Stop al cognome del padre attribuito automaticamente, ecco come vince il principio di eguaglianza

Cognome del padre, ecco che cosa cambia per i figli. La Corte costituzionale ha esaminato tutte le questioni legate alla legittimità costituzionale.

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Cognome del padre

La Corte costituzionale ha esaminato tutte le questioni legate alla legittimità costituzionale sulle regole che attribuiscono il cognome del padre ai figli. In particolare, si è posta l’attenzione sulla norma che non permette ai genitori di dare al figlio il cognome della madre o in mancanza di accordo il cognome di entrambi e non solo quello del padre.

Cognome del padre, ecco che cosa cambia per i figli

Ora il figlio assumerà il cognome di entrambi i genitori nell’ordine del loro concordato, salvo che decidano di attribuire il cognome del padre o della madre:

«In mancanza di accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico».

La consulta, in camera di consiglio, ha esaminato la questione di legittimità costituzionale, che riguarda la norma che impediva ai genitori di comune accordo di dare al figlio solo il cognome della madre, previsioni che sono state dichiarate in contrasto con la Carta e con gli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Secondo la Consulta, i genitori devono condividere la scelta sul cognome che identifica un elemento fondamentale per l’identità personale. La dichiarazione di illegittimità costituzionale riguarda i figli nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio e ai figli adottivi.

Le reazioni

Anche in Senato è iniziato l’iter per unire il testo e soddisfazione per questa sentenza storica è arrivata anche dalla presidente dei senatori del Pd Simona Malpezzi:

«Ora chiediamo al presidente della commissione Giustizia Ostellari che si adoperi perché il provvedimento venga approvato rapidamente e in piena aderenza a quanto stabilito dalla Corte».

Per la senatrice di Italia Viva Donatella Conzatti, segretaria della commissione Femminicidi: «Peccato che il Parlamento sia stato bruciato sul tempo dalla Corte Costituzionale ora andiamo avanti rapidamente con l’approvazione della legge sul doppio cognome. Attraverso il nome delle madri passano le biografie e le storie delle donne».

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