Studi di settore e società in perdita: un fisco più amico

Il fisco italiano prova a tenere conto della crisi economica e abbassa le soglie di congruità. Nuove regole anche per le società in perdita

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Il fisco italiano prova a tenere conto della crisi economica e abbassa le soglie di congruità. Nuove regole anche per le società in perdita

Dopo la crisi globale che ha messo in ginocchio numerosi stati europei  ancora non è possibile parlare di ripresa, visto che anche i dati diffusi dall’Istat la scorsa settimana, indicano che il Pil degli ultimi tre mesi del 2011 è sceso di circa 0,4 punti percentuali rispetto ad un anno prima.

 

LE SOGLIE DI CONGRUITA’ SARANNO ABBASSATE

Per venire incontro ai settori maggiormente colpiti dalla crisi, l’agenzia delle entrate ha diffuso settimana scorsa le direttrici di intervento in materia di studi di settore prevedendo alcuni ritocchi in determinati settori. In particolare l’amministrazione ha previsto alcuni correttivi anti crisi, i quali saranno differenziati per settori e per territorio. Il fisco quindi abbasserà le soglie di congruità per tutte quelle aziende che hanno avuto problemi nel corso del 2010, come ad esempio l’edilizia e tutte le società che non hanno potuto beneficiare di un livello di esportazioni che non abbia compromesso la domanda. I settori per i quali saranno applicati i correttivi anti crisi saranno determinati dalla Sose, la società che gestisce gli studi di settore, la quale ha avviato il controllo di circa 4 milioni di dichiarazioni, al fine di estrapolare quali siano i settori maggiormente colpiti in termini di fatturato.

L’obiettivo è anche quello di affinare costantemente lo strumento degli studi di settore tenendo maggiormente in considerazione i costi sostenuti da imprese e da professionisti in modo tale da evitare eventuali manipolazioni o “sofisticazioni” da parte degli addetti ai lavori.

 

IL FISCO PUNTA AL PAGAMENTO SPONTANEO DEL DEBITO

Un primo step è fissato per la prima settimana di Pasqua, quando i risultati saranno presentati ad una apposita commissione ( in cui sono presenti  gli ordini, l’amministrazione finanziaria e le categorie professionali) ai fini dell’approvazione.

Inoltre l’agenzia punta molto sull’incentivazione dell’adeguamento spontaneo in modo da avviare pratiche di pagamento spontaneo e di premiazione dei contribuenti onesti. Ulteriore conferma viene dalle norme contenute nel decreto Salva Italia le quali prevedono uno stop agli accertamenti fiscali fatti esclusivamente sulla base di semplici indizi di evasione,  redditometro e accertamento sintetico più tolleranti per i contribuenti che  rispettano le regole fiscali. Le nuove regole dovrebbero essere valide già per le prossime dichiarazioni e dovrebbero riguardare i contribuenti che  risultano congrui e coerenti agli indici di coerenza. Inoltre entro fine maggio sarà pronto anche l’aggiornamento del software Gerico, il software in grado di controllare la singola posizione fiscale e verificare se questa sia congrua o meno a quanto stabilito dagli studi di settore.

 

SOCIETA’ IN PERDITA’: PIU’ TOLLERANZA 

L’adeguamento del fisco agli effetti della crisi non riguarda esclusivamente i correttivi da applicare agli studi di settore. Infatti le società che risultano in perdita fiscale per il terzo anno consecutivo verranno considerate alla stregua di società di comodo ed assoggettate ad un aggravio di Ires che raggiungerà l’aliquota del 38 per cento. Tuttavia l’amministrazione dovrebbe varare a breve una circolare in modo da chiarire in quali casi le passività siano da imputare ad una situazione congiunturale e in quali casi invece si è in presenza di una società con rosso in bilancio persistente. (Società di comodo: Ires maggiorata del 10,5%)

Per il nuovo redditometro vi dovrebbero essere dei correttivi, mentre per i metodi di riscossione alcuni interventi  hanno già permesso di fruire di sistemi più flessibili di pagamento. In questa direzione vanno letti gli ultimi procedimenti che mirano a togliere la rateazione del debito nel caso in cui non vengano versate due rate  consecutive (in precedenza l’agevolazione veniva eliminata anche se le rate non erano consecutive). 

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Argomenti: Studi di settore

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