'I 70 lavori più richiesti in Italia: dati Istat

I 70 lavori più richiesti in Italia: dati Istat

Il rapporto annuale 2015 dell'Istat sulla situazione del Paese ci rivela anche quali sono le professioni vincenti, ovvero i 70 lavori più richiesti in Italia.

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Il rapporto annuale 2015 dell'Istat sulla situazione del Paese ci rivela anche quali sono le professioni vincenti, ovvero i 70 lavori più richiesti in Italia.

Se state cercando lavoro o se dovete scegliere il percorso di studi che poi vi conduca facilmente – si fa per dire – al mondo del lavoro, allora dovreste dare un’occhiata alla recente classifica Istat sulle 70 professioni vincenti in Italia, ovvero quelle per cui il tasso di occupazione è cresciuto di 1,4 milioni di unità dal 2011 al 2014, a fronte di calo generale dell’occupazione di 319 mila unità. A spuntarla su tutte sono le professioni elementari o basilari, quelle che sono necessarie in ogni ambito, ma anche le professioni specializzate non tecniche generano ottimi risultati. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e soprattutto per tutti i percorsi di studio: ecco quindi a voi le 70 professioni più richieste in Italia secondo l’Istat.  

Tenete d’occhio questi lavori

C’è davvero di tutto: non dovrete essere per forza degli specialisti, né operare nell’ambito dei nuovi lavori o delle nuove tecnologie per avere qualche possibilità in più per diventare occupati. L’Istat ha diviso le professioni in 4 gruppi, andiamo a scoprirli:  

  • Professioni specializzate tecniche: qui  si contano 12 professioni e 632 mila occupati in totale. Si fa riferimento ai lavori tecnologici e a quelli che richiedono un’elevata specializzazione tecnico-scientifica da parte dei candidati, grazie a un tasso di istruzione competitivo e di alta qualità. Tra le professioni che rientrano in questo campo figurano i responsabili della produzione industriale, così come nel campo della gestione edile, specialisti di saldatura elettrica, esercenti di attività ricettive come ristoranti, alberghi e altre attività correlate al turismo e, prettamente nell’ambito tecnologico, progettisti/analisti di software.
  • Professioni specializzate non tecniche: qui si annoverano ben 22 professioni per un totale di 2,1 milioni di occupati.
    Questi lavori non richiedono una preparazione o una specializzazione avanzata, ma una buona preparazione intellettuale sì. Tra i lavori che rientrano in questo ambito gli specialisti in fisioterapia e riabilitazione, così come gli addetti alla vendita, alla distribuzione e alla logistica, formatori per scuole medie, farmacisti, educatori e formatori, capostazioni e capotreni e professionisti specializzati nei rapporti con il mercato.
  • Professioni tecniche operative: tale ambito vanta 16 professioni per un netto di 890 mila occupati: vengono richieste prevalentemente doti di manualità per la gestione di attrezzature specialistiche e tra i lavoratori più richiesti in questo campo si annoverano cuochi per le attività di ristorazione e per le strutture ricettive, agricoltori e allevatori, costruttori (artigiani e falegnami), odontotecnici e assemblatori di apparecchi elettronici.
  • Professioni elementari: qui si contano 20 professioni e 2,9 milioni di occupati e ovviamente è il settore con il più alto numero di occupati tra quelli sopraccitati, poiché non richiede particolari abilità, ma tanta volontà e spirito professionale, ovviamente. Tra i lavori che rientrano in questo settore figurano gli addetti alle pulizie, i commessi dei negozi, i magazzinieri, le badanti, gli addetti esecutivi ai servizi sanitari e sociali, figure addette alle mense, autisti, cassieri, camerieri e custodi.

 

Il rapporto dell’Istat indica inoltre una maggiore quantità di figure professionali femminili, laureate e straniere nelle cosiddette “professioni vincenti” sopra elencate. Un dato illuminante che getta luce sul mondo del lavoro attuale e strizza l’occhio ai milioni di italiani ancora disoccupati o in procinto di entrare nel mercato del lavoro, soprattutto dopo i dati su tutti quei lavori più richiesti in Italia ma introvabili. Per dare uno sguardo più approfondito, cliccate sul Rapporto Annuale 2015 sul Paese dell’Istat.

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