Quali sono i lavori a rischio

Quali lavori sono considerati a rischio in gravidanza? Esiste un elenco tassativo?

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Quali lavori sono considerati a rischio in gravidanza? Esiste un elenco tassativo?

Tra le richieste di consulenza che riceviamo per la redazione di Fisco, molte riguardano dubbi di donne incinta sull’indennità di maternità e, in particolare, sui lavori a rischio in gravidanza. Quali professioni o condizioni costituiscono il presupposto per il certificato di gravidanza a rischio?

Quali sono i lavori a rischio in gravidanza

Un primo riferimento normativo è contenuto nel decreto legislativo 151 del 2001, che prevede in capo al datore di lavoro l’obbligo di concedere alla dipendente la maternità anticipata nel caso in cui non sia possibile affidarla ad altre mansioni (queste ultime potranno anche essere eventualmente di livello inferiore purché non scenda la retribuzione, altrimenti si parla di demansionamento). Nei casi più estremi è ammesso anche il rientro posticipato sul posto di lavoro fino a 7 mesi dal parto.

Ma volendo fissare dei criteri guida per rispondere a chi ci chiede se un determinato tipo di lavoro può essere pericoloso in gravidanza oppure no, quali sono gli elementi da valutare?

I lavori pericolosi per la lavoratrice incinta possono essere considerati tali perché prevedono l’uso di sostanze tossiche oppure perché comportano movimenti particolarmente faticosi. Tra questi ultimi rileva anche il solo stare in piedi nella stessa posizione per diverse ore.

La lavoratrice addetta ad uno di questi lavori che scopre di essere incinta, dovrà inoltrare la richiesta di maternità anticipata per gravidanza a rischio all’Ispettorato territoriale del lavoro allegando una certificazione in cui il datore di lavoro ammette l’impossibilità di assegnare la donna a mansioni adeguate allo stato interessante. Ricevuta la richiesta, l’Ispettorato avvierà gli accertamenti sanitari prendendosi un tempo massimo di 7 giorni per rispondere.

Elenco dei lavori a rischio in gravidanza

Come sopra accennato, se l’ostacolo dipende dal tipo di lavoro, le motivazioni sostanzialmente possono essere di due tipi: sostanze nocive o potenzialmente tossiche per la donna o per il feto oppure posizioni scomode o sforzi fisici eccessivi (salire e scendere scale, sollevamento pesi etc).

Il decreto legislativo 151/2001 contiene un elenco di massima.

 

Attenzione: diverso è il caso in cui la gravidanza a rischio venga riconosciuta per le condizioni particolari della donna. In queste circostanze il rischio di aborto non dipende tanto dalla pericolosità delle mansioni ma è strettamente legato allo stato di salute della donna.

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