Trasferimento lavoro con legge 104 negato, come far valere i propri diritti?

Trasferimento lavorativo per assistere il familiare disabile con legge 104, negato più volte, cosa fare? Come far valere i propri diritti?

di Angelina Tortora, pubblicato il
trasferimento per legge 104

Trasferimento legge 104, il quesito di un nostro lettore:

Salve sono un maresciallo, da 4 anni faccio domanda di trasferimento, ma ricevo sempre lo stesso risultato. Ho quasi sempre avuto parere negativo al trasferimento in quanto nel mio reparto di appartenenza c’era una carenza organica, solo per un paio di anni ho avuto parere favorevole ma non sono stato trasferito per mancanza di posizioni organiche presso le sedi da me richieste. Oggi che ci sarebbero posizioni libere presso il reparto da me richiesto nella domanda e quindi  la possibilità di essere trasferito mi viene sempre dato parere negativo per carenza di personale presso reparto di appartenenza.

Questa situazione non e proprio vera in quanto da maggio 2018 c’è stato una riorganizzazione delle posizioni e non tutti siamo impiegabili presso posizioni operative (per capire meglio in sono un turnista, prima di notte si lavorava in coppia oggi sia per la missione del mio collega sia per una riorganizzazione si è deciso di far montare una sola persona la notte).

Poi la cosa che non riesco a darmi pace che a un mio collega piu giovane sia di grado, sia di anzianità e di reparto e stato dato negli anni parere diverso dal mio, senza motivazioni particolari o leggi particolari, anzi e da quasi un anno e in missione vicino casa,quindi la cosa che non capisco se c’è carenza di personale presso il mio reparto, perchè al  mio collega viene dato parere diverso dal mio, anzi viene mandato in missione vicino casa, e s parla di un suo imminente trasferimento.

Mi sento deluso e discriminato e vorrei sapere se c’è la possibilità di far valere i miei diritti.Mi scuso per lo sfogo e la ringrazio della sua eventuale risposta.

Trasferimento per assistere il familiare con handicap grave ai sensi della legge 104

La normativa prevede che possono chiedere il trasferimento della sede più vicina sia i lavoratori dipendenti, pubblici o privati, che assistono una persona con handicap in situazione di gravità (caregiver).

L’articolo 33 della legge 104/1992, al comma 5, stabilisce che “il lavoratore che assiste un familiare con handicap in situazione di gravità ha il diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede”.

Nello specifico possono assistere il coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Cosa cambia nelle Forze Armate

In riferimento all’art. 33 legge n. 104/92 al dipendente del Ministero della difesa – Esercito, che assiste un familiare con handicap si può inquadrare nella categoria dell’interesse legittimo, in modo che l’esigenza di tutela del disabile vada a bilanciarsi con le esigenze dell’amministrazione, specie organizzative.

Questo principio di base lascia che l’amministrazione possa contrastare la richiesta di trasferimento del proprio dipendente. Ad esempio, avvalorando come tesi al diniego della richiesta di trasferimento impedimenti oggettivi oppure esprimendo valutazioni discrezionali.

Richiesta di trasferimento con legge 104: i chiarimenti della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5900/2016, ha stabilito che in base alla legge 104, il diritto del lavoratore a scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere. Infatti inserisce la locuzione “ove possibile”, di fatto decretando la necessità che il trasferimento non rechi comunque danno al datore di lavoro.

E’ intervenuta anche la circolare del Dipartimento Funzione Pubblica n. 13/2010 a seguito dell’emanazione della legge numero 183/2010, che ha chiarito che la norma tutela il lavoratore e gli concede il diritto al datore di lavoro il quale può rifiutare il trasferimento solo “in presenza di circostanze oggettive impeditive, come ad esempio la mancanza di posto corrispondente nella dotazione organica di sede, mentre non può essere subordinato a valutazioni discrezionali o di opportunità dell’amministrazione”.

Infine, la Circolare del Ministero per la Funzione Pubblica numero 90543/7/448 del 26 giugno 1992, ha chiarito che “nel pubblico impiego il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere vale soltanto nell’ambito della medesima amministrazione o del medesimo ente di appartenenza”.

Infine una sentenza n. 710 del  21/07/17  del  TAR Reggio Calabria ha messo un freno significativo ai dinieghi di trasferimento  motivati dall’Amministrazione militare sulla base di generiche esigenze di servizio. Il Giudice, ha annullato il diniego così formulato, ritenendo che per respingere una richiesta di trasferimento avanzata dal militare, sia necessario “l’accertamento di cause concrete e specifiche che ne escludano la possibilità“, di cui l’Amministrazione deve darne atto nel proprio diniego attraverso un corredo motivazionale stringente e puntuale.

Conclusioni

Le consiglio di accertarsi che effettivamente ci sono posto liberi nella dotazione organica, rifare la richiesta, motivando la necessità del trasferimento per accudire il familiare disabile, citando la normativa e le varie sentenze.

Consiglio di leggere anche: Trasferimento lavoro nelle Forze armate, tutela e diritti

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Lettere, Quesiti benefici Legge 104, News lavoro, Legge 104