Il 2026 porta con sé l’aggiornamento rilevante per il settore del lavoro domestico. L’INPS ha, infatti, definito i nuovi parametri contributivi, tenendo conto dell’andamento dell’inflazione e delle misure già previste dall’ordinamento. Il quadro che emerge (Circolare n. 9/2026) riguarda sia i datori di lavoro sia i lavoratori impiegati come colf, badanti e assistenti familiari, con effetti diretti sui versamenti dovuti durante l’anno.
Contributi lavoratori domestici 2026 e aggiornamento degli importi
Il sistema contributivo applicabile al lavoro domestico viene rivisto annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Per il 2026 l’adeguamento tiene conto di un incremento pari all’1,4%, percentuale che incide sulle basi di calcolo dei contributi previdenziali e assicurativi. Questo meccanismo consente di mantenere allineati gli importi versati al valore reale delle retribuzioni.
I contributi lavoratori domestici 2026 risultano, quindi, aggiornati per tutte le tipologie di rapporto, senza modificare l’impianto generale della contribuzione. Restano valide le fasce di retribuzione oraria e i criteri di suddivisione tra le diverse componenti previdenziali e assistenziali. L’obiettivo rimane quello di garantire una copertura completa, includendo pensione, disoccupazione, maternità e tutela contro gli infortuni.
Si ricorda anche che l’INPS ha diramato le aliquote per la gestione separata 2026 (Circolare n. 8/2026).
Esoneri contributivi e aliquote ridotte confermate
Nel nuovo assetto contributivo viene confermata la continuità degli esoneri già previsti dalla normativa vigente. In particolare, continuano ad applicarsi le agevolazioni introdotte dalla L. 388/2000 e dalla L. 266/2005, che incidono sulla misura complessiva dei versamenti dovuti. Per i datori di lavoro soggetti al contributo CUAF resta operativa l’aliquota ridotta per l’assicurazione contro la disoccupazione.
Queste misure hanno l’effetto di contenere il costo del lavoro domestico regolare, favorendo la permanenza dei rapporti dichiarati. Anche nel 2026, quindi, i contributi lavoratori domestici 2026 si inseriscono in un quadro di equilibrio tra sostenibilità economica e tutela previdenziale. Va inoltre ricordato che il contributo CUAF non è richiesto nei rapporti ammessi tra coniugi e tra parenti o affini conviventi entro il terzo grado, come stabilito dalle regole già in vigore.
Rapporti a termine e contributo addizionale
Una disciplina specifica riguarda i contratti di lavoro domestico a tempo determinato. Per queste tipologie continua a essere dovuto il contributo addizionale pari all’1,40%, posto interamente a carico del datore di lavoro. Tale maggiorazione viene calcolata sulla retribuzione imponibile convenzionale e rappresenta un onere aggiuntivo rispetto alla contribuzione ordinaria.
Sono esclusi dall’applicazione dell’addizionale i rapporti instaurati per la sostituzione di lavoratori assenti, ipotesi nella quale il legislatore ha ritenuto opportuno non penalizzare il ricorso al contratto a termine. Anche sotto questo profilo, i contributi lavoratori domestici 2026 mantengono una struttura già conosciuta, limitandosi ad aggiornare i valori economici senza introdurre nuove fattispecie.
Contributi lavoratori domestici 2026, pensioni e ripartizione dei versamenti
La circolare INPS richiama inoltre le disposizioni introdotte dalla legge di bilancio 2026 in materia di pensionamento. L’incentivo al posticipo dell’uscita dal lavoro viene esteso anche ai lavoratori dipendenti che maturano entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria.
Per l’anno in corso tali requisiti sono fissati in 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, con estensione anche a chi ha raggiunto i requisiti di Quota 103 entro il 2025.
Nel documento INPS sono indicati anche i contributi orari validi per tutto il 2026, suddivisi per fasce di paga e per tipologia di rapporto. Vengono inoltre precisati i coefficienti di ripartizione tra le varie gestioni: FPLD, ASpI, CUAF, maternità, INAIL e Fondo di garanzia TFR. Questo dettaglio consente di comprendere come i contributi lavoratori domestici 2026 vengano distribuiti tra previdenza, assistenza e assicurazione, confermando un sistema articolato ma stabile nel tempo.
Le scadenze di pagamento 2026
Per completezza informativa ricordiamo che il versamento dei contributi dovuti per colf e badanti non avviene in un’unica scadenza annuale, ma segue una ripartizione su base trimestrale. Questo sistema consente di diluire l’impegno economico nel corso dell’anno e di rendere più semplice la gestione degli adempimenti contributivi. Ogni anno è infatti suddiviso in quattro periodi, ciascuno collegato a una precisa finestra temporale di pagamento.
Il primo trimestre comprende i mesi di gennaio, febbraio e marzo, con contributi da versare entro i primi dieci giorni di aprile. Il secondo periodo, riferito ad aprile, maggio e giugno, prevede il pagamento tra il 1° e il 10 luglio. Per il trimestre estivo, che va da luglio a settembre, la scadenza è fissata tra il 1° e il 10 ottobre. L’ultimo trimestre, relativo ai mesi da ottobre a dicembre, si conclude invece con il pagamento da effettuare entro il 10 gennaio dell’anno successivo.
Va de se che entro il 12 gennaio 2026 andavano pagati contributi domestici del 4° trimestre 2025 (il 10 gennaio era sabato).
Riassumendo i contributi lavoratori domestici 2026
- Aggiornamento contributivo 2026 basato sull’aumento ISTAT dell’1,4% comunicato dall’INPS.
- Confermati esoneri contributivi previsti dalla L. 388/2000 e dalla L. 266/2005.
- Aliquota ASpI ridotta per datori soggetti a CUAF, con impatto sul costo complessivo.
- Contributo addizionale 1,40% applicato ai rapporti domestici a tempo determinato.
- Incentivo al posticipo pensionamento esteso dalla legge di bilancio 2026.
- Definiti contributi orari 2026 e criteri di ripartizione tra gestioni previdenziali e assicurative.