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Oggi: 12 Gen, 2026

Pensione nel 2026: tutte le vie d’uscita dopo la nuova Legge di Bilancio

La pensione nel 2026 cambia volto: stop alle misure sperimentali, restano regole ordinarie, APE sociale e nuovi incentivi al lavoro
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Foto © Investireoggi

La legge di Bilancio 2026 ha ridisegnato il quadro delle uscite dal lavoro, segnando una netta discontinuità rispetto agli anni precedenti. Con la nuova manovra non sono stati rinnovati diversi strumenti sperimentali che avevano ampliato la flessibilità in uscita. Dal 1° gennaio 2026 restano, quindi, attivi soltanto i canali ordinari di accesso alla pensione, affiancati dalla sola proroga dell’APE sociale. È utile fare chiarezza sulle regole oggi in vigore, distinguendo tra pensione di vecchiaia, pensione anticipata e misure dedicate a specifiche categorie.

Pensione di vecchiaia: requisiti confermati dal 2026

La pensione di vecchiaia mantiene criteri stabili anche nel 2026. L’accesso resta fissato al compimento dei 67 anni di età, insieme ad almeno 20 anni di contribuzione.

Non sono previste finestre di attesa: una volta maturati i requisiti, la pensione decorre senza rinvii temporali.

Per chi rientra integralmente nel sistema contributivo, però, è richiesto anche un importo minimo dell’assegno di pensione, che deve risultare superiore al valore dell’assegno sociale. In mancanza di tale soglia economica, l’uscita dal lavoro con la pensione di vecchiaia slitta a 71 anni di età, con almeno 5 anni di contributi effettivi.

Un aspetto rilevante riguarda l’eliminazione di una misura prevista dalla precedente manovra finanziaria, che avrebbe consentito di sommare la pensione obbligatoria con le prestazioni dei fondi pensione per raggiungere l’importo minimo richiesto. La legge di Bilancio 2026 ha cancellato definitivamente questa possibilità, mai diventata operativa.

Pensione anticipata e incentivi a restare al lavoro

La pensione anticipata “ordinaria” resta un canale centrale per chi ha alle spalle una lunga carriera contributiva. Per i lavoratori appartenenti al regime misto sono richiesti 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Per chi è nel sistema contributivo puro, invece, l’accesso alla pensione anticipata è possibile a 64 anni di età, con almeno 20 anni di contributi e un assegno pari ad almeno tre volte l’assegno sociale.

In entrambi i casi continua ad applicarsi la finestra mobile di tre mesi tra il raggiungimento dei requisiti e la decorrenza effettiva della pensione.

La manovra conferma anche l’incentivo al rinvio della pensione (c.d. bonus Giorgetti). I lavoratori dipendenti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2026 possono scegliere di continuare a lavorare rinunciare all’accredito dei contributi a proprio carico. In questo modo la quota contributiva non versata viene corrisposta direttamente in busta paga e non concorre alla formazione del reddito imponibile. Contestualmente, il datore di lavoro non è più tenuto a versare quella parte di contribuzione agli enti previdenziali.

Lavoratori precoci e APE sociale come tutela mirata

Un canale specifico di pensione anticipata che resta anche nel 2026 riguarda i lavoratori precoci. Questa categoria può accedere alla pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dal genere, sempre con una finestra mobile di tre mesi. La qualifica di lavoratore precoce spetta a chi ha versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni, risulta iscritto alla previdenza obbligatoria prima del 1996 e rientra in determinate condizioni di tutela individuate dalla normativa.

Accanto a questi strumenti ordinari, la legge di Bilancio 2026 ha prorogato l’APE sociale, che resta l’unica misura sperimentale attiva. Si tratta di un trattamento ponte finanziato dallo Stato, pensato per accompagnare alcune categorie fragili verso la pensione di vecchiaia. L’accesso è consentito a partire da 63 anni e 6 mesi di età, con almeno 30 anni di contributi.

Possono beneficiarne disoccupati a seguito di specifiche modalità di cessazione del lavoro, caregiver che assistono familiari da almeno sei mesi, invalidi civili con una percentuale pari o superiore al 74% e lavoratori impiegati in attività considerate gravose per periodi prolungati.

Pensione e assegno APE: importi, limiti e scadenze

L’APE sociale non è una pensione definitiva, ma un sostegno temporaneo. L’importo viene calcolato sulla base della pensione maturata al momento della domanda e viene erogato per dodici mensilità annue, con un limite massimo di 1.500 euro lordi. L’assegno non è compatibile con le indennità di disoccupazione e può essere cumulato solo con redditi occasionali da lavoro autonomo entro un tetto annuo di 5.000 euro.

Il pagamento dell’APE sociale prosegue fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia e ha natura assistenziale. Per accedere alla prestazione è necessario richiedere prima la certificazione del diritto entro il 31 marzo 2026 o, in alternativa, entro il 15 luglio 2026. È ammessa anche una domanda tardiva entro il 30 novembre, subordinata però alla disponibilità delle risorse stanziate.

Nel nuovo scenario delineato dalla legge di Bilancio 2026, la pensione torna quindi a poggiare soprattutto sui canali ordinari, con poche eccezioni mirate e una maggiore attenzione alla sostenibilità del sistema pensione.

La mancata proroga di Quota 103 e Opzione donna

Restando sul fronte della pensione anticipata, la legge di bilancio 2026 non ha prorogato Quota 103. Ossia quella forma di pensione che permette di uscire dal mondo del lavoro con 62 anni di età e 41 anni di contributi. Lo stop, dunque, di questa forma di pensionamento è a chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.

Allo stesso modo, la manovra non ha proroga Opzione donna, che, pertanto, ferma la sua corsa con l’edizione del 2025. Ad ogni modo, anche se non prorogati, sia Quota 103 che Opzione donna restano diritti cristallizzati.

Significa che una volta maturati i requisiti entro i termini previsti, sarà possibile lasciare il lavoro anche in anni successivi sfruttando queste strade.

Riassumendo la pensione nel 2026

  • La legge di Bilancio 2026 elimina le misure sperimentali, lasciando solo canali ordinari di pensione.
  • La pensione di vecchiaia resta a 67 anni con almeno 20 anni di contributi.
  • Per la pensione anticipata servono lunghi requisiti contributivi e una finestra mobile di tre mesi.
  • Confermati incentivi economici per chi sceglie di rinviare l’accesso alla pensione.
  • I lavoratori precoci possono andare in pensione con 41 anni di contributi.
  • L’APE sociale resta l’unico strumento ponte verso la pensione per categorie fragili.
  • Non prorogate Quota 103 e Opzione donna

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.