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Oggi: 08 Feb, 2026

Guida all’annullamento automatico di una cartella esattoriale

Ecco quando c'è l'annullamento automatico di una cartella esattoriale e cosa deve fare il contribuente per ottenerlo.
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cartelle esattoriali
Foto © Investireoggi

Partiamo dalle regole generali che impongono ad un contribuente per dovere legale, sociale e per senso civico, di pagare le tasse, le imposte e i tributi. Perché ciò che chiede lo Stato o un Ente bisogna pagarlo. A maggior ragione se si pensa alle conseguenze che un omesso pagamento può portare. Perché poi si arriva alle cartelle esattoriali e ancora dopo a ipoteche, pignoramenti e fermi amministrativi. Una volta che il debito diventa cartella, pagare è obbligatorio ancora di più. Perché perdurando il mancato pagamento, il debito aumenta di sanzioni e interessi oltre che dei diritti di riscossione del concessionario. Un modo differente per non pagare una cartella non esiste se la cartella è legittima.

Ma modi per l’annullamento automatico di una cartella ce ne sono.

Guida all’annullamento automatico di una cartella esattoriale

Si può ottenere l’annullamento automatico di una cartella esattoriale? La domanda se la pongono in molti, soprattutto in questi gironi in cui alla luce della nuova rottamazione delle cartelle appena entrata in vigore, molti contribuenti stanno cercando di mettersi in regola. La cartella esattoriale non è altro che quello strumento coercitivo con cui lo Stato impone ad un contribuente di pagare un debito che ha maturato per aver evaso una tassa, una imposta, un tributo o per non aver pagato una multa per esempio. Strumento coercitivo perché a differenza del debito maturato con l’Ente interessato, la cartella è di Agenzia delle Entrate Riscossione. Ed è il concessionario che ha il potere poi di passare a quelle procedure di esecuzione forzata prima descritte. Però non sempre la pretesa è lecita.

Ci sono casi di annullamento automatico delle cartelle esattoriali che si possono usare. E annullamento automatico significa che non bisognerebbe passare da un Giudice o non bisognerebbe avviare una vera e propria azione legale.

Azioni legali ok, ma a volte si può fare tutto in autotutela

Avviare azioni legali contro una cartella esattoriale e poi attendere i tempi lunghi della giustizia, anche amministrativa e tributaria, sono le cose che nella maggior parte dei casi spingono un contribuente a lasciar perdere con ricorsi e istanze. E sulle cartelle, soprattutto se sono di importo non rilevante, pochi vanno fino in fondo a verificare se sia effettivamente una cartella esattoriali da pagare o che potrebbe essere annullata.

Il ruolo del concessionario alla riscossione e quello dell’Ente creditore

In linea di massima c’è da considerare un principio. Ovvero che una cartella esattoriale nasce da un debito che un contribuente ha contratto con un altro Ente diverso dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. Per esempio, un bollo auto non pagato alla propria Regione, dopo diverso tempo può finire al concessionario alla riscossione diventando cartella. Ma se il bollo chiesto dalla Regione non era dovuto, l’Agenzia delle Entrate Riscossione non c’entra nulla. In questo caso andare dal concessionario a segnalare che il bollo non era dovuto o era stato già pagato, non serve. Bisognerebbe andare alla Regione, e a procedura completata, sarà la Regione a segnalare al concessionario che “si era sbagliata”. Annullando automaticamente la cartella esattoriale e quindi chiedendo all’Agenzia delle Entrate Riscossione lo sgravio nei confronti di quel determinato contribuente. Diverso il caso di cartelle viziate, sbagliate o che presentano errori atti a chiederne l’annullamento. Ma diverso è il caso adesso della regola dei 220 giorni. Perché come vedremo adesso, usando una semplice istanza da inviare al concessionario, questo è tenuto ad aviare con l’Ente creditore originario, una procedura che alla fine può portare all’annullamento automatico della cartella esattoriale.

Annullamento automatico di una cartella esattoriale se nessuno risponde al contribuente

Nel caso sopra citato, più che contestare la natura del debito, cioè l’evasione, si contesta la struttura della cartella e le modalità di notifica. Con una specifica istanza il contribuente ha il diritto di chiedere l’annullamento automatico della cartella esattoriale. E lo può fare con l’Ente da cui la cartella arriva, ovvero l’Agenzia delle Entrate Riscossione. Una istanza che non prevede l’uso di un legale e non prevede il responso di un Giudice. All’istanza in autotutela che deve inviare un contribuente, vanno allegate però le documentazioni da cui si evince la bontà della richiesta. Si tratta dei documenti che provano la veridicità della richiesta del diretto interessato.

L’operazione però andrebbe fatta per tempo. Infatti, il termine per presentare l’istanza è di 90 giorni a partire dalla data di notifica della cartella esattoriale. Una volta prodotta l’istanza, sarà cura dell’Agenzia delle Entrate Riscossione informare anche l’Ente da cui partiva il debito, dell’istanza stessa. Entro 220 giorni dalla data di invio dell’istanza, il contribuente ha diritto ad avere risposta. Se non arrivano comunicazioni in merito entro questo arco temporale, la richiesta del contribuente è data per buona. E la cartella esattoriale come dicevamo, ottiene l’annullamento automatico.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.