Togliere Pompei ai napoletani: la proposta shock di Vittorio Sgarbi

Il critico d’arte torna ad occuparsi del caso Pompei e lo fa con una proposta che fa discutere: smontare le rovine e rimontarle altrove

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Il critico d’arte torna ad occuparsi del caso Pompei e lo fa con una proposta che fa discutere: smontare le rovine e rimontarle altrove

In un’intervista di oggi al Giornale, Vittorio Sgarbi torna ad occuparsi dello stato di abbandono e degrado in cui versa Pompei. Già nel lontano 2004 il critico si era proposto come sindaco di Pompei e più volte nel corso degli anni era tornato sulla questione con toni animati e indignati contro l’amministrazione pubblica. Oggi, in seguito all’ultimo importante crollo dell’ottobre del 2011,  diverse zone degli scavi sono chiuse al pubblico: i turisti si accontentano di visitare ciò che è accessibile, consapevoli che si tratta comunque di un luogo unico nel suo genere, ma possibile che l’Italia non sappia dare il giusto valore al suo patrimonio? Il discorso chiaramente potrebbe essere allargato ad includere altri monumenti simbolo della nostra storia, dal Colosseo alla Reggia di Caserta.

Dormire a Pompei: trasformare gli scavi in un albergo diffuso?

L’ultima proposta per salvare questo sito dall’inestimabile valore storico è quella di “denapolenatizzare Pompei” per evitare che continui a pagare i problemi del sud Italia. Lui stesso definisce l’impresa “disperata” ma necessaria affinché Pompei diventi veramente un patrimonio mondiale come vuole l’Unesco. Sgarbi immagina Pompei come un luogo non contestualizzato e soprattutto non contaminato dalla società di oggi. Ad esempio, ipotizza, i turisti potrebbero dormire direttamente nelle case di Pompei invece di alloggiare negli alberghi delle città limitrofe. Sgarbi quindi propone di trasformare Pompei in un club Mediterranée.  

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