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Oggi: 06 Feb, 2026

Multe stradali nella rottamazione quinquies: ammesse ed escluse

La rottamazione quinquies promette sconti sulle multe in cartella, ma solo alcune rientrano davvero: tutto dipende dall’ente che le ha emesse
2 settimane fa
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Ormai come noto, la rottamazione quinquies è una nuova definizione agevolata pensata per chi ha debiti già passati all’Agente della riscossione (cartelle di pagamento) in un arco temporale molto ampio. In sintesi, permette di chiudere alcune cartelle pagando meno, perché vengono tagliate diverse voci accessorie. Ma non tutte le cartelle rientrano: l’elenco dei debiti “ammessi” è preciso e, proprio su questo punto, nascono spesso dubbi quando si parla di multe (sanzioni per violazione del codice della strada).

Rottamazione quinquies: che cos’è e quali debiti riguarda

La rottamazione quinquies si applica ai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, ma solo se derivano da specifiche situazioni: imposte non versate emerse dai controlli sulle dichiarazioni, alcuni contributi INPS (con esclusione di quelli legati ad accertamenti) e alcune sanzioni per violazioni del Codice della strada, ma solo se provengono da amministrazioni statali (Prefetture).

Questo significa che la rottamazione quinquies non è un “condono generale”. Funziona come un filtro: dentro entrano solo i debiti che rispettano certe caratteristiche, fuori resta tutto il resto. È un dettaglio importante perché, nella pratica, due cartelle possono sembrare simili (ad esempio due multe stradali), ma avere un esito diverso in base all’ente che ha emesso la sanzione.

Un altro elemento utile da ricordare è che la misura può coinvolgere anche carichi già passati in precedenti definizioni agevolate, quando in passato i benefici sono stati persi per pagamenti non completati o non puntuali. In altre parole, la rottamazione quinquies punta anche a “riaprire” una porta a chi era rimasto fuori strada in precedenza.

Quanto si risparmia con la rottamazione quinquies e cosa resta da pagare

Il vantaggio più chiaro della rottamazione quinquies è il taglio di molte componenti che di solito fanno lievitare l’importo finale.

In generale, l’estinzione del debito avviene pagando il capitale e le spese legate a notifiche ed eventuali azioni esecutive. Restano invece esclusi diversi “extra” tipici delle cartelle, come interessi iscritti a ruolo, sanzioni, interessi di mora e aggio.

Nel caso delle sanzioni stradali, però, c’è una particolarità: la rottamazione quinquies non cancella la multa in sé come importo base, ma interviene  su interessi e somme collegate all’aggio, sempre per le violazioni del Codice della strada emesse dalle Prefetture.

È un punto che spesso viene frainteso: la rottamazione quinquies non trasforma ogni multa in un “saldo simbolico”, ma può alleggerire in modo concreto le maggiorazioni che si accumulano nel tempo. In sostanza, il risparmio dipende da quanto peso hanno avuto interessi e accessori nella singola cartella. Su posizioni datate, l’effetto può essere rilevante; su importi recenti, il vantaggio può essere più contenuto.

Multe della polizia locale del Comune escluse

La domanda più frequente, quando si parla di multe, riguarda le sanzioni elevate dalla polizia locale. La risposta delle FAQ sulla rottamazione quinquies è netta: una cartella con carichi relativi a multe per violazioni del Codice della strada emesse dalla polizia locale del Comune non rientra nella rottamazione quinquies.

Il motivo è semplice: la norma considera “definibili” solo le sanzioni stradali irrogate da amministrazioni dello Stato, cioè le Prefetture. Quindi non è il tipo di infrazione, da solo, a decidere l’accesso alla rottamazione quinquies: conta soprattutto chi ha emesso la sanzione.

Questo chiarimento è decisivo perché molte cartelle, nel linguaggio comune, vengono tutte chiamate “multe”. In realtà, dietro la stessa parola possono esserci enti diversi, procedure diverse e, di conseguenza, regole diverse. La rottamazione quinquies in questo punto traccia una linea precisa: Prefettura sì, polizia locale comunale no.

Rottamazione quinquies e multe: come orientarsi e quali alternative restano

Quando una cartella contiene multe comunali, la rottamazione quinquies non offre la scorciatoia sperata. In questi casi è utile partire da un controllo essenziale: identificare l’ente che ha originato il carico. Se l’origine è comunale (polizia locale), la strada della rottamazione quinquies resta chiusa per quella parte.

Può anche capitare che la stessa cartella includa più voci: alcune potenzialmente ammesse e altre no. La rottamazione quinquies segue il criterio della “selezione” dei carichi definibili, quindi l’attenzione va posta al contenuto effettivo della cartella e alla provenienza di ciascun importo.

Per le multe comunali, le alternative restano quelle ordinarie: pagamento, eventuale rateizzazione secondo le regole generali, oppure verifica della correttezza degli atti (ad esempio controllando notifiche e importi). Non sono scorciatoie, ma sono gli strumenti concreti quando la rottamazione quinquies non è applicabile. Verificare anche se, ad esempio, il comune che ha irrogato la sanzione prevede proprie strade di definizione agevolata.

In conclusione, la rottamazione quinquies è una misura utile, ma “a perimetro”: offre vantaggi reali solo a chi rientra nei requisiti. E per le multe della polizia locale del Comune, la regola è chiara: fuori dalla quinta sanatoria.

Riassumendo

  • La rottamazione quinquies consente di ridurre i debiti affidati alla riscossione.
  • Sono inclusi solo alcuni carichi, non tutte le cartelle esattoriali.
  • Il risparmio deriva dall’eliminazione di interessi, sanzioni e oneri accessori.
  • Le multe stradali rientrano solo se emesse dalle Prefetture.
  • Le sanzioni della polizia locale comunale sono escluse dalla rottamazione quinquies.
  • Per le multe comunali restano pagamento ordinario; rateizzazione fuori dalla rottamazione quinquies; possibile definizione agevolata propria dell’ente.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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