Prezzi pasta a 2 euro al chilo, a quanto arriverà con l’inflazione, gli aumenti marchio per marchio

Prezzi pasta a 2 euro al chilo, gli aumenti in base ai marchi. Ad influire la crisi energetica, ma anche l’aumento della spesa per i fertilizzanti.

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Migliori marche di pasta per Altroconsumo.

La pasta fa parte della tradizione culinaria italiana ed è difficile rinunciare ad essa. Raramente sulle nostre tavola manca un piatto di pasta ma è anche vero che i rincari hanno colpito duro questo prodotto, che come tanti altri è vittima dell’inflazione. Già prodotti come olio di oliva, latte, pane e formaggi hanno subito aumenti non indifferenti ma la pasta è tra i prodotti che sta vedendo i costi aumentare di volta in volta. Ormai si sfiorano i 2 euro e al chilo e il timore di arrivare a 3 euro non è nemmeno da escludere. Secondo il Salvagente, che ha messo a confronto i prezzi della pasta di alcune marche con quelli del 2020, si nota come nel giro di pochi anni abbia subito rincari consistenti.

Prezzi pasta a 2 euro al chilo, gli aumenti in base ai marchi

Secondo Ismea, l’istituto di Servizi per il mercato agricolo alimentare, nel giro di un anno si è assistito ad un aumento del 30%.

Per i prossimi mesi bisognerà avere a che fare ancora con una spinta inflazionistica non indifferente. Ma quali sono le marche di pasta più care adesso?
In base ai dati della nota rivista Il Salvagente, tra gli aumenti più consistenti figura quello del brand La Molisana, che nel giro di due anni ha alzato il prezzo del 70%. Si è passati dagli 1,80 euro del 2020 ai 3,08 euro del 2022. Ma i rincari riguardano anche la pasta del discount e delle private label.

Per quanto riguarda la pasta Barilla, ad esempio, due anni fa un chilo di spaghetti costava 1,72 euro, oggi invece il prezzo arriva a 2,03 euro, quindi l’aumento è stato del 18%. La pasta De Cecco prima costava 2,70 euro al chilo, oggi 3,44, con un rincaro del 27%. Per la pasta Rummo, due anni fa un chilo veniva 2,12 euro,e ora 3,10 euro. Aumentano anche i prezzi delle private label della GDO. La pasta Coop è arrivata a costare 1,84 euro al chilo, prima era 1,38 euro al chilo. Esselunga, invece, è passata a costare 1,38 euro al chilo contro 1,09 di due anni fa. Rincari anche per la pasta Conad, che nel giro di due anni è aumentata del 39%: da 0,78 a 1,09 euro.


Non va meglio neanche per la pasta dei discount. Gli spaghetti Eurospin passano da 0,65 a 1,25 euro, quelli di Lidl ora costano 1,25 euro mentre prima venivano 0,59 centesimi.

Cosa influisce sui prezzi e il rischio di arrivare a 3 euro al chilo

Ma cosa influisce sui rincari della pasta? Sicuramente la crisi energetica, ma anche l’aumento della spesa per i fertilizzanti come conseguenza della guerra tra Russia e Ucraina e il calo della produzione di grano duro in Canada. Sempre secondo Ismea, nei primi 9 mesi del 2022 i prezzi della pasta “sono cresciuti del 21,9% rispetto all’analogo periodo 2021”. Dunque non si può assolutamente escludere che i prezzi possano salire ancora e arrivare a 3 euro al chilo.

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