L’anno scorso, Carraro Finance emise obbligazioni per complessivi circa 266 milioni di euro tra collocamento di aprile e riapertura a giugno. Trattasi di un bond callable con scadenza 17 aprile 2030 e cedola 5,25% (ISIN: IT0006768151). Questa è corrisposta in due rate semestrali ad ogni 17 aprile e 17 ottobre dell’anno. Sono passati 9 mesi dall’emissione iniziale e mancano 4 anni e 3 mesi per il rimborso. Tuttavia, la società si è riservata la facoltà di procedere al rimborso anticipato già a partire dal 17 ottobre del 2026 e ad un prezzo di 102,625. Dal 17 ottobre 2027 il prezzo di esercizio della call scenderebbe a 101,313. Infine, sarebbe di 100 dal 17 ottobre 2028 fino al 16 ottobre 2029.
Obbligazioni Carraro, maxi-guadagno dall’emissione
Queste obbligazioni Carraro ieri quotavano a 103,68 sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana. Significa che per ogni 1.000 euro di capitale nominale venduto, l’incasso è di 1.036,80 euro. Quel “sovrapprezzo” di 36,80 euro, pari al 3% dell’investimento iniziale, rappresenta per l’obbligazionista che sottoscrisse il bond alla pari un guadagno. E in questi 9 mesi la cedola già incassata ad ottobre e maturata da allora nel complesso equivale ad un altro 4% dell’investimento.
Ne consegue che il rendimento lordo è stato ad oggi del 7,68%, chiaramente per il caso di disinvestimento anticipato. Per chi mantenesse il titolo in portafoglio, la plusvalenza in conto capitale resterebbe solo virtuale e il guadagno sarebbe limitato alla cedola. Al netto dell’imposta del 26%, il rendimento resta del 5,68%. E’ tanto per un investimento di appena 9 mesi. Anche perché l’inflazione italiana dall’emissione al 31 dicembre scorso è stata praticamente nulla: 0,2%. Il rendimento netto reale sarebbe quasi del tutto coincidente con quello netto nominale sopra indicato.
Spread in calo
Ai prezzi di ieri, le obbligazioni Carraro offrivano ancora circa il 4,35%. A titolo di confronto, il BTp 2030 rendeva il 2,60%. Le prime restavano a premio di 175 punti base o 1,75%, anche se al netto dell’imposta le distanze si riducono per via della minore aliquota scontata dai titoli di stato. Ricordiamo che all’emissione dell’aprile scorso il premio fu intorno ai 165 punti base o 1,65% sul BTp a 6 anni (+310 punti sul tasso “mid-swap” contro +190 di ieri e +275 della riapertura a giugno).
Lo spread tra le obbligazioni Carraro e i tassi medi europei per la medesima scadenza si sta restringendo. Questo è un buon segnale per gli obbligazionisti, in quanto esprime maggiore solidità finanziaria e minori rischi di credito. Ma il rialzo notevole del prezzo in così pochi mesi sarebbe anche un indizio circa il fatto che il mercato stia scontando l’esercizio della call già per ottobre o nei mesi successivi. E proprio l’avvicinamento del rendimento al tasso “mid-swap” implica la possibilità per l’emittente di rifinanziarsi sul mercato a costi inferiori, ossia la convenienza ad estinguere il più oneroso debito in corso.
Call a ottobre probabile
Infatti, la quotazione delle obbligazioni Carraro risulta più alta del prezzo di esercizio di circa l’1%, che corrisponde a poco più di un paio di mesi di cedola. Chi oggi vuole vendere, è disposto a farlo al prezzo della call di ottobre più un ulteriore premio per compensare la perdita nel frattempo della cedola maturata. A fronte, s’intende, del rischio che l’esercizio della call non avvenga.
giuseppe.timpone@investireoggi.it