Rumori condominio: meglio chiamare i carabinieri o l’avvocato?

Vittima di vicini rumorosi? Come difendersi? Chi bisogna chiamare? Meglio fare denuncia ai carabinieri o ai carabinieri oppure rivolgersi all'avvocato?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Vittima di vicini rumorosi? Come difendersi? Chi bisogna chiamare? Meglio fare denuncia ai carabinieri o ai carabinieri oppure rivolgersi all'avvocato?

Liti tra vicini per rumori in condominio: chi chiamare per far valere i propri diritti? Di norma si ricorre all’amministratore di condominio ma quando la questione non può essere risolta con le buone come agire? Devono intervenire i carabinieri o bisogna chiamare un avvocato?

Rumori molesti in condominio: lettera dell’avvocato o denuncia ai carabinieri?

Occorre in primis chiarire che l’amministratore di condominio può intervenire solo in attuazione del regolamento di condominio, ovvero se è presente una clausola che limita il rumore in specifici orari della giornata o vieta determinate attività (ad esempio i lavori di ristrutturazione o le pulizie domestiche prima delle 8 di mattina). L’amministratore non può e non è tenuto ad intervenire in questioni private. Per le liti tra vicini le alternative sono: denuncia ai carabinieri o ricorso alle vie legali.
Neanche il sindaco o la polizia municipale hanno potere di intervento a meno che non siano violati dei regolamenti comunali.
Se il problema persiste l’unica strada percorribile è rivolgersi all’avvocato che procederà ad una regolare diffida. Seguirà una causa civile: non è da escludere che il giudice ordini l’insonorizzazione dell’appartamento. Possono essere proposti anche risarcimenti del danno per la lesione alla salute.

Rumori condominio: quando dalla causa civile si passa al penale?

Quando il rumore provocato dal vicino sfocia nel penale? Della questione si è occupata la Cassazione stabilendo che devono ricorrere due condizioni:

– che il rumore superi la normale tollerabilità (presupposto peraltro richiesto anche per l’azione civile di risarcimento del danno);
– che esso sia in grado di arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone e non già ad una cerchia ristretta di famiglie.

Facciamo un esempio pratico che aiuta a chiarire: immaginiamo il caso, abbastanza comune, del cane del vicino che abbaia in continuazione dal cortile o dal balcone arrecando fastidio alle abitazioni intorno. Si può parlare di reato perché l’abbaiare è udibile da un numero indeterminato di persone. Diverso sarebbe se il cane fosse stato chiuso nell’appartamento e, quindi, sentito solamente dall’inquilino del piano di sotto.

Chiudiamo con una parentesi amministrativa: è sanzionabile chi supera “i limiti massimi o differenziali di rumore fissati dalle leggi e dai decreti presidenziali in materia”.

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Argomenti: Normativa e Prassi, Risarcimento danni