Vorresti ospitare rifugiati ucraini ma non hai soldi? Il modello inglese propone un bonus di oltre 400 euro al mese

Mentre il conflitto Russia-Ucraina va avanti, è sempre più impellente la questione dell'ospitalità dei rifugiati ucraini in fuga dal proprio paese

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Bonus e nuovi aiuti per contrastare gli effetti della guerra, il Governo prepara queste 2 misure

Mentre il conflitto Russia-Ucraina va avanti, è sempre più impellente la questione dell’ospitalità dei rifugiati ucraini in fuga dal proprio paese; nei vari paesi europei e non, si sta valutando la possibilità di  introdurre qualche incentivo per agevolare l’ospitalità dei rifugiati ucraini da parte della popolazione residente.

Ad esempio, in Gran Bretagna, sta per essere introdotto un sostegno economico per le famiglie che decidono di accogliere i cittadini in fuga dall’Ucraina. Nello specifico sarà previsto un bonus da 350 sterline, pari a  circa 420 euro mensili.  Il bonus dovrebbe essere riconosciuto per circa 6 mensilità.

La questione Russa-Ucraina

Ad oggi, sono 20 giorni che il conflitto tra Russia e Ucraina va avanti senza sosta. La guerra sul campo prosegue ininterrottamente, nonostante i vari tentativi di mediazione da parte della Francia e di altri paesi europei per arrivare al cessate il fuoco. I combattimenti non si sono arrestati neanche durante l’apertura dei c.d. corridoi umanitari.  A pagare le conseguenze sono i cittadini ucraini, le vere vittime di questa guerra. In fuga dal proprio paese, senza una meta precisa e soprattuto col dubbio se avranno mai la possibilità di tornare al proprio paese di origine.

A mostrare solidarietà nei confronti dei rifugiati ucraini è soprattuto la confinante Polonia. Ad oggi, giungono notizie che le capacità di accoglienza sono però al limite. Ora l’Europa chiede l’intervento degli altri paesi, Italia, Francia ecc.

Lo stato di emergenza in Italia

Il Consiglio dei ministri, tre settime fa ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per intervento all’estero in conseguenza degli accadimenti in atto nel territorio dell’Ucraina. Lo stato di emergenza è stato deliberato per tutto il 2022.

Come si legge sul sito del Governo, l’adozione del provvedimento è necessaria al fine di assicurare il concorso dello Stato italiano nell’adozione di tutte le iniziative di protezione civile. Anche attraverso la realizzazione di interventi straordinari ed urgenti a supporto delle operazioni di soccorso e assistenza alla popolazione interessata, interventi da svolgersi durante lo stato di emergenza.

Per tale primo intervento sono stati stanziati tre milioni di euro.

La volontà dello Stato italiano a dare supporto al popolo ucraino c’è. Vediamo come si articolerà nel concreto. Al di là del discorso sulla fornitura delle armi.

I possibili “bonus” per l’accoglienza

La dichiarazione dello stato di emergenza è il punto di partenza. Come detto in premessa, è sempre più impellente la questione dell’ospitalità dei rifugiati ucraini in fuga dal proprio paese; nei vari paesi europei e non, si sta valutando la possibilità di  introdurre qualche incentivo per agevolare l’ospitalità dei rifugiati ucraini da parte della popolazione residente. In Gran Bretagna, sta per essere introdotto un sostegno economico per le famiglie che decidono di accogliere i cittadini in fuga dall’Ucraina. Nello specifico, sarà previsto un bonus da 350 sterline, circa 420 euro mensili.  Il bonus dovrebbe essere riconosciuto per 6 mensilità.

La possibilità di introdurre un bonus per l’accoglienza dovrebbe essere valutata anche nel nostro paese.Vedremo se da qui a breve ci saranno novità in tal senso.

Teniamo a precisare che questa misura non sarebbe un “bonus per chi ospita rifugiati ucraini” in senso stretto del termine. Sappiamo che spirito della solidarietà è proprio la gratuità dell’aiutare il prossimo. Un animus donandi che non richiede ricompensa. Tuttavia è innegabile che il buon cuore non basta: chi fa fatica ad arrivare a fine mese difficilmente potrà permettersi, soprattutto per i primi giorni, di offrire vitto e alloggio ad altre persone. Questa quindi appare essere la ratio del bonus per l’accoglienza: permettere a chi arriva di “fare una vita normale” per quanto possibile e dall’altro lato a chi accoglie di concedere qualche comfort in più rispetto ai beni di primissima necessità.

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