Versamenti, prelievi e giroconti sul conto corrente: come evitare il controllo del Fisco

Evitare i controlli su versamenti, prelievi e giroconti bancari, effettuati dall'Agenzia delle Entrate è possibile, vediamo come.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Evitare i controlli su versamenti, prelievi e giroconti bancari, effettuati dall'Agenzia delle Entrate è possibile, vediamo come.

Versamenti, prelievi e giroconti sul conto corrente sono soggetti al controllo del Fisco, ma come fare per evitarlo?
Molte le operazioni bancarie che si eseguono con leggerezza, ma l’Agenzia delle Entrate effettua degli accertamenti sui conto correnti. E più delle volte il contribuente è chiamato a dare spiegazioni il perchè ha fatto un giroconto, un prelievo o un versamento, dove ha trovato la disponibilità per farlo, ecc…
Se il contribente non giustifica l’importo dell’operazione, il Fisco pocede con l’accertametneo fiscale, può procedere al recupero delle somme non tassate. Inoltre il contribuente è tenuto al pagamento delle sanzioni.
Vediamo come fare per evitare che scatti l’accertamento fiscale. La soluzione viene data da una recente sentenza della Cassazione n. 7259/2017

Versamenti, prelievi e giroconti sul conto corrente

Per evitare i controlli sui conto correnti bancari, la soluzione arriva da una recente sentenza della Corte di Cassazione n. 7259/2017. I giudici ricordano che in presenza di movimentazione bancaria in entrata o in uscita dal conto corrente, bisogna fornire la prova contraria e dare dovute spiegazioni. Scatta in questi casi una presunzione contraria al titolare del conto, il quale deve difendersi dando opportuni chiarimenti sulle operazioni effettuate.
Nel caso di giroconto, la prova è la stessa operazioni in quanto si evidenzia il conto di partenza e il conto di arrivo.
E’ diverso in caso di versamenti fatto allo sportello con denaro contante, questi sono maggiormente controllati, in quanto potrebbero derivare da operazioni non dichiarate (in nero).

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Versamenti, prelievi e giroconti: la decisione dei giudici

Per i prelievi effettuati in contanti da un conto e successivemente versati in contanti su un altro conto, l’accertamento fiscale può scattare, ma la Corte di Cassazione risponde di no. Vediamo perchè.

Secondo i giudici negli accertamenti bancari bisogna verificare le giustificazione fornite dal contribuente e contrastare la presunzione resa dall’ufficio. I giudici esaminano un caso in cui la somma è stata prelevata da un conto e versata dopo aver detratto delle spese per uso proprio sul conto bancario personale.
Secondo i giudici, spetta al contribuente giustificare i versamenti sul proprio conto, affermando che il versamento è dovuto da prelevamenti eseguiti su un conto, poi riversati su un altro. Giustificando che dal prelievo sono state trattenute delle somme per spese ordinarie dovute alle esigenze familiari e personali.

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Argomenti: News Fisco, Agenzia delle Entrate

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