La classifica aggiornata sulla libertà di stampa nel mondo: l’Italia retrocede

Italia ancora giù nella classifica sulla libertà di stampa stilata da Reporter Senza Frontiere nel World Press Freedom Index 2016.

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Italia ancora giù nella classifica sulla libertà di stampa stilata da Reporter Senza Frontiere nel World Press Freedom Index 2016.

Reporter Senza Frontiere ha aggiornato recentemente la classifica sulla libertà di stampa nel mondo, il cosiddetto World Press Freedom Index, una classifica che certamente ha fatto subito discutere – soprattutto certi media, evidentemente toccati personalmente dalla questione – ma anche diverse persone che si chiedono ancora come mai l’Italia sia ulteriormente retrocessa rispetto alla scorsa classifica, scendendo al 77° posto, mentre sopra di lei vi siano altri Paesi come El Salvador e Burkina Faso. In aggiunta a ciò, in classifica compare anche la Moldavia, un gradino sopra l’Italia, che tuttavia non è certo nota come uno dei Paesi più virtuosi d’Europa in quanto a integrità e correttezza nell’informazione. Sotto questo aspetto, la classifica di RSF viene aggiornata ogni anno seguendo diversi parametri, che guardano sostanzialmente alla quantità e alla qualità.   [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]La classifica aggiornata sulla libertà di stampa nel mondo: Italia ancora giù[/tweet_box]   Per ciò che riguarda il primo criterio, RSF analizza il numero di giornalisti uccisi, arrestati o licenziati, in base a quanto hanno scritto e alle dinamiche del loro lavoro. Il secondo parametro, invece, si basa su un questionario anonimo che l’associazione invia ad associazioni, gruppi di giornalisti, singoli reporter, i quali sono chiamati a rispondere su questioni legate al pluralismo e all’indipendenza dei media, al contesto e alle operazioni di autocensura, alla legislazione vigente, alla trasparenza e alle infrastrutture. E’ stato soprattutto quest’ultimo punto a far discutere sulla plausibilità di questa classifica, visto che si basa prevalentemente su criteri soggettivi piuttosto che oggettivi. Tuttavia, a pesare sul declino dell’Italia riguardo alla libertà di stampa, un declino iniziato nel 2013 e proseguito quest’anno, vi sono diversi parametri fondanti, come ad esempio le numerose accuse di diffamazione ai giornalisti, le minacce a loro rivolte e le conseguenti misure di protezione orchestrate dalla polizia: a pesare quest’anno anche le vicende che hanno coinvolto i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori di due libri-inchiesta sulla Chiesa Cattolica, e anche se qualcuno dice che in realtà la questione riguarda il Vaticano, sono due giornalisti italiani a essere rimasti coinvolti in vicende giudiziarie per quanto hanno scritto.   Esiste un problema di libertà di stampa in Italia, quindi? Sì, ma forse non è così esagerato. Risultano evidenti certe linee editoriali intraprese da alcuni quotidiani che, per seguire una certa coerenza, a volte inciampano sulle ovvietà, ma da qui a dire che in Moldavia c’è una maggiore libertà di stampa che in Italia ce ne passa, anche perché qui non abbiamo le pressioni dei filo-russi che tendono a farci scrivere quel che loro vogliono, solo per fare un esempio. La classifica aggiornata da RSF sulla libertà di stampa risulta comunque molto interessante, perché ci fa comprendere anche come il nostro Paese viene percepito dagli stessi addetti al settore. Il vero problema in Italia, semmai, sta nella qualità dell’informazione e dei media, visto che sotto questo aspetto davvero in pochi si salvano: ci si smarrisce oggi tra giornali che fanno puro terrorismo raccogliendo una semplice indiscrezione e montandone un caso – è l’esempio dei venditori ambulanti senegalesi addestrati dall’ISIS pronti a colpire sulle nostre spiagge – e altri organi di disinformazione che non fanno altro che scrivere bufale per raccogliere visite e click, ingannando il più delle volte gli ignari utenti e lettori – anche per evidente colpa di questi ultimi.

  Andiamo quindi a vedere le prime 100 posizioni – su 180 – da quali Paesi sono occupati.
Lasciamo a voi il resto delle considerazioni in merito:  

  1. Finlandia
  2. Olanda
  3. Norvegia
  4. Danimarca
  5. Nuova Zelanda
  6. Costa Rica
  7. Svizzera
  8. Svezia
  9. Irlanda
  10. Giamaica
  11. Austria
  12. Slovacchia
  13. Belgio
  14. Estonia
  15. Lussemburgo
  16. Germania
  17. Namibia
  18. Canada
  19. Islanda
  20. Uruguay
  21. Repubblica Ceca
  22. Suriname
  23. Portogallo
  24. Lettonia
  25. Australia
  26. Ghana
  27. Cipro
  28. Liechtenstein
  29. Samoa
  30. OECS
  31. Cile
  32. Capo Verde
  33. Andorra
  34. Spagna
  35. Lituania
  36. Belize
  37. Tonga
  38. Regno Unito
  39. Sudafrica
  40. Slovenia
  41. Stati Uniti
  42. Burkina Faso
  43. Botswana
  44. Trinidad e Tobago
  45. Francia
  46. Malta
  47. Polonia
  48. Mauritania
  49. Romania
  50. Comore
  51. Taiwan
  52. Niger
  53. Haiti
  54. Argentina
  55. Papua Nuova Guinea
  56. Madagascar
  57. Guyana
  58. El Salvador
  59. Serbia
  60. Mongolia
  61. Mauritius
  62. Repubblica Dominicana
  63. Croazia
  64. Georgia
  65. Senegal
  66. Malawi
  67. Ungheria
  68. Bosnia-Erzegovina
  69. Hong Kong
  70. Corea del Sud
  71. Tanzania
  72. Giappone
  73. Lesotho
  74. Armenia
  75. Nicaragua
  76. Moldavia
  77. ITALIA
  78. Benin
  79. Guinea-Bissau
  80. Fiji
  81. Cipro del Nord
  82. Albania
  83. Sierra Leone
  84. Perù
  85. Kyrgyzstan
  86. Costa d’Avorio
  87. Mozambico
  88. Togo
  89. Grecia
  90. Kosovo
  91. Panama
  92. Seychelles
  93. Liberia
  94. Bhutan
  95. Kenya
  96. Tunisia
  97. Bolivia
  98. Libano
  99. Timor Est
  100. Gabon

  Per guardare la classifica nel dettaglio vi invitiamo a cliccare sul sito di Reporter Senza Frontiere sul World Press Freedom Index 2016.

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