Sconto in fattura, attenzione alla clausola che può far aumentare (legalmente) i prezzi dei lavori

Le parti possono anche accordarsi per ammettere si un aumento del prezzo finale ma fissando una percentuale massima

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La possibilità di optare per lo sconto in fattura anzichè indicare la detrazione per lavori edilizi in dichiarazione dei redditi non riguarda solo il superbonus. Infatti, l’art.121 del D.L. 34/2020, c.d. decreto Rilancio, ammette l’opzione di sconto in fattura anche per gli altri bonus edilizi, bonus facciate, ristrutturazione, ecobonus ecc.

Dunque, sul preventivo concordato con l’impresa il contribuente può ottenere uno sconto in fattura che può essere del 100% nel caso del superbonus, 60% per il bonus facciate, 50% per il bonus ristrutturazione ecc.

I bonus edilizi e l’opzione di sconto in fattura. I prezziari da considerare

Il preventivo dei lavori tiene conto di specifici prezziari richiamati dall’art. 121 sopra citato.

Per gli interventi diversi da quelli finalizzati alla riqualificazione energetica, compresi quelli di riduzione del rischio sismico, l’attestazione della congruità della spesa è resa secondo i criteri previsti, in via residuale, dal citato articolo 119, comma 13-bis, del Decreto rilancio al quale rimanda lo stesso art.121.

Dunque, in attesa dell’adozione del decreto del Ministro della transizione ecologica che individua i valori massimi stabiliti, per talune categorie di beni, per gli ultimi interventi citati, la congruità delle spese può essere determinata, in via residuale, facendo riferimento:

  • ai prezzi riportati nei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome, ai listini ufficiali o ai listini delle locali camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura ovvero, in difetto,
  • ai prezzi correnti di mercato in base al luogo di effettuazione degli interventi.

In base alle indicazioni di cui alla circolare n°16/E/2021, per gli interventi finalizzati alla riqualificazione energetica, si fa riferimento:

  • al D.M. 6 agosto 2020, nel caso di interventi con data di inizio lavori a partire dal 6 ottobre
    2020, e
  • ai criteri residuali individuati dal predetto comma 13-bis dell’articolo 119 del Decreto rilancio, per quelli con data di inizio lavori antecedente.

La clausola che può far aumentare i prezzi dei lavori

Individuati i prezziari di riferimento, potrebbe accadere che nel contratto dei lavori l’impresa chiede l’inserimento di una clausola che le permetta di poter rivedere al rialzo il prezzo finale al verificarsi di specifiche condizioni, quali ad esempio, aumento del prezzo dei materiali, la necessità di allestire nuovi ponteggi ecc.

Ad ogni modo, le parti possono anche accordarsi per ammettere si un aumento del prezzo finale ma fissando una percentuale massima che si aggira generalmente intorno al 20%.

Dunque, bisogna prestare attenzione alla clausola che potrebbe far aumentare leggermente il prezzo finale dei lavori.

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