Tassazione immobili all'estero e attività finanziarie nella Manovra Monti

La nuova tassazione si qualifica come una sorta di nuova imposta patrimoniale. Per evitare però la doppia imposizione fiscale, si può dedurre da ciò che è dovuto una somma pari all’ammontare dell’eventuale analogo tributo versato nello Stato in cui si trova l’immobile

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Alessandra Caparello

casa estero

L’onere di compilare il modulo RW indicando gli immobili all’estero ovvero le attività finanziarie estere , inserito dall’articolo 4 del Dl 167/1990, solo ultimamente ha cominciato a destare attenzioni, grazie soprattutto all’ultimo scudo fiscale, attuato con il Dl 78/2009, a cui consegue un progressivo inasprimento del trattamento sanzionatorio.

 

MANOVRA MONTI E GLI INVESTIMENTI ALL’ESTERO 

Il decreto 6 dicembre 2011, n. 201, il cosiddetto decreto “salva Italia” insiste nel dare importanza al monitoraggio fiscale. Infatti, come gli immobili situati in Italia verranno dal prossimo anno, sottoposti alla nuova Imu, la vecchia versione dell’Ici sulla prima casa per intenderci, per gli immobili detenuti oltre i confini nazionali che sono di proprietà di contribuenti fiscalmente residenti in Italia è prevista l’introduzione di un’imposta patrimoniale. (Manovra Monti maxiemendamento: Imu su immobili all’estero)
 

COMPILAZIONE MODULO RW: COSA ANDAVA INDICATO

Prima  che è entrato in vigore il Dl 78/2009, sullo scudo fiscale, gli investimenti all’estero di natura non finanziaria, tra cui gli immobili, devono essere indicati nell’apposito modulo RW solo nel periodo d’imposta in cui hanno prodotto redditi imponibili nel nostro paese. Prendendo il caso di  immobili situati all’estero, questi precedentemente dovevano essere indicati nel modulo RW in relazione al periodo d’imposta in cui sono stati locati ovvero erano stati oggetto di cessione imponibile nel nostro paese, o, se sottoposti a imposte sui redditi nello Stato estero.

 

QUADRO RW: COSA NON DOVEVA ESSERE INDICATO

Viceversa, non doveva essere indicato nel modulo RW il bene immobile situato in un Paese che non ne stabiliva la tassazione ai fini delle imposte sui redditi. Infatti, in questa ipotesi, l’immobile era considerato come non produttivo di redditi imponibili neanche nel nostro paese, ai sensi dell’articolo 70, comma 2, del Tuir. Così fino al periodo d’imposta 2008, gli investimenti all’estero dovevano essere indicati nel modulo RW solo quando avessero prodotto, nel periodo d’imposta di riferimento, redditi imponibili in Italia.

 

TASSAZIONE IMMOBILI ESTERO: COSA DICE LA NORMATIVA

Il modulo Rw ha una duplice finalità; da una parte fornire un quadro delle attività detenute all’estero, e dall’altra  quella di coadiuvare l’efficacia dell’azione di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, allo scopo di rendere maggiormente incisivi i presidi posti sia  a livello internazionale per tutelare il  corretto adempimento degli obblighi tributari. Già con la circolare 45/2010, e ancor prima con la circolare 43/2009, si è previsto che l’articolo 4 del Dl 167/1990, quando definisce gli investimenti all’estero da indicare nel modulo RW come quelli “ attraverso cui possono essere conseguiti redditi di fonte estera imponibili in Italia”, deve intendersi riferibile sia a fattispecie che effettivamente producono redditi imponibili in Italia, sia a ipotesi in cui la produzione di questi  redditi sia solo astratta o potenziale.

 

INVESTIMENTI ALL’ESTERO E DICHIARAZIONE DEI REDDITI 

Considerando queste istruzioni, risultano sottoposti all’obbligo di monitoraggio e controllo, le consistenze e anche i flussi riguardanti tutti gli investimenti all’estero, per valutare che se il contribuente consegua redditi esteri, anche successivamente, e che questi siano fiscalmente rilevanti nel nostro paese, tali redditi devono essere previsti in una delle categorie reddituali previste nel Testo Unico sulle imposte dei redditi. La potenzialità del bene di produrre un reddito rileva  non solo quando lo stesso bene produce in maniera effettiva un reddito, ma anche quando sussista la capacità produttiva di reddito che sia meramente potenziale e derivi dall’alienazione, dall’uso e dallo sfruttamento del bene, anche se non ci sia l’organizzazione d’impresa.

Così, a partire dalla denuncia dei redditi relativa al periodo d’imposta 2009, modello Unico 2010, i contribuenti devono in ogni caso indicare proprio nel modulo RW sia le attività di natura finanziaria, sia gli investimenti che hanno natura diversa tra cui gli immobili, le unità da diporto, gli oggetti preziosi e le opere d’arte, a prescindere dall’effettiva produzione di redditi imponibili nel periodo d’imposta.

 

IMPOSTA IMMOBILI ALL’ESTERO: DECRETO SALVA ITALIA INTRODUCE TASSA DELLO 0,76%

Il decreto salva Italia, diventato legge, si sofferma, fra le altre misure sugli investimenti immobiliari oltreconfine, perché si prevede l’introduzione di un’ imposta, della misura dello 0,76% sul valore degli immobili detenuti all’estero a titolo di proprietà o di altro diritto reale da soggetti residenti in Italia. Una misura dell’imposta commisurata in proporzione alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali lo stesso possesso si è prolungato. Una sorta di Imu estera in altre parole.
La norma di riferimento è l’articolo 19, comma 15, che prevede tra l’altro che il valore da considerare come base imponibile sia rappresentato “dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile”. Sarà pertanto sufficiente usare il rogito notarile per stabilire l’importo su cui si applica l’aliquota dello 0,76 per cento. Tuttavia può sorgere il problema della doppia imposizione, ossia il caso di  immobili già assoggettati a imposta patrimoniale nello Stato estero. Per evitare questo fenomeno, sempre l’articolo 19, al comma 16 offre la possibilità di dedurre “fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui è situato l’immobile”.

 

MONITORAGGIO FISCALE BENI ALL’ESTERO: ENTRATA IN VIGORE DELLE NUOVE DISPOSIZIONI 

E’ dal periodo di imposta in corso, il 2011 che si prevede l’avvio del monitoraggio fiscale sui beni che rientrano in queste disposizioni previste dalla manovra salva Italia.

In particolare si sottolinea da ultimo come in precedenza, prima cioè degli interventi previsti dal Dl 201/2011, era previsto l’investimento immobiliare, nonostante fosse d’obbligo compilare il quadro RW del modello Unico, aveva rilevanza in termini reddituali solo quando risultasse effettivamente una fonte produttiva di reddito. Solo in questa ultima ipotesi era d’obbligo la compilazione, in tal caso nel quadro RL, sempre del modello Unico, con il regime fiscale di riferimento.

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  1. AM 24 dicembre 2011

    In base ad indagini campionarie pare che alcune centinaia di migliaia di immigrati con residenza (e talora cittadinanza) in Italia possiedono immobili nei paesi di origine. Sinora tuttavia assai pochi sono quelli che hanno compilato il Quadro RW nella dichiarazione annuale. Cosa intende fare il governo? Offrire una scudo speciale? Ma ci crederanno dopo la tassa sui capitali scudati? Fare accertamenti all’estero? Pare difficile anche per gli immobili posseduti da italiani autoctoni. Evviva l’equità dello Stato!

  2. HR 28 dicembre 2011

    ci sono anche dei paesi con i quali l’Italia ha degli accordi internazionali per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali come con la Croazia ad esempio… LEGGE 29 maggio 2009, n. 75
    dove questo questa manovra è in netto conflitto con l’accordo. come la mettiamo?

    l’articolo 6 prevede:

    REDDITI IMMOBILIARI

    1. I redditi che un residente di uno Stato contraente ritrae da beni
    immobili (inclusi i redditi agricoli e forestali) situati nell’altro
    Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato.
    2. L’espressione “beni immobili” e’ definita in conformita’ della
    legislazione dello Stato contraente in cui i beni sono situati.
    L’espressione comprende in ogni caso gli accessori, le scorte morte o
    vive delle imprese agricole e forestali, i diritti ai quali si
    applicano le disposizioni del diritto privato riguardanti la
    proprieta’ fondiaria. Si considerano altresi’ “beni immobili”
    l’usufrutto dei beni immobili e i diritti relativi a pagamenti
    variabili o fissi per lo sfruttamento o la concessione dello
    sfruttamento di giacimenti minerari. sorgenti ed altre risorse
    naturali. Le navi, i battelli e gli aeromobili non sono considerati
    beni immobili.
    3. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano ai redditi derivanti
    dalla utilizzazione diretta, dalla locazione o da ogni altra forma di
    utilizzazione di beni immobili.
    4. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 3 si applicano anche ai redditi
    derivanti da beni immobili di un’impresa nonche’ ai redditi dei beni
    immobili utilizzati per l’esercizio di una professione indipendente.

  3. Paolo 29 dicembre 2011

    Scrivo in merito alla decisione che il governo Monti ha preso relarivamente alla tassazione dei beni immobili posseduti all’estero. Nonostante la necessità di contribuire al risanamento dei conti pubblici non sarà sfuggito a Monti che in Istria e Dalmazia molti italiani hanno beni immobili ereditati più che acquistati. Tali beni sono vestigia della nostra origine ed appartenenza più che il tentativo di speculare esportando capitali. Ci sono frequenti casi di mancato accordo tra eredi, per non parlare dei beni che dovrebbero essere restituiti agli esuli dopo gli espropri titini. Queste diffuse situazioni portano alla paradossale conseguenza di dover pagare per beni di cui non si ha la piena disponibilità. Per la maggior parte di questi beni non esiste un contratto di compravendita perchè ereditati e la stima del valore commerciale (variabile nel tempo, anche stagionalmente) va fatta da periti che non lavorano gratis. Aggiungiamo la difficoltà per la non conoscenza della lingua locale. Ottenere quel documento può essere molto costoso. Spero che il governo Monti si ravveda ed esenti dal pagamento gli immobili posseduti da italiani nei territori ex italiani di Istria e Dalmazia. :(

  4. Stefano Fiorentini 29 dicembre 2011

    La convenzione con la Croazia prevede la tassazione nello Stato in cui gli immobili si trovano, ma non dice che possono essere tassati soltanto lì; quindi, consente la tassazione anche nello Stato di residenza del proprietario, salvo il credito d’imposta.
    Solo alcune convenzioni stabiliscono la tassazione esclusiva nello Stato in cui gli immobili si trovano.

  5. Marco 29 dicembre 2011

    Nel 2005 ho acquistato casa a Budapest per un valore di circa 60 mila euro. Casa dove adesso vivo a tempo pieno come “prima casa” e in Italia non produco redditi superiori agli 8 mila euro. Devo lo stesso fare la dichiarazione dei redditi e dichiarare questa casa nel modello Rw???

  6. Elena 29 dicembre 2011

    Stefano Fiorentini, lei ha detto che “solo alcune convenzioni stabiliscono la tassazione esclusiva nello Stato in cui gli immobili si trovano”. Saprebbe dire quali di preciso? Intendo, con quali Stati? Grazie.

  7. Paolo Cerutti 5 gennaio 2012

    Ho comperato una casa in Francia l’anno scorso. L’utilizzo per fare tre settimane di vacanza all’anno. Ho pagato per il 2011 già 2 tasse molto salate che sono la taxe fonciere e la taxe d’abitation. Non sono la patrimoniale che si applica solo oltre a una certa soglia superiore al valore di una casa ma sono le tasse sulla casa che si pagano in Francia. Sono piu’ salate che in Italia. Ora aggiungere questa tassa sull’estero é solo PUNIRE chi ha comperato una casa all’estero rispettando tutte le regole. Ma perché bisogna punirci? Lo sa il professore Monti che le tasse pagate in Francia sono già abbastanza e che non hanno niente a che vedere con LA TASSA PATRIMONIALE. Almeno faccia detrarre anche queste 2 tasse che invece tutti devono pagare e cioé la tax fonciere e la taxe d’habitation. Secondo me a forza di frequentare BERSANI e CAMUSSO Monti si é fatto tirare troppo per la giacca e sta rovinando gli italiani che lavorano e che risparmiano.

  8. Daniel 11 gennaio 2012

    Anch’io come il signore ho pagato la taxe foncière e la taxe d’habitation per la proprietà di un monolocale a Parigi (non in zona centrale)e vi posso assicurare che non è poco, sono quasi 600 all’anno euro per un 28 metri quadri e spero proprio che questa somma sia detraibile,in quanto andrebbe ad aggiungersi ai 1400 euro che dovrei pagare con questa nuova tassazione. Questa aliquota dello 0,76 che si applica sul valore dell’immobile è assurda, si rendono conto, questi che hanno partorito questa tassa, che per un 28 metri quadri andro’ a pagare 2000 euro all’anno, anche perché non credo che a Roma la stessa tipologia di appartamento pagherebbe questa somma.

  9. sandro 11 gennaio 2012

    Complimenti al governo Monti per l’equità !!
    Beninteso : sono disponibile a fare i sacrifici che tutti gli italiani dovranno fare ma non ho intenzione essere truffato dal fisco pagando quattro o cinque volte ciò che pagano coloro che possiedono una seconda casa ma in Italia.
    Sono stupefatto del dilettantismo e superficialità con cui è stata studiata la patrimoniale sugli immobili posseduti all’estero quasi fosse una colpa da espiare massacrati dal fisco.
    Ci sono indubbi e numerosi profili di incostituzionalità nel testo di legge senza tener conto della marchiana leggerezza della prima stesura con cui si ignoravano semplicemente le leggi contro le doppie imposizioni stipulate tra gli Stati ( non è possibile tassare 2 volte lo stesso bene ad opera di entrambi gli Stati) ; in extremis è stata inserita la previsione di dedurre dalla patrimoniale italiana l’imposta pagata allo Stato estero.
    Ecco esempi di anticostituzionalità della norma considerato che viola palesemente l’eguaglianza tra i contribuenti con tassazioni differenti sullo stesso bene:
    1) Diseguaglianza tra contribuenti italiani che hanno comprato il bene all’estero in epoche diverse :
    Chi ha acquistato una seconda casa all’estero magari 20 anni fa paga una imposta irrisoria rispetto a chi ha acquistato magari lo stesso immobile l’anno scorso magari gravato da un bel mutuo, considerato che il parametro è il valore di rogito !
    2) Diseguaglianza tra contribuenti italiani con tassazione per annualità differenti a seconda del paese di acquisto dell’immobile :
    Chi ha acquistato una seconda casa all’estero paga l’imposta già per l’anno 2011 mentre chi ha acquistato un immobile in Italia viene tassato per l’anno 2012 (il fatto non è irrilevante perché se l’immobile viene ceduto ad esempio il 1 gennaio 2012 chi ha comprato l’immobile all’estero paga comunque mentre chi aveva comprato l’immobile in Italia non paga nulla )
    3) Diseguaglianza tra contribuenti italiani che anno acquistato un immobile analogo e di pari valore ma in stati diversi ovvero in Italia e all’estero :
    Chi ha acquistato una seconda casa all’estero paga l’imposta sul valore di rogito mentre chi ha acquistato un immobile in Italia viene tassato sul valore catastale che può differire moltissimo dal valore di rogito che comunque poteva essere base di tassazione salvo poi risolvere il problema evidenziato al punto 1.
    Un esempio :
    A) Alloggio di 40 mq circa acquistato ad Alassio (Liguria) :
    Rendita catastale immobile (civile abitazione) categoria A/2 = 206,00 x 2,5 (vani catastali) x 1,60 x 100 (rivalutazione) = 82.400,00
    Valore di rogito ( se siete fortunati) = 400.000,00
    Imposta = 82.400,00 x 0,76% = euro 626,00
    B) Alloggio di 40 mq circa acquistato a Mentone ( Francia – 3 chilometri dal confine ) :
    Valore di rogito = 400.000,00
    Imposta = 400.000,00 x 0,76% = euro 3.004,00 !!!
    … che bella equità !!!
    La soluzione è banale : tassare gli immobili all’estero in base alla rendita catastale di un immobile analogo situato in Italia sottraendo l’imposta che è stata pagata all’estero.

  10. giuseppe 14 gennaio 2012

    ho una badante per mia madre in regola per 3 ore al giorno e per la quale pago regolarmente i contribui. Poichè vuole lavorare solo 5 mesi e poi rientare in Polonia dove ha una casa di proprietà e dove è residente e paga le relative tasse, desidero sapere se l’imposta sugli immobili all’estero compete anche a lei. grazie

  11. patrizia 18 gennaio 2012

    concordo pienamente col sig. sandro e tutti gli altri. nel 2010 ho acquistato un appartamento in croazia, con una vita di risparmi miei e di mio marito, ambedue dipendenti, e quindi con denaro risparmiato e già tassato ampiamente in italia e un mutuo stipulato in italia , del quale pago le rate e che non mi posso neppure scontare perchè ovviamente non è prima casa …… credo proprio sia il caso di dire governo ladro

  12. Duilio 19 gennaio 2012

    Io ho acquistato un appartamento in Croazia nel 2009 e mi unisco agli altri per dire che tutta questa storia è veramente una grande schifezza.
    Detto questo vorrei sapere se qualcuno è a conoscenza se si sta promovendo una qualche azione contro questo palese sopruso che non è certo degno di un paese cosi detto “democratico”, perchè si sta parlando comunque di immobili acquistati seguendo tutte le regole e con denari su cui sono stati pagati tutti i balzelli possibili ed immaginabili, e veniamo trattati come se fossimo dei delinquenti.

  13. Alberto 20 gennaio 2012

    Caro Duilio, purtroppo non ho notizia di azioni congiunte contro questa ingiustizia, ma nel caso sono pronto a unirmi e far sentire la nostra voce.
    E’ assurdo che gente pagata e che si fa chiamare “tecnico” abbia potuto attuare non solo una grande ingiustizia, ma un grossolano errore.
    Sono pronto a pagare, ma al pari di chi possiede una seconda casa in Italia, non 8 volte di più!!!!
    Esiste una regola di vita civile che impedisce di annientare la capacità di rendita di un investimento…forse al caro Prof. monti è sfuggito anche questo….

  14. ermy 27 gennaio 2012

    anch’io sono pronto a unirmi al coro contro questa ingiustizia.

  15. Max 29 gennaio 2012

    Condivido. Idem come sopra

  16. bretonne 29 gennaio 2012

    Anch’io ho comprato un piccolo appartamento in Bretagna (Francia) con danaro tracciabile (non in contanti), pagando tutte le tasse previste e dichiarando l’acquisto al fisco italiano.
    L’ho fatto non perché sono ricca, ma al contrario perché in Italia con la stessa somma non ci compravo neanche un box auto.
    Ovviamente prima dell’acquisto avevo fatto i miei conti sulle tasse che avrei pagato, in base alla storica convenzione fiscale franco-italiana.
    Invece ora, di puno in bianco, mi trovo ad essere doppiamente tassata, più che se avessi una villa a Portofino!
    Sono un avvocato, e condivido tutte le considerazioni fatte nei post precedenti: questa imposta é assurda ed ingiusta, e si pone in contrasto con norme costituzionali e comunitarie. Per quanto mi riguarda, intendo contestarla a qualsiasi livello, e mi auguro che saremo in tanti a farlo !

  17. luca 30 gennaio 2012

    gentili signori,

    siamo tutti nella stessa barca, perchè non organizzarci contro qesto sorpruso? Agli italiani ci stanno facendo immaginare come dei delinquenti evasori solo perchè abbiamo deciso di comprare una proprietà all’ estero, chi per vacanze chi per investimento e chi per tutelare i propri risparmi in quanto non più sicuro dell’ economia del proprio paese ( come il sottoscritto).Per nascondere una cattiva politica baata sullo sperpero stanno colpendo noi piccoli, quando coloro che dovrebbero pagare non lo fanno ( classe politica, multinazionali con società offshore )
    ps lo sapete che il 40% dell’ elusione/evasione italiana è a milano? non perchè i milanesi siano dei delinquenti ma perchè vi è la sede delle maggiori multinazionali che trasferiscono i propri utili nei paesi con tassazione a tasso vicino allo 0.

  18. ermy 30 gennaio 2012

    Caro Luca e chiunque altro legge questo messaggio. Due utenti mi hanno già contattato per lo stesso problema, quindi al momento siamo in 3 (e solo ieri ho condiviso la mia email). Rinnovo il mio invito a contattarmi su [email protected]

    Per la cronaca, a giorni intendo aprire un blog affinchè possiamo riunire quante più persone possibile e iniziare un class action o qualcosa del genere visto che a occhio e croce questa tassa è incostituzionale e iniqua.

    Spero mi scriviate in molti…passate parola.

  19. cristina 7 febbraio 2012

    Cari amici

    ho una casa in Francia e dovrei pagare una tassa 10 volte quello che paga chi ha comprato 20 anni fa la stessa casa

    in piu’ ho anche il mutuo

    dove e’ l’equita’ di questa legge’?

    uniamoci tutti per contestare questa legge che anche in EUROPA sembra incostituzionale
    .

  20. luisa 8 febbraio 2012

    ritengo che pagare un’ IMU EQUA (e al netto delle tasse locali) sulle case detenute dai CITTADINI italiani all’estero potrebbe essere giusto. Non capisco come si possa
    far pagare a un cittadino straniero senza cittadinanza che viene per lavoro.
    Al limite si dovrebbe tenere conto del valore della casa ed eventuali investimenti da lui posseduti all’estero nel momento in cui chiede contributi e agevolazioni.
    Comunque se intendi proseguire nella contestazione dai ampio rilievo perché così come è fatta la legge anch’io la contesto

  21. Nafta 8 febbraio 2012

    Pago regolarmente le imposte sulla mia casa in Inghilterra secondo il trattato di doppia imposizione (Pallanza ’88).Vorrei tanto poter capire bene le normative scritte sopra ma e proprio dificile per uno straniero (anche se vivo in Italia da tanti anni)
    QUADRO RW: COSA NON DOVEVA ESSERE INDICATO – lo leggo e rileggo ma mi sfugge il significato! AIUTO!

  22. ermy 10 febbraio 2012

    In 10 giorni abbiamo già riunito 10 persone tra cui un commercialista con diversi clienti nella nostra stessa condizione, e un avvocato la quale ha offerto il patrocinio gratuito per un’eventuale azione legale di massa contro questa tassa assurda.

    Abbiamo quindi creato un blog per riunire quante più persone possibile per contrastare l’iniquità di questa imposta.

    Il nostro avvocato ha già postato un articolo molto interessante. Invito tutti ad unirsi a noi, andate su: http://immobiliestero.blogspot.com/

    A presto

  23. IBATICI VASCO 5 marzo 2012

    Mi unisco al coro di proteste per il pagamento dell’imu su immobili posseduti all’estero: ho un piccolo appartamento di 34 mq. a Nizza e pago gia’ taxe fonciere e taxe d’abitation….credo quindi di assolvere in pieno e regolarmente al pagamento delle tasse nel paese dove si trova l’immobile.
    Che significato ha riprendere lo stesso immobile dall’Italia e ricaricarlo di tasse?
    Sono esterrefatto e sto gia’ pensando di vendere la mia piccola proprieta’ che ha il
    solo torto di essere il frutto di anni di lavoro e risparmi, ma soprattutto il luogo
    per passare periodi dell’anno ora che sono pensionato. Il governo Monti ci vuole
    obbligare a pagare le strutture alberghiere? E’ uno schifo! 😡 😡

  24. monti mariella 7 marzo 2012

    sapete cosa sono arrivata a pensare e probabilmente a fare?andare con mio marito a lavorare in francia e togliere la residenza dall’italia cosi’ la ns casa la’ diventa prima abitazione e cosi’evitiamo legalmente di pagare l’ivie.non si rendono proprio conto!!

  25. MAS 12 marzo 2012

    Egregi
    concordo con molti di voi; anch’io ho un monolocale a Paris, dichiarto nel modello Rw e per il quale pago taxe fonciere.
    Credo che dovremo associarci per fare fronte comune e promuovendo un ricorso. 😡

  26. carolina 14 marzo 2012

    uniamoci per promuovere un ricorso
    di tutte le mazzate che stiamo subendo questa e’ la piu’ ingiusta e anticostituzionale
    perche’ per lo stesso immobile i cittadini dovrebbero pagare tasse completamente differenti in base a come e quando e’ stato ac quistato e di gran lunga superiori a quelle che per un immobile dello stesso valore pagherebbero in Italia
    BELL’UNIONE EUROPEA!!!

  27. fd 21 marzo 2012

    Sono francese e vivo in Italia. Mia madre ha fatto donazione del suo appartamento a me e i miei fratelli. Finchè ci abita, paga lei le tasse. In Francia la casa non fa reddito, dunque i miei fratelli non la dichiarano e non ci pagano nessuna tassa.
    Io dovrei pagare una tassa, solo perchè fiscalmente residente in Italia. Mi sembra paradossale….

  28. Enrico 5 aprile 2012

    Io, da anni, vivo in Romania dove possiedo 3 appartamenti (che mi sono costati quanto o forse meno di un Box Auto a Milano). Per essi pago, al comune, una tassa di circa 80 euro annui. Due di essi sono affittati, ed io ne dichiaro il canone in Italia, nell’altro vivo.
    Ora, con questa nuova “IMU” dovrei pagare (circa) 10 volte in Italia quello che pago in Romania.
    La soluzione? La sto valutando con un commercialista ed un direttore della locale Agenzia delle Entrate: aprire una SRL (di diritto rumeno) a cui donare i miei immobili. Tanto con 100 euro se ne può aprire una…
    Considerando tasse, imposte, registri, commercialista e quant’altro risparmierei ancora rispetto al pagare l’IMU e, ciliegina sulla torta, dovrei dichiarare in Italia solamente quegli importi che porterei a dividendo, detraendo quindi le spese di amministrazione, non l’ammontare dei canoni di affitto per intero.
    Credo che la disonestà intellettuale di questo governo alla fine gli si ritorcerà contro…

  29. ezio 14 aprile 2012

    se una straniera nazionalizzata italiana (per via del matrimonio) compra una casa nel suo paese di origine, oltre a pagare tasse nel suo paese perchè dovrebbe pagare IMU in italia? Premetto che la casa non porta reddito.

  30. cceilia 20 aprile 2012

    ciao Bretonne,
    hai capito se al fine di ottenere il credito di imposta possiamo considerare la somme di taxe fonciere e taxe d’habitation?
    grazie

  31. bgp46 30 aprile 2012

    Egr. sig. Monti,visto l’acume e l’intelligenza :roll: che La contraddistingue :( gradire di essere messo a conoscenza x quale bieca e becera manovra dovrei pagare in Italia una patrimoniale sulla casa che ho ereditato dalla buon’anima di mia madre in Croazia…….. e sapere se posso portare in detrazione in Italia le spese x ristrutturare l’immobile visto che si trova in pessime condizioni.
    Tanto Le dovevo 😡 [email protected]
    Ben venga una Class Action…… ma x toglierceli Tutti dai T——-I

  32. Mauro 2 maggio 2012

    Questo individuo che ci governa, messo in poltrona dai politici per fare il gabelliere, dopo aver a lungo sbandierato la parola equità non ha saputo far altro che mettere le mani su casa e pensioni.
    Ma almeno, essendo un tecnico, ci si aspettava che lo facesse con raziocinio e con un minimo di chiarezza: tutto il contrario, mai visto un bailamme del genere.
    La settimana scorsa ulteriore modifica alla legge per il calcolo dell’imposta sulle case al’estero che dovrebbe essere ora basato sul “valore catastale come determinato e rivalutato nel Paese in cui l’immobile è situato”.
    E come si perviene a questo valore catastale? Ad esempio in Francia, per la tax foncière (patrimoniale) esiste un valore “base”, esplicitato nella cartella e che non è il valore catastale, sul quale viene calcolata l’imposta. Allora come ci si deve regolare? Visto che il caos regna sovrano, saranno i contribuenti a dover trovare una soluzione logica?

  33. rita 3 maggio 2012

    ho un pccolo “studio” in Francia, per la nuova patrimoniale mi regol come segue
    taxe habitation E 451 valore catastale E 60.000 (cioè il minimo a cui posso rivendere lo “studio” senza incorrere nell’ipotesi di acquisto da parte del comune francese che scatta qualora venga dichiarato un ammontare troppo basso)
    E 60.000 x 0,76% E 455 quindi pari all’imposta già pagata in Francia, quindi niente è dovuto.
    rita

  34. Mauro 3 maggio 2012

    La tassa cui fare riferimento è la tax foncière (patrimoniale) che è sempre a carico del proprietario dell’immobile mentre la tax d’habitation è a carico di chi lo abita (se il tuo studio fosse affittato la pagherebbe l’affittuario).
    Quindi occorre capire su quale base calcolare l’imposta Monti e poi sottrarre quanto versato per la tax foncière.

  35. Mariella 5 maggio 2012

    Ciao a tutti,
    anch’io sono proprietaria di un piccolo appartamento in Francia e sto cercando di
    capire come calcolare l’ivie, in particolare nel rogito non vedo scritto da nessuna parte il valore catastale dell’immobile. Sapete dirmi dove trovare questo valore?
    Grazie

  36. Gorgio 6 maggio 2012

    ……verifica l’imposta foncière su quale base viene versata…..

  37. Gorgio 6 maggio 2012

    ……….. poi godere del credito di imposta pagata in FRANCIA …….

  38. Gorgio 6 maggio 2012

    … verifica ……. esenzione euro 200,00. per intero anno
    I.V.I.E su base catastale 0,76 % per Paesi UE e SEE
    Altri Paesi ed in in mancaza sul costo di acquisto o di perizia………

    T. habitation non si deduce.
    Se immobile ha reddito … si dichiara quadro nel RL
    Credito imposta = T. Foncière pagata non rimborsabile quadro RC
    dall’anno 2009 costo acquisto RW
    ” potenzialità di produrre reddito”

  39. Daniel 9 maggio 2012

    anch’io ho un monolocale a Parigi e ho provato ad applicare lo 0,76 al valore catastale riportato sulla taxe foncière e bella sorpresa, andro’ addiritura a pagare di piu’ che facendo il calcolo sul valore di rogito, già molto alto in quanto acquistato appena 2 anni fà. Come ti giri giri ci devono spremere e basta, soprattutto perché questa tassa è di una assurdità incredibile….

  40. clarissa 10 maggio 2012

    non potremmo fare una class-action contro questa assurda e ingiusta tassa.

  41. Paolo 11 maggio 2012

    Vorrei sapere se esiste una patrimoniale brasiliana sugli immobili siti in Brasile in modo che l’eventuale pagamento possa dare luogo al credito di imposta sulla patrimoniale 0,765 da pagarsi in Italia.

  42. Francesco 11 maggio 2012

    In Francia il fisco invia un modulo dove, alla colonna Commune, indica un valore denominata ”base” sul quale vengono calcolate le varie aliquote ( Commune-Departement-Taxe speciale d’equipement-taxes ordures menageres)la somma di questi parziali diventa il totale da pagare.
    Fino a questo punto è tutto abbastanza chiaro ma:
    – la base ( paragonabile alla rendita catastale Italiana) è molto alta perchè le aliquote sono basse.
    Se rivalutiamo la ”base” Francese moltiplicando per i coeff. Italiani (105 e 160)otteniamo un valore pazzesco che è superiore al valore di realizzo dell’immobile sul mercato. Esempio: un appartamento di 5o mq in Italia potrebbe pagare € 800 ca. con il calcolo Italiano in Francia € 2400 ca.
    E’ possibile? Meglio vendere subito, andare in Hotel e spendere tutto il capitale!!
    Francesco.

  43. Teresa 12 maggio 2012

    Condivido appieno i vostri sfoghi contro questa tassa che penalizza chi ha deciso di tutelare al meglio il proprio capitale investendolo fuori dal paese. Ma il problema è che nel momento in cui dichiari nella dichiarazione dei redditi la proprietà estera, come fai a sottrarti all’Imu dello 0,76%? Forse possono evitare di pagarla tutti coloro che non l’hanno dichiarata allo stato italiano e che adesso più che mai staranno ben attenti dal farlo per non pagare more salatissime per tutti gli anni passati. Alla fine ci fai un pensierino e tuo malgrado la metti in vendita.

  44. ER 12 maggio 2012

    Si Clarissa, la class action e’ possibile. Vai su http://immobiliestero.blogspot.it/

  45. ER 12 maggio 2012

    Invito tutti a visitare il sito http://immobiliestero.blogspot.it/

    Stiamo promuovendo un’iniziativa di massa per contrastare quest’ignobile imposta che va contro i piu’ semplici principi costituzionali e comunitari.

    Vi aspettiamo

  46. Mauro 17 maggio 2012

    Come noto l’IVIE è stabilita nella misura del 0,76% del VALORE DELL’IMMOBILE.
    Secondo l’ennesima versione del 26 aprile 2012 “per gli immobili situati in Paesi appartenenti all’Unione Europea il valore è quello catastale come determinato nel Paese in cui l’immobile è situato….”.
    Ma Monti si è chiesto come si perviene a questo valore catastale?
    Nel caso della Francia la taxe foncière è calcolata su una “base d’imposition” indicata BASE nel prospetto dell’imposta: ed è a questa che si applica la percentuale stabilita da comune, comunità dei comuni e dipartimento. A titolo esemplificativo, se la base è 2000 e la percentuale complessiva 60% la tax foncière risulta 2000 x 0,60 = 1200.
    Ora, per applicare l’ennesima gabella Monti, occorre risalire al valore dell’immobile. Come? Moltiplicando la base per un coefficiente? Quale?
    Se si usasse il moltiplicatore italiano (160 ?) il valore della casa risulterebbe abnorme. E sarebbe comunque in contrasto con la legge stessa ove dice che “il valore è quello catastale COME DETERMINATO E RIVALUTATO NEL PAESE IN CUI L’IMMOBILE E’ SITUATO ai fini dell’assolvimento delle imposte”.
    Vista l’assenza di raziocinio di Monti e del suo entourage dovremmo tutti telefonare e inviare e-mail all’Agenzia delle Entrate affinchè CI SAPPIANO DIRE CON CERTEZZA ciò che dobbiamo fare (altrimenti rischiamo di pagare adesso e di vederci recapitare poi, magari dopo qualche anno, un avviso di accertamento con ulteriori tasse e relative sanzioni.

  47. massimo 27 maggio 2012

    anch’io posseggo un immobile in Francia per il quale pago regolarmente tutte le tasse di pertinenza,ma non riesco a capire quale sia,se prevista,la sanzione per aver omesso la compilazione del quadro rw nella dichiarazione dell’anno 2010…mi è stato detto che la sanzione è del 10% del valore dell’immobile…pazzesco!!!come è possibile che una mancata segnalazione ,che non prevedeva l’applicazione di alcuna tassa,generi una sanzione così pesante nonostante la precisa adesione a tutte le tasse previste nello stato francese?
    chi mi può dare qualche delucidazione in merito?
    grazie

  48. mario antonio 28 maggio 2012

    Ho provato a chiedere lumi al Centre des Impots pour non residents francese sul fatto che la taxe fonciere sia effettivamente un’imposta patrimoniale, quindi deducibile in tutto o in parte dall’ IVIE; mi hanno rinviato al Centre del dipartimento in cui ho l’immobile…Andando a vedere la normativa fiscale francese, si rileva solo che la rendita catastale francese presa a riferimento per l’imposizione della taxe fonciere e della taxe d’habitation esprime solo il valore potenziale dell’immobile a produrre un reddito annuo da locazione, e non pare esistere in Francia un moltiplicatore (come in Italia l’attuale 100 x 0,05 x 0,60 ai fini dell’imponibile IMU)in grado di generare, partendo da tale rendita, il valore catastale dell’immobile…

  49. giovanni 28 maggio 2012

    sto facendo ora le denuncia redditi via web e ritengo che per quanto riguarda la tassa sugli immobili esteri (francia) il valore catastale per il calcolo della aliquota del 0.76% sia la base che risulta dalla cartella della tax fonciere .
    questa base è corrispondente alla rendita catastale italiana ….
    nel calcolo italiano il valore catastale dell’immobile è la rendita catastale moltiplicata x 100 quindi per un valore catastale di 1600 il valore dell’immobile è calcolato in 160.000 euro
    lo stesso calcolo viene fatto per la valutazione della tassa 0.76% del valore catastale dell’immobile uguale a = 1216 euro tassa sugli immobili situati all’estero :(

  50. giovanni 28 maggio 2012

    aggiungo che i calcoli delle maggiorazioni riferite all’ IMU non sono utilizzabili per la tassazione degli immobili all’estero che fanno riferimento esclusivamente alla rendita catastale senza rivalutazioni !!!!!!

  51. mario antonio 29 maggio 2012

    Un calcolo come quello di Giovanni – applicando il moltiplicatore 100 della normativa italiana al valore catastale francese – genera dei “mostri” di imponibile!! Si arriva all’assurdo che il valore così calcolato è di gran lunga superiore al valore di mercato dell’immobile e, di fatto, quella che l’ultima circolare esplicativa dell’AdE introduceva come una possibile agevolazione per la tassazione degli immobili in ambito UE rispetto a quelli extra UE, diventa invece una eccessiva penalizzazione. Col risultato che anche la tanto odiata IMU sugli immobili italiani non arriva mai a tassare, anche con l’ulteriore rivalutazione ora introdotta del 60% del moltiplicatore (a proposito, perché il 60% in più non lo applica anche nel caso di immobili all’estero?)il valore di mercato dell’immobile, ma solo una sua parte; perché invece qui si deve tassare addirittura oltre il valore di mercato?????

  52. Mauro 29 maggio 2012

    Non esiste in Francia un valore catastale degli immobili. Nè è possibile risalirvi partendo dalla “base” della taxe foncière applicando moltiplicatori italiani: sarebbe un ibrido oltretutto in contrasto con la legge stessa che parla di valore catastale COME DETERMINATO NEL PAESE IN CUI L’IMMOBILE E’SITUATO.
    Non rimane che il rogito oppure il valore di mercato.
    Per le modalità del versamento non ho trovato i codici necessari da indicare sul F24 (per cui, dopo aver pagato, si rischia anche di essere sanzionati): qualcuno ne sa qualcosa?

  53. Leonardo 29 maggio 2012

    Ma scusate, dov’è che c’è scritto che si deve moltiplicare per 100, 105,160 la “base” della “fonciere, che e’ in effetti il valore rivalutato anno per anno su cui si basa e si paga la tassa francese.
    Se su tale base applico lo 0,76 ottengo un valore chiaramente inferiore a quello già pagato in Francia e quindi non ci sarà niente da pagare in Italia.

  54. Patrizia 30 maggio 2012

    io ho comprato una casa in messico. NON HO DIRITTO AL CREDITO PER LA TASSA CHE PAGO IN MESSICO E DEVO PAGARE SUL VALORE PAGATO PER L’IMMOBILE, COMPRENSIVO ANCHE DEI MOBILI ED ELETTRODOMESTICI PERCHE’ SON STATA COSI’ SCEMA DA DICHIARARE TUTTO E NON FARE UNA BELLA SOCIETA’ INTESTANDO L’IMMOBILE A QUELLA, COME FANNO I RICCONI….
    Ora non si sa nemmeno che imponibile devo calcolare e a che valore visto che ho pagato in USD anni fa..il valore del dollaro del 2011???? quello dichiarato nel QUADRO RW…
    NON SANNO NEMMENO LORO COSA STAN FACENDO….
    FRUSTRANTE..LA MIA IDEA DI FUGGIRE DALL’ITALIA ERA GIUSTA! MA TI BECCANO SEMPRE!!!!

  55. Patrizia 30 maggio 2012

    ho scaricato tutti i giorni gli aggioramenti F24 da UNICO 2012 e anche se indicata la tassa per gli immobili estero, il programma di calcolo automatico del F24 non evidenzia il pagamento della stessa..almeno sino ad ora..uno schifo totale…
    OCCORRE PAGARE E NON DICONO NEMMENO COME…

    IO ASPETTO E PAGO A RATE DA LUGLIO IN POI…NEL CASO DOVESSERO RIPENSARCI …

  56. gabriella battiston 31 maggio 2012

    insieme a mio marito ho acuistato un piccolo locale sul lago Mggiore (Svizzera)
    pagato con bonifici bancari nel2005,
    solo nel 2009 ho visto che doveva essere messo nel quadro RW, prima crdevo che bastasse che non producesse reddito in quanto a disposizione e fosse pagato con denaro pulito derivante da nostri ripsrmi tassati regolarmente in Italia.
    Mi sono informata ma anche il commercialisa non ha saputo darmi una risposta riguardo visti i rapporti Italia Svizzera, Devo o non devo scriverlo nelRW e fare il ravvedimento operoso? Ma più che essere onesti a ègare tutte le yasse che si deve fare per far uso dei nostri rispami come vogliamo? Qunato mi costerà vosto che la Svizzera già tassa molto le case degli stranieri?

  57. alba amicarelli 1 giugno 2012

    sono nella sua identica situazione, per 22 mq che mi costano salati in termini di amministrazione, taxe d’habitation e taxes foncieres, e non producono alcun reddito. Cosa dovrò pagare ancora in Italia dove, come lavoratore dipendente ho sempre pagato TUTTE le tasse in anticipo?

  58. alba amicarelli 1 giugno 2012

    Lo studio in Francia l’ho pagato 57.000 € a dicembre 2010. pago una taxes foncieres di 721€ con base 1327. Ma quanto dovrò pagare per il fisco italiano?. Si calcola lo 0,76% del valore di acquisto o della base della taxes foncieres? qualcuno ha capito cosa fare?

  59. ORESTE NARDELLO 2 giugno 2012

    Mio fratello ha acquistato una casa in Inghilterra che abita con la famiglia mantenendo la residenza a Roma a Novembre 2011 tramite bonifico bancario Italia Inghilterra e mi chiede come deve dichiarare questa nuova proprietà al fisco italiano Mod 730 o Mod Unico RW

  60. pier luigi bonanate 4 giugno 2012

    io credo che l’IVIE concorre a formare il tuo reddito, in aggiunta al reddito dei fabbricati (quadro RB) italiani, se essi esistono,ovviamente.
    Non credo invece che la tax fonciere possa essere dedotta, purtroppo.
    sojno anche io in questa situazione, pago una tax fonciere di circa 1200 euro annui, mentre l’ivie, calcolata sulla base dello 0,76 % del valore di acquisto è di circa 600 euro.
    Mi piacerebbe che fosse come dici tu.
    salve

  61. mario antonio 5 giugno 2012

    Beh, non voglio… deludere Pier Luigi, ma fior di esperti (vedi L’esperto risponde del Sole 24 Ore di ieri, quesito 1869 postato in Facebook col titolo “Abbasso l’Ivie”) ritengono addirittura deducibile non solo la taxe fonciere, ma anche la taxe d’habitation… Chi avrà ragione?

  62. Mario 8 giugno 2012

    Buonasera,
    vorrei proporvi il mio caso, immobile acquistato in svizzera nel 1991, il valora da indicare nel quadro Rw dovrà essere il cambio lira/franco svizzero poi aggiornato in euro riferito alla data di acquisto o dovrò applicare il cambio al 31/12/2011?
    Grazie
    Mario

  63. Mario 8 giugno 2012

    .

  64. Diego 14 giugno 2012

    Ciao,ho comprato casa in Slovenia nel 2010, non lo dichiarata.Tutti mi stanno spaventando di dichiararla, pero’ dovrei pagare una multa di 1500€ circa piu’ interessi, piu’ l’IVIE.Sono propietario di meta’ casa,l’altra meta’e’ propietaria la mia ragazza che e’ cittadina slovena.Cosa devo fare, pagare o non pagare?

  65. Giacy 21 giugno 2012

    Rispondo al Sig. Leonardo. La mia base della fonciere è 1536 se applicassi i parametri di rivalutazione italiani, X 1,05 X160 otterrei un valore di 258048 eu.Il mio studio è di 21 mq e nel 2009 l’ho pagato 135000 eu. Conviene utilizzare il valore del rogito, anche se vi è una manifesta ingiustizia poichè chi ha comperato una villa nel 1985 per 100000 di lire ora paga 380 eu, molto più di me.

  66. Giacy 21 giugno 2012

    Nella conclusione precedente volevo dire “molto meno di me”.Non sono riuscito a sapere il valore reale dell’appartamento in base alla tax fonciere. So solo che in Francia danno il valore locativo catastale che è il doppio della base della fonciere. Da qui risalire al valore dell’immobile non so proprio come fare. Se qualcuno lo sa lo comunichi sul blog.

  67. Daniel 23 giugno 2012

    Per rispondere a Giacy, anch’io ho un monolocale a Parigi e per quest’anno ho calcolato l’IVIE sul valore di acquisto, in quanto nessuno è riuscito a dirmi, neanche il commercialista, come calcolare l’IVIE sul valore catastale, che per il mio caso è di 1152 (dati taxe foncière)e comunque non è scritto da nessuna parte che bisogna applicare le rivalutazioni come da te indicato, questo calcolo va fatto soltanto sui beni in Italia in quanto non sono stati ancora aggiornati i catasti, in effetti se dovessi fare quel calcolo andrei a pagare il doppio….comunque è un vero caos e ci troviamo in una situazione veramente ridicola e spero che per l’anno prossimo tutto sarà più chiaro….anzi speriamo che un nuovo governo abolirà questa tassa ingiusta

  68. Nuccia 24 giugno 2012

    Concordo pianamente ma cosa si può fare per non trovarci nella stessa situazione fra un anno e ripagare tassa sulla casa all’estero , due imposte , dove quella ora applicata è anche più alta di quella applicabile alla seconda casa in Italia . 😡

  69. Luca 18 luglio 2012

    Mia moglie ha ereditato una casa a Maribor (SLO),lei ha residenza Slovenia, ma come si calcola IVIE sul valore catastale? Nemmeno il commercialista non ha chiaro la spesa?
    Spero viene eliminata, come eliminate devono essere le province e i doppi uffici!

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