Rottamazione-quater. Sorpresa per chi non ha pagato entro il 5 dicembre la vecchia sanatoria

L'omesso, il tardivo o il carente pagamento rispetto alla data del 5 dicembre, comporta la decadenza della definizione agevolata

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Pace fiscale e Rottamazione debiti bollette

Rottamazione-ter e rottamazione-quater. Il 5 dicembre era l’ultimo giorno per pagare le rate delle rottamazione-ter. L’omesso, il tardivo o il carente pagamento rispetto alla data del 5 dicembre, comporta la decadenza della definizione agevolata; dunque chi aveva in precedenza aderito alla rottamazione-ter ma poi non ha pagato le rate 2022 entro il 5 dicembre, perde lo sconto su sanzioni e interessi di mora che gli aveva garantito l’adesione alla stessa rottamazione. Gli importi versati fino a oggi sono considerati solo quale acconto rispetto al debito originario che ora però aumenterà vista la decadenza dello sconto su sanzioni e interessi.

Detto ciò, la domanda da porsi ora è la seguente, chi è decaduto dalla rottamazione-ter può sfruttare per gli stessi debiti la nuova rottamazione-quater prevista nella Legge di bilancio 2023?

La rottamazione-quater

L’art.47 della Legge di bilancio 2023, prevede una nuova rottamazione delle cartelle. La nuova premier Meloni lo aveva promesso in campagna elettorale e ora, supportata soprattutto dalla Lega, con il leader Matteo Salvini, la sanatoria trova posto nella Manovra 2023.

Saranno oggetto di rottamazione-quater, tutti i debiti che sono stati affidati per il recupero all’Agente della riscossione, ora Agenzia delle Entrate-riscossione, ex Equitalia, tra il 1° gennaio del 2000 e il 30 giugno 2022.

Possono essere oggetto di rottamazione i debiti riferiti alle imposte dirette dunque Irpef, Ires o anche alle imposte indirette quali Iva, imposta di registro, ipotecaria, catastale, ecc. Sono rottamabili anche i debiti riferiti a tributi locali, dunque IMU, la vecchi TASI, la Tari, ecc. Stessa cosa dicasi per il bollo auto e, in parte, per le multe stradali.

Sanatoria anche per chi non ha pagato la rottamazione-ter?

In premessa abbiamo visto che il 5 dicembre scadevano le rate 2022 della rottamazione-ter.

Chi non ha pagato, o lo ha fatto solo in parte oppure ha versato in ritardo, decade dalla rottamazione.

Detto ciò, chi è decaduto dalla rottamazione-ter può sfruttare per gli stessi debiti la nuova rottamazione-quater prevista nella Legge di bilancio 2023?

Ebbene, la risposta è affermativa.

Infatti, possono essere oggetto di rottamazione-quater, anche i debiti oggetto di precedenti rottamazioni o “saldo e stralcio” (art. 1, commi 184 ss., della legge n. 145/2018), anche se, con riferimento a essi, si è determinata l’inefficacia della relativa definizione agevolata.

Dunque, sì alla rottamazione-quater per chi ha aderito e poi è decaduto dalla seguenti rottamazioni:

  • articolo 6, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225;
  • articolo 1, comma 5, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172;
  • articolo 3, comma 5, del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136;
  • articolo 1, comma 189, della legge 30 dicembre 2018, n. 145;
  • articolo 16-bis, commi 1 e 2, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58.

Da qui, chi entro il 5 dicembre non è riuscito a pagare le rate della rottamazione-ter, per gli stessi debiti potrà fare domanda di rottamazione-quater. Nei fatti, la decadenza della vecchia rottamazione non compromette l’accesso alla nuova sanatoria delle cartelle.

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