiplicazione dei casi di default. Pur non essendo un vero fulmine a ciel sereno, la notizia di ieri che il Ghana ha sospeso i pagamenti relativi al suo debito estero è stata un piccolo terremoto. Pochi giorni fa, il governo di Accra aveva raggiunto un accordo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per ottenere un prestito di 3 miliardi di dollari. I titoli di stato avevano recuperato terreno sulla speranza che ciò evitasse il crac. Invece, una delle condizioni pattuite con l’FMI poggia proprio nel coinvolgimento dei creditori privati nelle perdite. Oggetto dell’annunciata ristrutturazione sono anche gli Eurobond.

Soltanto agli inizi dello scorso anno, vi parlavamo di bond emergenti zero coupon emessi dal Ghana, un unicum del genere sul panorama obbligazionario mondiale. Scadenza in dollari 7 aprile 2025 (ISIN: XS2325742166), ieri crollava di circa il 10% in termini di prezzo, scendendo a una quotazione di appena 30 centesimi.

Il rendimento lordo annuale saliva così al 70%, una percentuale che segnala lo stato di default di fatto del paese africano.

Bond emergenti già declassati da agenzie rating

Come si è giunti all’annuncio? Di recente, il governo aveva lanciato l’offerta di uno scambio relativo alle obbligazioni sovrane rivolte al mercato domestico. Quest’anno, le agenzie di rating hanno declassato più volte il debito ghanese per il timore che Accra non fosse più in grado di emettere altri Eurobond per pagare quelli in scadenza. In effetti, dispone di riserve valutarie sufficienti a garantire appena tre mesi di importazioni, mentre la bilancia commerciale è diventata negativa. Prima dell’annuncio, S&P e Fitch valutavano il debito sovrano del Ghana CC, Moody’s Ca.

D’altra parte, non meno del 70% delle entrate fiscali serve ormai per pagare gli interessi sul debito, il quale a sua volta viaggia verso l’85% del PIL. Il mercato aveva grosso modo scontato un simile scenario, sebbene i crolli dei prezzi di ieri abbiano segnalato un certo stupore. Il bond in dollari con scadenza 7 aprile 2034 e cedola 8,625% (ISIN: XS2325747397) perdeva l’8,5%, prezzando sotto 31,50 centesimi e offrendo un rendimento del 31,60%.

L’ennesimo caso di default in pochi anni ci ricorda quali siano i rischi che ci assumiamo quando investiamo nei bond emergenti. In caso di assistenza finanziaria dell’FMI, gli aiuti arrivano sempre dopo che il governo avrà raggiunto un accordo con i creditori privati nel senso di un taglio del valore nominale dei titoli, un allungamento delle scadenze e una riduzione delle cedole periodicamente sborsate. Non esistono pasti gratis. Ad alti rendimenti corrispondono sempre alti rischi, vuoi di credito o di cambio o entrambi.

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