Capire la differenza tra ISEE ordinario e ISEE universitario (c.d. ISEU) aiuta a evitare errori quando si richiedono agevolazioni e riduzioni di costo. I due indicatori partono dalla stessa base (redditi, patrimoni e composizione familiare), ma cambiano per finalità e per regole di calcolo del nucleo, soprattutto quando entra in gioco la condizione dello studente.
In molte situazioni, compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) senza conoscere queste distinzioni porta a un ISEE non adatto alla prestazione richiesta, con il rischio di perdere benefici o ottenere importi diversi da quelli attesi.
ISEE ordinario e ISEE universitario: perché non sono la stessa cosa
La prima differenza riguarda lo scopo.
L’ISEE ordinario è l’indicatore “generale”, utilizzato per un’ampia gamma di prestazioni sociali agevolate: bonus e contributi legati al reddito (ad esempio, assegno unico figli, bonus nido, bonus psicologo, ecc.), servizi comunali, sostegni alle famiglie e molte altre misure nazionali o locali. In pratica rappresenta la fotografia economica del nucleo familiare così come risulta in anagrafe, tenendo conto di redditi e patrimoni secondo le regole ISEE.
L’ISEE universitario, invece, è richiesto quando l’agevolazione riguarda il diritto allo studio universitario: riduzione delle tasse universitarie, borse di studio, accesso ad alloggi e servizi per studenti. Anche in questo caso si parte dalla DSU, ma il punto centrale è un controllo specifico: capire se lo studente può essere considerato economicamente e anagraficamente autonomo oppure no. È qui che ISEE ordinario e ISEE universitario si separano davvero, perché il nucleo che entra nel calcolo può cambiare in modo significativo e influire sull’importo finale.
A cosa servono e quando vengono richiesti
L’ISEE ordinario si utilizza quando la prestazione non è “specializzata” e non richiede regole particolari oltre a quelle standard.
Molti sostegni economici, ad esempio, si basano su soglie ISEE e su fasce di reddito: l’indicatore ordinario è la chiave per accedere a tariffe ridotte o contributi.
L’ISEE universitario entra in campo con richieste specifiche legate all’università. In questi casi, l’ente (ateneo o organismo per il diritto allo studio) chiede un indicatore che tenga conto delle regole dedicate agli studenti, perché l’obiettivo è evitare che una semplice residenza diversa da quella dei genitori determini automaticamente un nucleo “più leggero” e quindi un ISEE più basso. Per questo ISEE ordinario e ISEE universitario non sono intercambiabili: anche se l’importo sembra simile, l’indicatore corretto è quello richiesto dalla prestazione.
Il nodo del nucleo familiare: autonomia e regole per gli studenti
Il tema più delicato riguarda il nucleo. Nell’ISEE ordinario, in linea generale, il nucleo coincide con la famiglia anagrafica: chi risulta nello stesso stato di famiglia fa parte del calcolo, salvo eccezioni previste dalle regole ISEE.
Per l’ISEE universitario, invece, si valuta se lo studente può essere considerato autonomo. L’autonomia non dipende solo dal fatto di vivere altrove: contano requisiti di stabilità e di capacità economica. In termini pratici, lo studente è considerato autonomo quando ha una residenza separata da un certo periodo e dispone di redditi “sufficienti” e continuativi, secondo parametri definiti dalla normativa e dagli enti che applicano il diritto allo studio.
Se l’autonomia non è riconosciuta, i genitori possono rientrare nel nucleo ISEE universitario anche quando non convivono con lo studente. È proprio questa regola a rendere ISEE ordinario e ISEE universitario diversi: due DSU compilate in modo diverso possono produrre risultati molto lontani.
Un esempio ricorrente è quello dello studente fuori sede: vivere in affitto in un’altra città non basta, da solo, a costruire un nucleo separato ai fini universitari. In assenza dei requisiti, il calcolo può includere anche la situazione economica dei genitori, con effetti su tasse e benefici. Per questo ISEE ordinario e ISEE universitario vanno scelti con attenzione, considerando il tipo di prestazione e le regole sul nucleo.
Quando lo studente è autonomo per l’ISEE
Attualmente, lo studente si può considerare autonomo ai fini ISEE e, quindi, escludere i genitori, se sono soddisfatti entrambi i seguenti requisiti:
- residenza autonoma, fuori dall’unità abitativa della famiglia d’origine da almeno 2 anni dalla data di presentazione della DSU e purchè dove cive non sia una casa di proprietà dei genitori;
- reddito da lavoro dipendente o assimilato superiore a 9.000 euro per 2 anni consecutivi.
Se non sono rispettati questi requisiti, lo studente non è autonomo ai fini ISEE ed il calore di quello ordinario e universitario coincidono.
ISEE ordinario e ISEE universitario: errori comuni e come evitarli
Gli errori più frequenti nascono dalla convinzione che basti avere un solo ISEE “valido per tutto”. In realtà, quando si richiedono agevolazioni universitarie, serve un indicatore coerente con quelle regole. Un altro errore tipico è la compilazione della DSU senza indicare correttamente la condizione dello studente o senza valutare l’autonomia: ciò può portare a un valore non riconosciuto dall’università o a una collocazione in fascia diversa.
Per evitare problemi, la regola pratica è semplice: l’ISEE ordinario si usa per prestazioni generiche; l’ISEE universitario si usa per servizi e benefici legati all’università, dove il nucleo può estendersi in base ai requisiti di autonomia.
Capire queste differenze consente di ridurre contestazioni, ricalcoli e richieste di integrazione. In conclusione, scegliere correttamente tra ISEE ordinario e ISEE universitario significa ottenere un indicatore realmente adatto alla domanda presentata, con meno rischi e maggiore chiarezza.
Riassumendo
- ISEE ordinario e ISEE universitario hanno finalità diverse e non sono tra loro intercambiabili.
- L’ISEE ordinario serve per bonus e prestazioni sociali generiche.
- L’ISEE universitario è richiesto per tasse, borse di studio e servizi universitari.
- La principale differenza riguarda la composizione del nucleo familiare dello studente.
- L’autonomia dello studente incide sull’inclusione o meno dei genitori nel calcolo.
- Usare l’ISEE corretto evita errori, ricalcoli e perdita di agevolazioni.