Rate Irpef: come ravvedersi se si dimentica una scadenza

Se il contribuente non ha versato nulla alla data del 30 giugno, il ravvedimento parte dalla stessa data.

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“Lo scorso giugno ho presentato il 730 senza sostituto d’imposta optando per la rateazione dell’Irpef dovuta come saldo e 1° acconto.

 

Non ho pagato la 4° rata, c’è possibilità di regolarizzare il pagamento e versare puntualmente le rate successive?”

Il 730 senza sostituto d’imposta

Il 730, ordinario o precompilato, può essere presentato anche da un contribuente che non ha un datore di lavoro che possa effettuare i conguagli in busta paga.

 

In tale caso:

 

  • se la dichiarazione è a credito, il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle entrate;
  • se, invece è a debito, il pagamento viene effettuato tramite il modello F24.

Le scadenze delle rate Irpef

In generale, i versamenti delle imposte sui redditi (Irpef o Ires) riguardano: il saldo relativo all’anno oggetto della dichiarazione e l’acconto per l’anno successivo. Importi  da versare entro il 30 giugno di ogni anno.

 

Tale data coincide con il c.d tax day.

 

L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata in quell’anno (riferita, quindi, all’anno precedente), al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, è superiore a 51,65 euro.

 

L’acconto deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo:

 

  • unico versamento, entro il 30 novembre, se l’acconto è inferiore a 257,52 euro,
  • due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro.

 

La prima pari al 40% entro il 30 giugno (insieme al saldo), la seconda – il restante 60% – entro il 30 novembre.

 

Saldo e prima rata dell’acconto possono essere rateizzate.  A partire dal cedolino successivo al mese in cui il datore di lavoro ha ricevuto il risultato del 730.

 

Come detto sopra, in caso di 730 senza sostituto, i versamenti degli importo dovuti sono effettuati con l’F24, utilizzando i codici tributo Irpef.

 

Per i non titolari di partita Iva valgono le seguenti scadenze per le rateazioni Irpef.

 

RataVersamentoInteressiVersamentoInteressi
30 giugno30 luglio
31 luglio0,3331 luglio
31 agosto0,6631 agosto0,33
30 settembre0,9930 settembre0,66
2 novembre1,322 novembre0,99
30 novembre1,6530 novembre1,32

 

Sulle modalità di calcolo degli acconti https://www.investireoggi.it/fisco/730-2020-entro-il-10-di-ottobre-la-comunicazione-al-datore-di-lavoro-per-pagare-un-2-acconto-inferiore/

Se non si paga una rata Irpef

In merito al caso su esposto, omesso pagamento di un rata Irpef, valgono le indicazioni date dall’Agenzia delle entrate con la circolare n° 27/e 2013.

“Con riferimento al versamento del saldo e del primo acconto dovuti in base alle dichiarazioni, va da sé che andrà considerato il termine entro cui si è scelto di eseguire l’originario versamento da correggere (16 giugno o 16 luglio).Laddove il contribuente non abbia versato alcun importo, né entro il 16 giugno né entro il 16 luglio, il termine cui fare riferimento per il calcolo delle somme dovute – sia in sede di ravvedimento (parziale o meno) che di recupero da parte degli uffici – è la data naturale di scadenza, ossia il 16 giugno”.

Applicando tali indicazioni al suo caso specifico, potrà pagare la rata scaduta versando:

 

  • l’imposta dovuta,
  • gli interessi calcolati dalla data del 30 settembre;
  • la sanzione, ravvedibile, per omesso versamento (art.13 D.Lgs 471/1997).

 

Qual è la sanzione da versare?

 

Con irregolarità sanate entro 15 giorni, la sanzione è pari all’1% moltiplicato per i giorni di ritardo, calcolati dal 1° ottobre compreso.

 

Applicando il ravvedimento operoso, verserà la sanzione dello 0,1% moltiplicata per i giorni di ritardo.

 

Ipotizzando un pagamento in data 9 ottobre, pagherà una sanzione dello 0.9%, moltiplicata per l’importo della rata Irpef scaduta.

SANZIONE (1/15 x 1,5% x 9 giorni = 0,9%)

Dunque si applica il ravvedimento sprint, 1/10 della sanzione.

 

 

 

 

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