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Oggi: 18 Feb, 2026

La pensione grazie alle invalidità può arrivare anche 11 anni prima? Ecco la verità

Invalidità civile, invalidità pensionabile e poi? Ecco le pensioni di vecchiaia anticipate già a 56 o 61 anni di età.
2 settimane fa
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pensione invalidità
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Ci sono pensioni che possono essere prese addirittura 11 anni prima anche se tra finestre di attesa per la decorrenza il vantaggio si assottiglia a 10 anni come vedremo. In effetti ci sono misura nettamente favorevoli come età di uscita dal mondo del lavoro. Misure che se sfruttate trasformano la sfortuna di avere problemi di salute in una fortuna dal punto di vista del pensionamento. Ma siamo di fronte a misure che prevedono requisiti non certo facili da centrare. Una nostra lettrice ci chiede spiegazioni su una particolare misura del sistema pensionistico italiano. La pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile. Ecco la guida alla misura.

“Buongiorno, sono una vostra lettrice e vi chiedo di darmi delle indicazioni sulle mie eventuali possibilità di andare in pensione visto che sono diventata invalida. Ho ricevuto la certificazione della commissione medica con una invalidità al 90% per problemi cardiaci. Mi hanno dato i benefici della legge 104 e forse prenderò 300 euro di invalidità civile. Ma vorrei verificare le possibilità di andare in pensione con la vecchiaia per invalidità pensionabile. Visto che ho 59 anni potrei farcela? Mi dite come devo fare?”

La pensione grazie alle invalidità può arrivare anche 11 anni prima? Ecco la verità

Per possibile età di uscita, la pensione di vecchiaia anticipata con invalidità pensionabile non ha paragoni nel nostro sistema pensionistico. Non esiste un’altra misura che concede la possibilità di quiescenza a partire dai 56 anni di età per le donne e 61 anni per gli uomini. Anche con la finestra di 12 mesi per la decorrenza, il vantaggio resta ed è evidente. E se pensiamo che si tratta di una misura per la quale bastano solo 20 anni di contributi versati diventa tutto ancora più evidente.

Attenti però a non capire male di che tipo di invalidità parliamo. Invalidità pensionabile significa che è necessario raggiungere almeno l’80% di una invalidità specifica per la tipologia di lavoro che svolge il richiedente. Nel senso che i problemi fisici o psichici che portano la commissione medica invalidi civili del binomio INPS/ASL a decretare quel determinato grado di invalidità devono suggellare una riduzione della capacità lavorativa che il richiedente ha ma per il lavoro che svolge o che ha svolto di più in carriera. Il principio appare semplice. Se per via delle menomazioni non puoi più svolgere quel tipo di lavoro che sai svolgere, devi poter andare in pensione prima.

Invalidità diverse e diverse misure di pensionamento

L’invalidità civile non basta quindi, perché parliamo di una invalidità generica e una riduzione della capacità di lavorare altrettanto generica. Ricapitolando, per andare in pensione come ci dice vorrebbe vedere di fare la lettrice, occorre arrivare almeno a 56 anni di età per le donne, almeno 61 anni di età per gli uomini e almeno 20 anni di contributi per tutti. Non ci sono vincoli di calcolo della pensione che segue le regole del sistema misto. La pensione è calcolata al momento dell’uscita, con le regole che prevedono il calcolo retributivo fino al 31 dicembre 1995 o al 31 dicembre 2011 per chi ha più di 18 anni di versamenti prima del 1996.

Naturalmente per i periodi successivi il calcolo e contributivo. Per quanto riguarda la riduzione della capacità lavorativa, bisogna arrivare almeno all’80%. Il riferimento normativo per questa pensione per invalidità è la legge numero 222 del 12 giugno 1984.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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