Guerra in Ucraina, nuovi scenari secondo la profezia di uno 007

La profezia dell’ex capo della CIA sulla guerra in Ucraina.

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David Petraeus, ex numero uno della CIA dal 6 settembre 2011 al 9 novembre 2012, durante la presidenza di Barack Obama, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui parla della guerra in Ucraina e dei possibili scenari da qui alle prossime settimane. Secondo Petraeus, che prima di essere nominato come 23° direttore della CIA ha comandato l’esercito degli Stati Uniti d’America in Iraq prima e in Afghanistan poi, è ancora presto per sapere come finirà il conflitto, anche se ci sono alte probabilità che si configurino due scenari: “uno stallo lungo, sanguinoso, da incubo, oppure il respingimento dei nemici da parte di uno dei due eserciti”.

La profezia di David Petraeus sulla guerra in Ucraina: “Ecco cosa succederà adesso”

In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ex capo della CIA David Petraeus ha sottolineato la sua preoccupazione per l’arrivo della primavera e, di conseguenza, delle piogge. Quest’ultime provocherebbero un probabilissimo impantanamento dei mezzi militari, rendendo di fatto impossibile ai russi sfondare intorno alle località della capitale Kiev. Tale situazione, sempre secondo Petraeus, andrebbe a “prolungare lo stallo sanguinoso in cui si trova l’Ucraina, per settimane, forse mesi”.

Il possibile vantaggio dell’Ucraina

Petraeus in verità ha ipotizzato anche altri scenari. Uno in particolare vedrebbe l’esercito ucraino sviluppare un concreto vantaggio ai danni dei nemici, facendo leva sulla “determinazione, l’intraprendenza e la creatività dimostrate”. A questo proposito, l’ex direttore della CIA ha auspicato che l’Ucraina possa essere in grado nel prossimo futuro di “lanciare contrattacchi multipli”, grazie agli aiuti ricevuti dalla Nato.

Oltre a ciò, David Petraeus consiglia ai Paesi appartenenti alla Nato di rifornire Kiev di droni, sistemi di difesa aerea, missili anti-tank, aiuti umanitari e munizioni.

Un ulteriore auspicio è che alcune nazioni confinanti possano sostenere l’esercito ucraino con gli aerei, senza però rivelarlo pubblicamente.

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