Bond El Salvador dimezzati e rendimenti triplicati, così si avvicina il default

Lo stato di El Salvador rischia il default con l'esplosione dei rendimenti sui suoi bond sovrani. Bitcoin boomerang per l'economia?

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Bond El Salvador giù

Non c’è pace per il mercato dei bond di El Salvador, che continua a sprofondare, lanciando segnali di allarme circa le crescenti probabilità che la repubblica centramericana si trovi costretta a ristrutturare il proprio debito pubblico. Tra un anno arriva a scadenza un’obbligazione da 800 milioni di dollari e che nella seduta di ieri si comprava per poco più di 78 centesimi. Il rendimento lordo risultava, quindi, in area 40%.

Le agenzi di rating classificano i bond di El Salvador come “altamente speculativi”. Il giudizio è impietoso: B- per S&P e Fitch, Caa1 per Moody’s. E tutte e tre hanno outlook “negativo”, per cui potrebbero declassare i titoli del debito a uno o più gradini più in basso. Male anche le scadenze più longeve. Se dai massimi dell’aprile scorso le obbligazioni 2023 hanno ceduto oltre un quarto del loro valore, le obbligazioni 2032 hanno perso la metà. Per contro, il loro rendimento è esploso dal 6,5% al 21,5%, più che triplicando.

Bond El Salvador, rischi legati anche a Bitcoin

Alla base delle inquietudini del mercato e delle agenzie internazionali vi è il boom del debito pubblico, che a causa della pandemia si è portato nei pressi del 100% del PIL. Allo stesso tempo, il presidente Nayib Bukele tratta da molto tempo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per ricevere un prestito di 1,3 miliardi, si spera in tempo per onorare la scadenza di inizio 2023. Tuttavia, le distanze tra le parti restano elevate e sono state accresciute dai Bitcoin. Il prezzo per garantirsi contro il rischio default è nel frattempo triplicato, segno che agli investitori questa politica non piaccia.

Bukele è un sostenitore della “criptovaluta” e l’ha adottata come valuta legale sin dallo scorso settembre.

In più, ha annunciato che dalle prossime settimane emetterà bond sovrani legati ai Bitcoin per 10 miliardi di dollari in 10 anni. Metà dei capitali sarà destinata alla costruzione di Bitcoin City, un’area dedicata agli investimenti esentasse. Una strategia piuttosto rischiosa, tant’è che la banca centrale in questi mesi ha acquistato 1.391 Bitcoin, spendendo 73,2 milioni al fine di diversificare le sue riserve. Ma il loro attuale valore di mercato non arriva a 58 milioni, per cui dall’operazione derivano perdite virtuali per una quindicina di milioni.

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