Pensione anticipata, ecco gli effetti sulla salute mentale per chi ci va prima

Il pensionamento anticipato aumenta il rischio di declino cognitivo. Andare in pensione prima potrebbe non fare bene alla salute mentale.

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Riforma pensioni

Spesso e volentieri la maggior parte delle persone sogna di andare in pensione al più presto. Si immagina di non lavorare più, di godere del meritato riposo e di dedicarsi agli hobby di una vita. L’ideale sarebbe andare in pensione sulla soglia dei 60 anni, anche se difficilmente c’è un’età giusta, considerando che ora i giovani iniziano a lavorare più tardi. Uno studio, inoltre, mette in dubbio l’utilità della pensione anticipata. Andare in pensione prima, in sostanza, potrebbe non fare bene alla salute mentale. Ma cosa succede, in pratica, a chi va in pensione prima?

Pensione anticipata, ecco gli effetti sulla salute mentale per chi si ritira prima

Secondo un articolo pubblicato sul Journal of Economic Behavior & Organization, il pensionamento anticipato potrebbe dare una spinta al declino cognitivo. Uno degli autori dello studio pubblicato sulla rivista, Plamen Nikolov, assistente di economia alla Binghamton University, State University di New York, ha dichiarato che analizzando i beneficiari di un programma pensionistico hanno riportato non solo basse interazioni sociali ma anche bassi tassi di impegno sociale, molto meno di chi non era andato in pensione prima.

In sostanza, nelle persone che vanno in pensione anticipata, aumenta l’isolamento sociale e quindi il declino cognitivo è più rapido. Lo studio ha preso in esame dei soggetti di circa 60 anni, che hanno partecipato al programma pensionistico New Rural Pension Scheme, organizzato in alcune zone rurali della Cina per combattere la povertà.

In pratica, alcune persone hanno deciso di ritirarsi dal lavoro prima rispetto all’età pensionabile e ricevere un sostegno economico. I ricercatori, usando un sondaggio cognitivo chiamato Chinese Health and Retirement Longitudinal Survey hanno appurato che i partecipanti bevevano meno alcolici rispetto a quando lavoravano ma erano anche calati i tassi di volontariato e interazione sociale.

Non lavorare più, in sostanza, quindi rimanere a casa più tempo, si associava a un forte declino cognitivo. In parole povere, l’influenza negativa del pensionamento anticipato sulla mente di fatto supera il beneficio di essere andati in pensione prima.

 Aumenta il rischio di declino cognitivo 

I ricercatori hanno messo a confronto due gruppi, il primo con persone di età e caratteristiche simili aderenti al programma pensionistico, il secondo con persone provenienti da aree in cui non era disponibile il programma pensionistico anticipato. Il risultato è stato sorprendente e ha dimostrato che chi era già in pensione aveva dei punteggi più bassi rispetto agli altri. Risultato simile a quello di altri paesi con il reddito più alto come America, Inghilterra e Unione Europea. La ragione è che quando si hanno degli impegni si stimola di più il cervello. Allo stesso modo, le interazioni sociali aiutano a “generare un feedback positivo a livello di benessere sociale, emotivo e fisico” secondo gli studiosi.

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