Fiat, operaio sviene ad Atessa durante il lavoro, ma la produzione non si ferma

Nello stabilimento Fiat di Atessa un nuovo caso molto discutibile si è verificato, un operaio è svenuto ma i lavori sono proseguiti come se nulla fosse

di Andrea Senatore, pubblicato il
Fiat Chrysler

Dal mondo sindacale arriva la denuncia di un caso molto grave. Questo riguarderebbe lo stabilimento Fiat Chrysler di Atessa dove un operaio sarebbe svenuto durante il lavoro, ma la produzione non sarebbe stata fermata dai responsabili. Un operaio della Sevel, che è il più grande stabilimento del gruppo italo americano guidato da Sergio Marchionne in Italia, sarebbe svenuto durante il proprio turno di lavoro in quanto colpito in testa da un braccio meccanico utilizzato per il sollevamento dei sedili.

 

Secondo il racconto del segretario provinciale Fiom-Cgil, Davide Labbrozzi, nonostante le precarie condizioni di salute dell’operaio che a causa del colpo sarebbe svenuto, i responsabili hanno intimato ai colleghi accorsi ad aiutare il malcapitato di non fermare la produzione. Il responsabile Ute avrebbe chiesto ai lavoratori di tornare a lavoro e fare finta che non fosse accaduto nulla, questo prima ancora che arrivassero i soccorsi.

 

La Fiom Cgil a causa di questo evento e del comportamento del responsabile della catena di montaggio dello stabilimento Fiat Chrysler di Atessa ha deciso di attuare un’ora di sciopero ieri nella fabbrica dalle ore 7.45 alle ore 8.45. Con questo sciopero i sindacati hanno voluto denunciare come ancora una volta in questo stabilimento la produzione viene messa davanti anche al rispetto stesso delle persone che lavorano in questo luogo.

 

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Fiat Chrysler

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Allo sciopero hanno preso parte tutti i lavoratori dello stabilimento Sevel di Atessa, segno inequivocabile che a nessuno è piaciuto quello che è accaduto.

 

Ricordiamo che nei mesi scorsi sempre nello stesso stabilimento di Fiat Chrysler un altro dipendente era stato costretto ad urinarsi addosso dal responsabile, che non gli aveva consentito di interrompere il suo lavoro per andare al bagno.

 

Dunque non è la prima volta che i sindacati criticano l’azienda che dal canto suo si difende dicendo che tutte le procedure sono state eseguite in questo caso correttamente e i soccorsi sono scattati tempestivamente.

 

 

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Argomenti: FIAT Chrysler