Di Maio e Cingolani piazzano il colpo in Congo sul gas per sostituire quello russo, i dettagli dell’accordo

I ministri Di Maio e Cingolani hanno firmato un accordo in Congo sul gas in modo tale da sostituirlo con quello russo.

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I ministri Di Maio e Cingolani hanno firmato un accordo in Congo sul gas in modo tale da sostituirlo con quello russo. La nuova intesa arriva dopo quella stipulata lo scorso mercoledì con l’Angola e partirà dal 2023. Ecco i dettagli dell’accordo.

Gas, accordo con il Congo: ecco i dettagli dell’accordo

È stato firmato un accordo tra Italia e Congo per “l’accelerazione della produzione tramite lo sviluppo di un progetto di gas naturale liquefatto“. In questo modo il nostro paese cercherà di ridurre la dipendenza dalla Russia che fornisce al momento circa 30 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Esattamente il 30/40% del fabbisogno complessivo. La capacità a regime sarà di più 3 milioni di tonnellate all’anno e quindi oltre 4,5 miliardi di metri cubi all’anno e l’avvio è previsto per il 2023. A differenza della Russia, però, il Congo ha una produzione di gas più modesta (1 miliardo di metri cubi all’anno) per cui serviranno degli investimenti. In merito a ciò l’Eni ha spiegato di essere l’unica società “impegnata nello sviluppo delle ingenti risorse di gas della Repubblica del Congo“.

L’accordo sul gas dal Congo

Per l’accordo sul gas si sono recati in Congo i ministri Di Maio e Cingolani insieme all’Amministratore Delegato dell’Eni, Claudio Descalzi. Tale intesa arriva dopo quella con l’Algeria che è il secondo fornitore dell’Italia collegato al nostro paese mediante il gasdotto Transmes. In questo modo le forniture passeranno, grazie all’accordo, dagli attuali 20 miliardi di metri cubi l’anno a circa 30. Due/tre miliardi in più arriveranno subito mentre il resto da fine 2022. Inoltre altri 3 miliardi di mc/anno arriveranno dall’Egitto via nave per cui costerà di più.

Il gas della Russia è ovviamente più economico in quanto giunge in tutta Europa mediante una fitta rete di condutture. Quello che arriverà dagli Stati Uniti invece costerà molto di più anche del 50%.
Tornando al Congo, oltre all’intesa per aumentare le forniture del gas dal paese africano all’Italia, c’è stato anche un accordo in ambito energetico tra De Scalzi e il ministro per gli idrocarburi, Bruno Jean Richard Itoua. Eni rende noto che l’export di Gnl darà la possibilità di valorizzare la produzione di gas eccedente la domanda interna congolese. Di Maio riferisce inoltre che sia Cingolani che Draghi stanno lavorando al tetto massimo del prezzo del gas per evitare che vi siano speculazioni. Ha inoltre aggiunto che questa dovrebbe essere una priorità dell’Unione Europea per cui è fiducioso che vi sia un sostegno a tale proposta.
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