La Grecia è tornata a rifinanziarsi sui mercati, approfittando dell’abbondante liquidità nella prima parte dell’anno. Nella giornata di ieri, il Tesoro di Atena ha emesso il nuovo bond a 10 anni per l’importo di 4 miliardi di euro. La scadenza del 16 giugno 2036 (ISIN: GR0124042764) ha attirato ordini per ben 51 miliardi, il dato più alto di sempre. Si sono occupate del collocamento le seguenti banche: BNP Paribas, Bank of America, Deutsche Bank, Goldman Sachs, JP Morgan e Morgan Stanley.
Bond Grecia, caratteristiche salienti
Il nuovo bond della Grecia stacca cedola annuale lorda del 3,375% e ha esitato un prezzo di 99,196 per un rendimento lordo del 3,47%, a premio di soli 58 punti base sul tasso “mid-swap”.
Ad avere partecipato al collocamento sono stati 330 investitori internazionali, la platea più ampia di sempre nella storia ellenica. La data di regolamento per le sottoscrizioni è stata fissata per il 20 gennaio.
Visibilmente soddisfatto il ministro dell’Economia, Kyriakos Pierrakakis, che ha notato come sia stato importante recuperare il giudizio “investment grade” delle principali agenzie di rating, così da comprimere i costi. I bond della Grecia sono classificati BBB, BBB e Baa3 con outlook “stabile” in tutti e tre i casi da parte rispettivamente di S&P, Fitch e Moody’s. Per quest’anno sono attese emissioni per 8 miliardi di euro, leggermente superiori ai 7,6 miliardi di un anno fa. Serviranno a rimborsare il debito in scadenza.
Fattori di forza
Atene ha anche in mente di rimborsare debiti in anticipo rispetto alle scadenze per 8,8 miliardi. Disponeva allo scopo di 41,9 miliardi di euro di liquidità al 30 giugno scorso. Un importo che equivale a circa il 16/17% del Pil.
Per quanto il debito pubblico resti il più elevato in rapporto ad esso, dovrebbe essere già sceso ben sotto il 150% a fine 2025. E grazie a conti pubblici in ordine e tassi di crescita economica robusti, la discesa proseguirà anche nel 2026 e nei prossimi anni. D’altra parte, il 73% dello stock è in mano ai creditori pubblici europei, sfuggendo ai tassi di mercato. Elevata la durata media: 18,7 anni contro i 7 dell’Italia.
Anche la stabilità politica aiuta la Grecia in fase di collocamento dei bond sui mercati. Le tensioni interne appartengono al passato. Al timone del governo c’è dal 2019 il premier conservatore Kyriakos Mitsotakis, sotto la cui guida il Paese sta recuperando credibilità e affidabilità creditizia. Persistono alcune criticità. Per quanto in forte recupero, il Pil resta di quasi il 13% inferiore ai livelli raggiunti nel 2008. Anche in valore assoluto è ancora più basso. L’aspetto positivo è che dopo la pandemia nel 2020 c’è stata una crescita del 22%, ben superiore alla media dell’Eurozona del 12,6% nello stesso quinquennio.
Mercato di dimensioni ridotte
Investire nei bond della Grecia non assume più una valenza speculativa. Pensate che i rendimenti offerti sono inferiori a quelli italiani. L’unico rischio concreto dal quale guardarsi è la relativa scarna liquidità degli scambi. Come abbiamo precisato sopra, meno di un quarto del debito è in forma di titoli di stato.
Ci troviamo di fronte a un mercato inferiore ai 100 miliardi di euro, per forza di cose non molto tampinato dagli investitori, specie con rendimenti così bassi.
giuseppe.timpone@investireoggi.it